Silvia ci segnala una campagna on air da gennaio nel vicentino, corredandola di un commento puntuale e articolato. Eccolo:
Vorrei segnalarvi questa campagna attualmente on air a Vicenza su affissioni 6×3 e stampa.
Il cliente è una conosciunta e rispettata polisportiva del territorio e anche l’agenzia è locale: probabilmente, per cercare di differenziarsi dai competitor la scelta è stata quella di puntare su elementi di rottura. Il risultato però ritengo sia scadente, con una percezione generale di non correttezza e discriminazione nei confronti di alcune categorie di persone.
La polemica in questi giorni da parte del pubblico è molto forte, fino ad essere esplosa in articoli su testate e servizi creando addirittura l’effetto opposto al desiderato con gruppi che hanno scelto di non frequentare più il centro sportivo.
Concludendo, penso che si tratti di un esempio del fatto che non è sempre positivo il “purchè se ne parli”.Che ne pensate?






2 comments
Tao Tao says:
feb 22, 2012
Definire agenzia quella che ha ideato il manifesto mi sembra eccessivo.
pessimo gusto per il concetto in generale, realizza da cani e soprattutto un appunto al copy,
se mai c’è: quando no ride, si scrive “ah ah” e non “ha ha” che invece è verbo avere. Così… tanto per dire.
Tao Tao corrige says:
feb 22, 2012
(maledetta tastiera)
Definire agenzia quella che ha ideato il manifesto mi sembra eccessivo.
pessimo gusto per il concetto in generale, realizzato da cani e soprattutto un appunto al copy,
se mai c’è un copy : quando uno ride, si scrive “ah ah” e non “ha ha” che invece è verbo avere.
Così… tanto per dire.