Continua a suscitare polemiche la campagna del ministero del lavoro e delle politiche sociali dedicata alla sicurezza sul lavoro.
“La pretende chi si vuole bene”.
Un messaggio tenero e pieno di responsabilità, ma che nasconde un significato alquanto dubbio.
Sembra che si cerchi di scaricare la responsabilità sul lavoratore e non sul suo datore. In un paese nel quale si lavora al risparmio, depresso dalla mancanza di occupazione, sappiamo tutti che si è disposti a lavorare nelle condizioni peggiori consapevoli che, in caso di protesta, si verrebbe rapidamente sostituiti con impegati meno “lamentosi”.
Quindi sarebbe il caso che il governo si assumesse le proprie responsabilità e che, invece di pretendere una reazione da parte dell’anello debole della catena, facesse degli sforzi concreti per aumentare i controlli e combattere le morti bianche.





2 comments
Barbara says:
ott 13, 2010
Non sono d’accordissimo. Anche il singolo lavoratore va responsabilizzato a occuparsi in prima persona della propria sicurezza. Questo è il concetto. Certo che se l’autore del messaggio non fosse lo stesso Ente che dovrebbe occuparsi della prevenzione e soprattutto dei controlli sui posti di lavoro…
pia says:
ott 17, 2010
Anch’io sono d’accordo con Barbara. Lavorando ogni giorno in un ambiente a rischio, posso affermare che nonostante i dipositivi di sicurezza ci siano e ci venga insegnato come usarli, data la loro relativa scomodita, spesso se ne fa a meno. é importante sensibilizzare il lavoratore a tutelarsi in primis, poiche gli organi di controllo non possono verificare che tutti, ogni mattina, e dopo ogni pausa, si rimettano i dispositivi di protezione individuale, o usino gli apparechi in maniera adeguata e sicura.