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Giocattoli obesi contro l’obesità infantile

Conto l’obesità infantile ci vogliono giocattoli grassi. Una bambola obesa farà capire al bambino l’importanza del problema.
Questo è il concetto alla base della campagna texana per un’organizzazione chiamata Active Life Movement.
Ecco quindi che Barbie perde il suo vitino da vespa, il superman di turno è inchiodato alla tv e i playmobil si ingozzano. Tutti associati al claim “Keep obesity away from your child”.


barbiegrassarid



piratigrassirid


supereroegrassorid


L’idea è dell’agenzia Latinworks di Austin (USA).
A voi sembra un approccio corretto al problema?


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feb  09
18
alle 06:00
da meghi

Ultimo commento:

di Gazmend il 01/1/70

Che dire, l'intenzione è sicuramente plausibile ma secondo me c'è da andare cauti. Se chiedessi...


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Un Commento to “Giocattoli obesi contro l’obesità infantile”

  1. Gazmend dice:

    Che dire, l’intenzione è sicuramente plausibile ma secondo me c’è da andare cauti. Se chiedessimo ad un bambino quale Batman scegliere, nessuno esiterebbe a scegliere l’eroe invece del pigrone obeso. Se invece un genitore comprasse al suo bambino un batman obeso, penso che come minimo il bambino creerebbe dei meccanismi di frustrazione e delle complessità di un’ordine non indifferente. Ma senza fare lo psicologo, considerando che si tratta di una campagna e non di giocattoli veri, ad un’ipotetica (e voluta penso) domanda del bambino sul perché Batman è obeso e se ne sta davanti alla TV cosa potremmo mai rispondere?
    Attenzione! Nei bambini, il meccanismo del “sognare di diventare eroi” è qlc di serio. Equivarrebbe rispondere a molti bambini che loro non potranno nemmeno sognare di diventare eroi perché obesi!!! Forse non è la giusta via. Da piccoli abbiamo bisogno di capire invece che sentirsi privati persino dei sogni. Secondo me era il caso di far vedere Batman mentre corre e fa dello sport opp mentre consiglia sulla buona alimentazione.
    Senza perderci nei meandri della creatività senza i necessari input, mi sento di dire che solo l’intenzione non basta.
    Saluti!

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