Di Risio e lo spot DR1
Dopo la campagna dedicata al proprio SUV DR5, l’azienda automobilistica molisana Di Risio torna in comunicazione per il lancio della DR1, utilitaria dal cuore cinese ma dall’anima italiana.
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Non è facile mettere in ordine gli svariati motivi per cui candidiamo lo spot in alto agli SWAA 2009, ma ci proviamo lo stesso.
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1) Lo spot è smaccatamente overpromising, presentando la vettura come “L”auto dei record” ma senza darne la spiegazione. I dati nel cartello finale, tra l’altro, sono troppo veloci impedendo di fare qualsiasi tipo di raffronto con la concorrenza (ed un motivo ci sarà ).
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2) Non si vede il motivo per il quale siano stati coinvolti Massimo Ceccherini e Christiane Filangieri, dal momento che i loro ruoli sarebbero potuti essere interpretati da qualsiasi attore in erba a costi senz’altro più contenuti. Un testimonial lo si prende quando può dare valore aggiunto ad una campagna grazie alla propria immagine, ed in questo caso non ci sembra di essere di fronte a Richard Gere o Carla Bruni (giusto per rimanere in ambito automotive).
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3) Lo spot in generale è forse quanto di più banale sia stato mai concepito nella storia delle campagne pubblicitarie automobilistiche; compresi i dialoghi (quelli di Ceccherini perché la Filangeri non parla) che si riducono a “Che curve”, “Che stile”.
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4) La musica è a dir poco orripilante.
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5) Considerata la scarsa diffusione delle concessionarie DR in Italia, l’indirizzo del sito internet andava scritto a caratteri cubitali invece che relegarlo in un angolo.
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Insomma, candidarlo agli SWAA è un atto dovuto nel rispetto di tutti coloro che ci leggono giornalmente e si divertono a votare le peggiori pubblicità dell’anno, sappiate comunque che si sembra davvero di sparare sulla croce rossa.
da nyky
Ultimo commento:
di Michael 1963 il 01/1/70
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dicembre 18th, 2009 at 15:47
Dannazione… questo toglie il primo posto ad Ariosto.
Ammazza quant’è brutto.
dicembre 22nd, 2009 at 23:04
Incredibile, veramente scarso. Non immaginavo che esistessero agenzie che lavorasssero così male! Spero che tutto ciò sia di stimolo per Di Risio, che non è uno sprovvedito, per fare molto melgio la prossima volta.
dicembre 24th, 2009 at 15:04
Trovo molta simpatia per quelli della DR! Sono riusciti ad “inventarsi” il DR5, un Suv italiano ma che attinge molto dalla Cina, mentre ora continuano con la DR1. Si stanno facendo notare in tutta Italia e spero che riescano nel loro intendo: quello di proporsi come costruttori di auto, attingendo molto dal mercato oggi più dinamico e prolifico, quello cinese.
BUON NATALE 2009 A TUTTI!