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The English Funbus

Se avete voglia di una vacanza studio diversa dal solito, forse The English Funbus è quello che fa per voi.
Un corso di inglese on the road destinato a quelle persone che hanno un’infarinatura di inglese e vogliono perfezionare la lingua: un bus da 6 posti a spasso nel sud dell’Inghilterra che vi farà rinascere inglesi!
E al termine del viaggio vi sarà rilasciato un originale e psichedelico certificato di “rinascita”:
rebirth
Se la cosa vi interessa, solo una raccomandazione: non guardate il virale, realizzato a costo zero. Potreste ripensarci.


Mai come questa volta, è proprio il caso aggiungere un diplomatico: “No comment”.


credits
Agenzia: worldwildweb.it
Copywriter: Gavino Saltalamacchia
Art Director: Hamsteradv


link:
The English Fanbus


thanks to Arnald

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giu  09
27
alle 06:00
da meghi

Ultimo commento:

di clara il 01/1/70

Cazzo! E' pazzesco come buca il centro!


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15 Commenti to “The English Funbus”

  1. Sandro dice:

    :-O Ma questi sono davvero pazzi…o dei geni non lo so!!!!!…;-)
    Mai vista un viral del genere per un corso di inglese

  2. H come account dice:

    che peccato.
    Forse siamo di fronte al primo caso in cui il Marketing ha fatto il suo mestiere (un tour per la lingua in bus…..meraviglioso) e l’adv ha rovinato tutto.

    peccato davvero

  3. arnald dice:

    Mi dispiace ma non sono d’accordo. E non lo dico perché questo lavoro rientra nell’etichetta worldwildweb che condivido con alcuni creativi. E mi permetto di parlare perché non ho fatto niente per questo lavoro, se non segnalarlo agli amici di spotanatomy.
    E non sto qui a sindacare sui giudizi perché, come si direbbe a Roma, “rosico”. E’ giusto e sacrosanto che ognuno esprima anche il più impietoso dei pareri. Ma sarebbe stato meglio sostanziarli.
    Personalmente, penso che l’esecuzione del piccolo creativo spot, poteva essere migliore se fossero stati disponibili soldi che non c’erano.
    English Funbus nasce da un paio di ragazzi che stanno cercando di emergere in questo caos lavorativo in cui non c’è niente per nessuno. La creatività va giudicata per l’esecuzione, certo, ma anche per il lavoro copy, per artdirection, per il sito.
    Trovo che Become British sia un claim molto forte che chiude in due parole un posizionamento ben preciso, distinto dall’immondizie con cui si fregiano la quasi totalità delle scuole di inglese nazionali. A cominicare dai rigatoni (chiamati impropiamente maccheroni) delle affissioni che hanno letteralmente coperto Roma per chissà quanto tempo. Senza, nei fatti, cambiare il successo di chi l’ha fatto.
    Con questo, naturalmente non chiedo clemenza, tuttaltro.
    Ma un ragionamento un pelo più approfondito sui commenti, impietoso se serve. Quello fa crescere, il resto, meno.
    “H come account” lo ha sempre fatto, non vedo perché oggi si sia ridotto a rilasciare due righe degne di un silenzio stampa. – Arnald

  4. H come account dice:

    Arn,

    è una coincidenza che nel tuo nutrito commento non ci sia una riga che analizzi seriamente la creatività del viral?

    nessuno ha messo in discussione l’idea imprenditoriale e lo spirito dell’iniziativa…nessuno ha parlato di sito.

    Le considerazioni riguardano proprio il fatto che è chiarissimo il gap che c’è fra il progetto di marketing e la sua comunicazione “virale”.
    Mi spiace ma se tutto regge su di un claim adatto (non eccelso) e con la scusa dei pochi soldi allora come sempre siamo di fronte ad etichettare come virali semplicissime iniziative low budget.

    Ripeto (ci tengo) qui c’è una chiara volontà di un’azione viral web di cui non comprendo la matrice, l’attrattività, l’originalità e l’equity con il messaggio.
    Non voglio offendere nessuno ma se ci ricordassimo che tutto ciò che è “virale” necessità di profondissime azioni emotive ed esclusive….mi spiace ma proprio non le riscontro.

    Sarò tarato io.

  5. arnald dice:

    No no, ecco questo è un commento che fa tutto un altro effetto. Non ti pare? – Arnald

    p.s.: comunque l’idea del film è buona secondo me. Se è anche virale, ce lo dirà il tempo.

  6. Sergio dice:

    Io condivido l’opinione di H, questo spot ha poco di virale, è un semplice video low budget messo sul web. devo dire che mi ha lasciato perplesso.
    Ciò non toglie però che dietro ci sia un’idea. e non è poco.
    E la promessa è anche legata al prodotto.
    Un corso di inglese a cui si somma una full immersion del genere offre molto di più che l’insegnamento della lingua stessa. e cosa c’è di più (in chiave creativa) dell’apprendere una lingua se non diventare un vero e proprio madrelingua?

    Sicuramente discutibile il gusto e l’eccessiva “horrorizzazione” del video: nessuna casalinga di voghera o mamma 50enne si sognerebbe di andare a fare un giro su un bus del genere.Ma è questo il target che interessa loro?
    bisognerebbe chiedere ad un account

  7. H come account dice:

    sergio, cercavi un account?……rrrrrrrrullo di tamburiiii….eccolo (tatataaaaaa)
    scherzi a parte, anche senza la minima informazione a riguardo, non ho dubbi.
    Target principale 18-25 (con punte di espansione fino ai 35-40 e sotto i 18 assicurazioni e burocrazia permettendo).

    Se la mia ipotesi non è sbagliata il video risulta ancor di più “scarsamente virale” e forse…dico forse…sarebbe stata una di quelle rare occasioni in cui la creatività non avrebbe dovuto cercare un pensiero laterale. Sarebbe bastato un semplice video lowbudget mirato ad evidenziare i 3-4 plus dell’iniziativa (apprendimento vero e non scolastico, libertà, scoperta e condivisione).

    that’s all

    nb: arnald è vero che un messaggio virale è giudicabile solo nel tempo però è anche analizzabile da subito.
    nb2: non saranno un po’ in ritardo visto che siamo a luglio? i viral proprio perchè viral hanno necessità di circolare con un pochino di tempo in più a disposizione….qualche volta :)

  8. Sergio dice:

    H, io sono del parere che la lateralità – se fatta bene – è sempre un aiuto e un di più per un cliente.
    Non esistono casi in cui sia meglio fare della pubblicità banale, lineare.
    A volte ci si dimentica che la creatività è davvero funzionale alla vendita di un prodotto, e non è solo un giochetto di creativi.
    Non dico che sia il caso di questo video (anche se non ho mai visto niente del genere per un corso di inglese: ti sfido a trovarlo), che comnque, come si può leggere da questi commenti, ha il potere di spaccare a metà la platea. e non è poco.

  9. Valeria dice:

    H, non so proprio da dove cominciare nello smentirte tutto ciò che hai
    affermato …. e con tanta certezza per di più!!
    per esempio eccoti una smentita madornale sul target del Funbus:

    Io personalmente, 27anni, partirò ad agosto ed ho coinvolto proprio
    una mia colellega 49enne e sua sorella 38enne a partire con me.

    Perchè sei così certo che un’esperienza che promette un ‘IMMERSIONE DI
    CULTURA, che richiede un minimo di competenza nella lingua inglese
    dovrebbe interessare il target dei 18-25???????????

    E rigurado i dubbi che hai circa la Viralità… bè posso dirti che io
    sono venuta a conoscenza del Funbus dall’invito ad iscrivermi al loro
    gruppo su FACEBOOK fattomi da un amica, e lei a sua volta ne sarà
    venuta a conoscenza così… e io stessa a mia volta ho inoltrato
    l’invito alla lista dei miei 97 amici………….. se non è virale
    questo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    cos’altro?… bè non in veste di cliente, ma in veste professionale,
    consentimi di dissentire sulla tua teoria circa la mancata
    tempestività della diffusione del video e tanto più delle lacune del
    messaggio:

    questo video punta dritto al punto del servizio offerto, BECAME
    BRITISH, è l’essenza di ciò che il cliente ha da esperire,
    dell’unicità fornita da quest’azienda.
    Da copy non avrei saputo dire di meglio.

    tanto di cappello al matrimonio tra strategia copy e costruzione
    visiva, se è la sorpresa nello assistere allo shock di una
    trasformazione che ti turba, allora complimenti a chi ha fatto il
    video: sorpresa è l’anticamera dell’attenzione che è alla base
    dell’elaborazione del messaggio.

    E onestamente proprio la caratteristica Low cost del video mi
    suggerisce la genialità di chi lo ha messo insieme.
    Di fronte a tanti spot migliardari e vuoti, onore all’essenzialità,
    alla purezza del messaggio laterale ed elaborato.
    Condivido con Sergio l’apprezzamento per la creatività del video e
    l’originalità del Funbus.

  10. H come account dice:

    Cara Valeria,

    ho l’impressione che hai fatto uno sforzo inutile.
    Smentire?? smentire cosa?
    La mia ipotesi di target…..è la mia….appunto.
    Se qualche volta si riuscisse a restare sereni nel leggere i commenti degli altri, anche dove ci sono ipotesi sbagliate forse si riuscirebbe a trovare qualcosa di buono.

    Ho solamente e SERENAMENTE asserito che un’iniziativa del genere, a mio giudizio, avrebbe avuto un panel di maggior peso sulle fasce da me indicate.
    A prescindere dal target, le tue considerazioni sul modo virale con cui sei entrata in contatto con l’iniziativa non chiariscono per niente l’effetto del video.
    Hai ricevuto un invito su facebook, con il video o un semplice invito?
    C’è un gruppo? Sta generando contatti veri o solo traffico inutile? il video che ruolo ha svolto nella crescita del gruppo?

    Inoltre la mia non è una teoria sulla tempestività ma semplicemente il dubbio che un video del genere non ottenga un immediato effetto virale.
    Sul copy sono d’accordo con te (anche se ribadisco che non mi sembra eccelso e il fatto che tu non abbia potuto fare meglio non è un indicatore definitivo, a meno che tu non ritenga le tue capacità “eccelse”).
    In quanto alla sorpresa, SEMPRE PER LA MIA UMILISSIMA OPINIONE, è che questo è uno specifico fattore che non sempre trova la sua miglior applicazione (soprattutto in questo caso).

    Sono un convinto assertore dei lowbudget ma converrai con me che spesso ci si limita ad utilizzarli più per moda (o per possibilità) che per reale necessità comunicativa.

    Ripeto:
    L’iniziativa è bellissima
    Lo spot a mio giudizio è fuori focus e anche un po’ improvvisato
    Il linguaggio non giustifica l’obiettivo finale
    Devo trovare ancora qualcuno in questo blog che mi dia una reale dimostrazione della viralità del video (non dell’iniziativa, DEL VIDEO)

    ps: voglio considerarti una copy vera e dare il massimo peso alle tue riflessioni ma permettimi due piccole note:
    - un po’ più di calma aiuta i vantaggi del confronto
    - scrivere miGliardari mi fa venire il dubbio che il copy del video si sarebbe potuto fare meglio

    sempre con affetto :)

  11. Valeria dice:

    H sono felice di confrontarmi con degli altri professionisti;

    Ma perchè ho l’impressione che ti diano disturbo controargomentazioni alle tue tesi?!!
    Io cerco di smentirle parlando dell’iniziativa e dello spot, te cerchi di smentire le mie appellandoti ad un errore gramm??!

    Penso che nessuno in questo Blog cercherà di convincerti della genuinità del video mettendo in dubbio la tua professionalità.

    Per quanto concerne il peso di facebook come veicolo d’immagine occorrerebbe chiedere direttamente ai responsabili… le nostre possono essere solo congetture.

    Sono curiosa di sapere cosa pensino altre persone del video!
    Perdonerai l’entusiasmo di chi sta per partire e si sente “dentro” lo spot…
    daltronde l’immedesimazione è uno degli scopi no?… e anche in questo hanno centrato in pieno!

  12. H come account dice:

    bhè, l’efficacia del socialnetworking non è completamente definibile dagli osservatori ma sono certamente analizzabili sia i dati quantitativi ( iscritti al gruppo, numero e tipologia di commenti, data di creazione del gruppo, ecc).

    Il mio desiderio non è essere convinto e non ho certo problemi ad essere smentito o controargomentato.
    La mia necessità è scaturita dal fatto che continuo a leggere commenti a favore della viralità di un video (e non di un’iniziativa) senza che nessuno sia stato coinvolto “viralmente” dal video stesso.

    Per il resto non discuto minimamente sulla validità del business e sono certo che se ne raccoglieranno testimonianze positive, ma il problema resta, aspetto chi mi possa dire (sinceramente) di aver approfondito l’offerta solo ed esclusivamente perchè attirato e incuriosito dal video.

    sempre con più affetto

  13. Sergio dice:

    H, condivido le tue perplessità sulla viralità dello spot.
    Ma occhio: le opinioni perentorie sul mondo di internet (e sul concetto di viralità) sono spesso contraddette (chi avrebbe mai detto che un video con un gorilla che suona la batteria per pubblicizzare la cioccolata avrebbe vinto un grand prix a cannes? Anzi: prendendo in prestito la tua riflessione, mi chiedo quanti abbiano comprato una barretta di cioccolata dopo aver visto il magico gorillone suonare sulle note di Phil Collins).
    Sempre con più simpatia

  14. H come account dice:

    sacrosanto

  15. clara dice:

    Cazzo! E’ pazzesco come buca il centro!

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