Il museo dei quadri anoressici
L’ANAD è una organizzazione pro bono con l’obiettivo di educare ai pericoli dei disturbi alimentari.
Oggi circa 500.000 ragazze ne soffrono e sono in pericolo di vita. Per bilanciare l’immagine di donna offerta dalla moda, l’associazione ha deciso di agire in modo forte e inequivocabile in un luogo in cui ci si aspetta di vedere immagini di bellezza: il museo.
Così tre dipinti classici sono stati sostituiti.
Ad esempio “La bagnante di Valpinçon” di Jean-Auguste-Dominique Ingres

è diventato così

Oppure “Olympia” di Edouard Manet

è stato trasformato in

E ancora “Reclining Girl” di Francois Boucher

è diventato

Il risultato della campagna, opera della Ogilvy di Francoforte, è stato buono: numerosi enti locali e giornali nazionali ne hanno parlato, il traffico sul sito web della ANAD si è incrementato del 16%, le donazioni sono aumentate ed è stato conquistato un bronzo a Cannes.
Se almeno una delle vittime di questa malattia si sia salvata, però, non lo sappiamo.
da meghi
Ultimo commento:
di L'SD il 01/1/70
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luglio 4th, 2009 at 15:03
bravi tutti. la onlus e l’agenzia.
davvero bravi
luglio 6th, 2009 at 12:56
ragazzi che flah!
Devo dire che quest’iniziativa l’avevo già sentita e/o (non mi ricordo) vista da qualche parte, ma l’effetto è sempre lo stesso: fastidio e tanta pena.
Però non so…pensate che chi soffre di questi disturbi abbia la stessa percezioni, vedendo questi quadri, che abbiamo noi che non ne soffriamo?
A voi le sentenze.
luglio 7th, 2009 at 10:54
Bella l’idea, per far parlare del problema, cosa che va sempre bene.
Ma l’ultima cosa che si deve fare per sensibilizzare direttamente delle ragazze anoressiche è far vedere loro dei corpi come questi. Ad una persona sana fanno ribrezzo, per loro sono semplicemente un modello a cui aspirare.