Continua a suscitare polemiche la campagna del ministero del lavoro e delle politiche sociali dedicata alla sicurezza sul lavoro.

 

“La pretende chi si vuole bene”.

Un messaggio tenero e pieno di responsabilità, ma che nasconde un significato alquanto dubbio.

 

Sembra che si cerchi di scaricare la responsabilità sul lavoratore e non sul suo datore. In un paese nel quale si lavora al risparmio, depresso dalla mancanza di occupazione, sappiamo tutti che si è disposti a lavorare nelle condizioni peggiori consapevoli che, in caso di protesta, si verrebbe rapidamente sostituiti con impegati meno “lamentosi”.

 

Quindi sarebbe il caso che il governo si assumesse le proprie responsabilità e che, invece di pretendere una reazione da parte dell’anello debole della catena, facesse degli sforzi concreti per aumentare i controlli e combattere le morti bianche.

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