Italia, tv

Intesa San Paolo e la Fuga dei cervelli

 

 

Ricapitoliamo:

Claudio, 33, anni, laurea con il massimo dei voti, va a Los Angeles a fare il  PHD.

 

Poi rimane a lavorare lì, dove fa scoperte scientifiche incoraggianti e promettenti per il proprio futuro e per quello della ricerca biomedica internazionale.

 

Forte di tali scoperte che fa?

Decide di tornare in Italia, di lasciare la ragazza simpatica, intelligente e carina con cui stava, di lasciare gli amici, di rinunciare ai finanziamenti che il governo americano mette in campo per sostenere la ricerca, e va a lavorare non si sa dove con apparecchiature modernissime ottenute come?

Chiedendo un prestito ad intesa San Paolo!

 

Adesso fate un pensiero in merito e diteci se Claudio per voi è:

 

A) Un temerario

B) Un innovatore

c) Un imbecille

 

Per aiutarvi a trovare la risposta giusta considerate che Maurizio, ricercatore all’università, laureato con il massimo dei voti, esperienza negli States eccetera eccetera, nel segnalarci lo spot, ha scritto:

 

Ed io cretino che fatico a trovare i soldi per pagare la carta per le stampanti: bastava che chiedessi un prestito al San Paolo…. Tra l’altro parte dello spot è stato girato proprio all’università dove lavoro.

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mar  10
15
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da nyky

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[...] Intesa San Paolo e la Fuga dei cervelli [...]


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12 Commenti to “Intesa San Paolo e la Fuga dei cervelli”

  1. da dice:

    Io opterei per la “C” senza dubbio ;)

  2. geko dice:

    credo che la domanda sia mal posta. non è di Claudio che dobbiamo parlare ma *** che fanno la consulenza in comunicazione al S. Paolo. Questo spot, ben fatto , ben girato, costoso penso, è inattendibile. E’ fasullo come il princisbecco. E’ inverosimile oggi, in questo paese, con questo sistema bancario. Questo spot è un boomerang.

    [ SUL COMMENTO E' INTERVENUTA LA REDAZIONE.
    VI INVITIAMO AD UNA CRITICA RISPETTOSA DEL LAVORO DEGLI ALTRI ]

  3. Maurizio Paolillo dice:

    È girata a Napoli ma sono così bravi che oltre alla verità sulla ricerca in Italia hanno fatto sparire anche …. il Vesuvio (guardate l’ultima scena) !!

  4. cristina dice:

    non è l’unico e solo purtroppo. sono diversi gli spot delle banche che tendono a rendere più umano il rapporto con gli strozzini.. Per prima cosa non si capisce cosa finanzia l’istituto. La ricerca? il ricercatore? che fanno? tutto molto approssimativo e confuso..
    Inoltre se guardate al plot surreale, esiste anche un messaggio sessista relativo alla donna che molla tutto e destinata ad un futuro da casalinga e dipendente dal misero stipendio del suo compagno si trasferisce nel bel paese.. ovviamente sorridendo innamorata come non mai.. E’ veramente surreale!

  5. Matteo dice:

    La prima cosa che ho pensato quando l’ho visto è che ci stessero prendendo in giro.
    Ma almeno il messaggio sessista non c’è veramente: con lo stipendio misero del ricercatore la ragazza dovrà per forza andare a lavorare in un call center.

  6. Luca dice:

    Ora i call center li stanno spostando tutti in Romania, quindi la ragazza dovrà provare fare la casalinga, o la velina, o tornarsene negli States.

  7. Stupito dice:

    Beh, intanto una bella discussione finalmente.
    Concordo in parte con quello che leggo. E’ vero che Carlo magari negli States stava bene in quanto borsa di studio per il Phd, ragazza, amici, ecc. Ma questi sono parametri, dati statici e credetemi, anche se sembra assurdo, che la felicità e lo star bene non è fatta di parametri ma di sentimenti. Quindi comprensibile che magari dopo tutto Carlo sentisse mancargli delle cose.
    Falsissimo il fatto che il suo desiderio sia quello di portare il suo sapere nel suo paese, dis olito in questi casi si tratta di un desiderio intimo di tornare alle proprrio radici ma semplicemente perché se ne senye la mancanza. Ve lo dice chi lo vive sulla sua pelle.
    Un’aòtro punto importantissimo invece, quello principale direi, e secondo me un clamoroso autogol è questo:
    Secondo un sondaggio Istat del 2009, l’istituto + innaffidabile in Italia sono in maniera indiscussa le banche. La principale fonte di delusione degli italiani. Ora, dico io, com’è possibile che esattamente una banca, esattamente in questo periodo storico, molto delicato per quanto riguarda l’economia e la finanza, decida di basare la propria comunicazione sui sentimenti, sulla fiducia e sull’ottimismo????
    Credo che un’errore di questo tipo sia veramente clamoroso.
    Specialmente poi per quanto riguarda la banca in questione, cambiare radicalmente registro e passare dalla Gialapa’s band ad uno spot sentimentale e percepito da tutti come inverosimile o meglio dire falso è una grande storica gaffe.
    Secondo me dovrebbero immediatamente bloccare la campagna e progettarne una nuova con molta sagacia e cautela, che possa almeno un po’ smorzare l’effetto negativo di quella in atto, e poi imparare la lezione, domandarsi sulla proprià missione, visione e identità.
    P.S. Secondo me è l’intero segmento delle banche a soffrire in questo periodo, vedi Che Banca o anche Conto arancio cioè la banca che promuove questo prodotto.

  8. Tao Tao dice:

    Esiste anche un altro soggetto di questa campagna, dove un imprenditore sull’orlo del baratro ottiene, non si capisce molto bene a quali condizioni, un prestito consistente per mandare avanti la baracca in questo tempo di crisi. Sarebbe tutto bello… se fosse vero. Io, che sull’orlo del baratro non ci sto, ho chiesto un prestito per l’acquisto dei una macchina nuova (prestito di 10.000 euri). Bene, per averli mi hanno fatto 420 tac, 540 radiografie, analisi del sangue e molto altro…. e dopo avere capito che sono sano, non ho pendenze giudiziarie, sono sempre stato un cliente corretto (da + di 20 anni), che la rata sarebbe meno del 10% del reddito familiare, che non ho altre spese, etc, etc… bene, mi hanno detto che devo mettere a garanzia una somma equivalente al prestito che ho chiesto. Li ho guardati, li ho salutati e niente macchina. Quindi, se questo è il panorama per un prestito di 10.000 euro, posso figurarmi cosa hanno chiesto all’imprenditore sull’orlo dei baratro…!
    Però una cosa è da dire: la colpa non è dell’agenzia… è del cliente. Chissà quanto ha dovuto mettere a garanzia l’agenzia per vincere il budget.
    Un appunto: Che Banca e Conto Arancio non centrano nulla con questo spot.
    Secondo appunto: lui torna in italia e trova un amico che lavora in un posto fico insieme a lui. La domanda da fare non è perché è tornato, ma perché se ne fosse andato. Bastava chiedere un prestito. Oppure no… adesso ho capito: se ti laurei all’estero le banche si fidano, ma se ti laurei in italia sei una sega. Ecco… questo è il messaggio. Bello schifo.

  9. Stupito dice:

    “P.S. Secondo me è l’intero segmento delle banche a soffrire in questo periodo, vedi Che Banca o anche Conto arancio cioè la banca che promuove questo prodotto” – vuol dire che non sanno come o cosa comunicare in questo periodo, non che siano collegati allo spot in questione.

  10.   La lava di Pompei ad Auckland by Advertising e Realizzazione Siti dice:

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  11. babicolt dice:

    Lo spot è talmente falso che diventa simpatico: come se uno sfigato riconosciuto racconti finalmente una barzelletta che fa ridere!
    Peccato però che si prendano sul serio, e non lo facciano invece con noi italiani, che tanto scemi non siamo.

  12.   Nuova banconota da 100$ per gli USA by Advertising e Realizzazione Siti dice:

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