Lo studio Fabris, interpellato ieri in merito alla campagna TTTLines, ci ha risposto immediatamente per bocca del suo art director Yvonne Fabris.
E’ proprio lei, una donna, l’ideatrice della campagna, che così ci ha risposto:
Per prima cosa vorrei precisare che la campagna pubblicitaria above the line della TTTLines è nazionale ed è stata realizzata con un high-budget.
L’effetto “virale” si è avuto perché la campagna è partita con un’affissione su un’impianto di 80x3mt, di conseguenza le dimensioni del seno sono diventate sproporzionate.Per di più, posto in un punto nevralgico di traffico stradale, ne ha rallentato il flusso creando dei “disordini” tra gli automobilisti.
Il fatto, ritenuto curioso, è rimbalzato tra i diversi media creandone un caso mediatico a tutto vantaggio della TTTLines.
Per mantenere viva l’attenzione sulla questione, si è pensato di organizzare una conferenza stampa, non solo per motivare la nostra scelta di comunicazione nei confronti dello IAP (Istituto Autodisciplina Pubblicitaria), ma anche per rivelare il “volto” della fotomodella sulla quale si era creata una grossa curiosità (Virale2).
A molti, ha colpito il fatto che l’ideatrice fosse una donna, pensando che la maggior parte della categoria femminile, si potesse offendere per l’ utilizzo del seno.
Spiegare la mia scelta è facile:
i due seni prosperosi, rappresentati nelle fotografie, EVOCANO i due vulcani: il Vesuvio e l’Etna, caratteristici delle regioni che la compagnia di navigazione pubblicizzata collega da anni.
I vulcani sono un simbolo della VITA, distruggono e creano.
I vulcani sono un’ode alla VITA, perchè sono un simulacro di FERTILITA’.Il seno, come il vulcano, nutre ed accompagna l’esistenza.
Perciò come donna l’ho ritenuto un accostamento lineare e NATURALE.
Il seno femminile è stato omaggiato, perchè esaltato nella sua funzione eterna: sostenere ed accompagnare la vita.
Ringraziamo Yvonne per le dichiarazioni e giriamo a voi eventuali commenti.
CREDITS:
Cliente: Tomasos Transport & Tourism SpA (TTTLines)
Art Director: Yvonne Fabris
Copywriter: Anna Maria Braschi
Responsabile contatto: Silvio Fabris







44 comments
gio2 says:
mag 22, 2008
ma per favore… due tette assicurano (purtroppo) un’elevata visibilità sempre: almeno ammettetelo e non fate i filosofi sopra questa questione.
una pubblicità trash, ma di un trash insuperabile, e questa rsposta peggiora le cose.
adriano says:
nov 15, 2012
Quando i creativi rosicano per il successo di un collega, allora vuol dire che sono incapaci di affrontare determinate tematiche ( come il sesso e la religione) con intelligenza, con ironia, con la metafora etc., che sono alla base del ns lavoro.
Consiglio loro di cambiare mestiere.
xlthlx says:
mag 22, 2008
chi parla di ‘naturale’ mi fa sempre un po’ spavento. la complessita’ della nostra societa’ deriva anche dal fatto che principalmente e’ culturale; un appello a una non meglio giustificata ‘naturalita” e’ solo aprire la boccae tirare fuori il fiato.
Riccardo says:
mag 22, 2008
Si.
Certo.
La natura, il seno, i vulcani.
Eh bhe.
E siam tutti pirla, muti e con le branchie.
Ma vai, vah…
Flavia says:
mag 22, 2008
Questa dev’essere uscita dalla Sterpaia!
Spike says:
mag 22, 2008
Ecco perchè la televisione è piena di donne con tette al vento…è un omaggio alla vita e alla fertilità…la mia ignoranza mi imbarazza!!!
mauri says:
mag 23, 2008
Leggendo bene la risposta della Fabris mi viene da pensare che se una donna in quanto donna ha scelto due seni per evocare fertilità e vita, allora un’uomo…oddio no…un uomo avrebbe scelto…oh no…due… due testicoli?
“Abbiamo scelto di mettere due tette perchè tira di più!”
Semplice e sincero. Ci vuole tanto?
Yvonne Fabris says:
mag 23, 2008
Salve, sono lusingata dai Vs spietati commenti!!
Vedo che siete stati molto “informali”, bene lo sarò anche io.
Nessuno nega che la “tetta tira”, ma non ditemi che non possa “evocare” i due vulcani di Napoli e Catania!!
Siete tutti militanti nel MOIGE ? Pensate anche voi che i poveri bambini rimangano sconvolti dinanzi a cotanta abbondanza??
Ricordo che il targhet della TTTLINES è del 70% di autotrasportatori.
Fortunatamente questo accostamento ha avuto successo e sta facendo la fortuna della fotomodella.
Stamattina è stata ospite a canale 5 dalla D’Urso.
Se ne continua a parlare…qualche merito dovrò pure averne o no??
Ricordate, a parte quelle di Toscani, di una campagna che abbia riscosso tanto successo e della quale se ne sia parlato tanto?
Lavoriamo per la gloria o per far felici i ns clienti?
Brunello Godoftheword says:
mag 23, 2008
Non potevo evitare di commentare un argomento che sento così vicino e a cui sono particolarmente sensibile. Il visual è manifestamente allettante. Non occorrono commenti. Ma l’originalità non sta nell’immagine: l’advertising ci ha ormai svezzato con la sua abbondanza di immagini sexy. L’originalità è nel rapporto di headline e visual. Una metafora sofisticata e visionaria che lega inaspettatamente due ambiti, navi e seno, prima lontani. Ora vicini. E tutto regge alla grande.
Anonimo says:
mag 23, 2008
La considerazione relativa al target di TTTlines mi sembra molto ma molto intelligente. Credo che sia l’elemento cardine della campagna.
Panem et circensem per i camionisti!!!
Nelly says:
ott 6, 2012
I read your posting and was jleuaos
gio2 says:
mag 23, 2008
fare la fortuna : essere ospiti di Barbara D’Urso la mattina a canale5.
Wow! ho sbagliato tutto nella vita, l’ho sempre detto…
mauri says:
mag 23, 2008
Benissimo allora. Mi segua.
La campagna è rivolta agli autotrasportatori per il 70%.
A questi cosa si propone? Due seni abbondanti visto che sono quelli che hanno i calendari nei loro mezzi.
Perfetto!
Il testo serve solo a giustificare due tette messe lì. Evocare i vulcani ci sta pure, ma rimane una finezza. E rimangono sempre due seni al vento.
Sbaglio? Auguri alla modella.
Attenzione però. Non la mettiamo sul “va bene purchè (o perchè) se ne parli” altrimenti Toscani va ripreso come modello.
Yvonne Fabris says:
mag 23, 2008
Cara gio2, sono d’accordo con te, esistono persone che purtroppo ambiscono a fare i trenini a Buona Domenica, ma non siamo qui per giudicare le ambizioni di Giulia Mango.
La ragazza ha ricevuto svariate proposte, che per il suo lavoro vanno bene. Non per il mio, non per il tuo (immagino), ma per il suo sì.
E se ho contribuito a realizzare un suo sogno, non posso che esserne felice!
Mauri, riguardo Toscani, dopo tutti i benefici che sono derivati dal “boom” di questa campagna pubblicitaria (per noi e per il cliente), devo dirti che non solo mi sono ricreduta, ma che ho seguito il consiglio di Flavia e mi sono iscritta alla Sterpaia!!!
Enjoy!
)
Massimino says:
mag 23, 2008
Io sarei felice, in termini di visibilità, di poter dare questi risultati ai miei clienti, ma purtroppo qui al sud non vogliono spendere i soldi!!
Io la trovo una genialata e ti faccio i miei complimenti.
Ricorda che in Italia si sentono tutti allenatori e pubblicitari.
Io ho seguito la questione e ne ho colto il lato ironico!!
Max
mauri says:
mag 23, 2008
Per benefici si intende notorietà e quattrini.
Ecco. Allora che nella risposta non si parli di valori quali la vita, la fecondità, etc. etc. ‘ste cose si possono dire dalla D’Urso.
Torna la tesi che “abbiam messo due tette che tira di più…e fa tanta notorietà”
Nyky ritirate il premio SWAA a Tom Ford, non se lo merita.
Anonimo says:
mag 23, 2008
Mica vorrai darlo a questa campagna?
Qui c’è un brief, un’idea, un target azzeccato.
Tom Ford è da denuncia per idiozia del concept!
yes says:
mag 23, 2008
basta vedere la foto della fabbris e si capisce dov’è nata l’ispirazione
(Link eliminato dalla redazione)
Anonimo says:
mag 23, 2008
Yes, questo commento mi sembra davvero fuori luogo.
gio2 says:
mag 23, 2008
Continuo a considerare questa pubblicità non bella, ma in effetti considerando il target (elemento fondamentale ma a cui questa volta non avevo pensato) bisogna ammettere che ha un visual adatto, ok?
Quello che contesto a questo punto, cara Yvonne, è la risposta che hai fornito a SpotAnatomy: fertilità, naturalità, vita ecc. ecc.
in poche parole: ma per favore non ci venire a fare la lezioncina, bastava dire due parole del tipo… “ma voi per una pubblicità rivolta principalmente a camionisti che visual avreste scelto?”
mauri says:
mag 23, 2008
Qui c’è un’idea? No Nyky ce ne sono due e pure ben fatte!
Seriamente, mettere quattro paia di tette una di fila all’altra lungo una strada trafficata non credo possa essere il risultato di un momento creativo così originale. Playboy che mette una maglietta che sparisce con la pioggia e mostra le grazie di una donna è originale.
Il target dei camonisti è azzeccato ok, ma gli altri uomini lo ignorano?
Pensare “ci rivolgiamo ai camionisti che comprano i calendari mostrando queste” si vende bene come “mostriamo queste per attirare lo squardo dei maschietti porcelli, camionisti compresi”.
Tutta la solfa della vita creatrice e distruttrice, del simulacro della fertilità sono due parole buttate lì a giustificare questo visual, punto.
Tornando alla questione SWAA, provocavo. Questa non entrerà nella top per quelli di quest’anno (ci sono sette mesi per far peggio) ma anche il buon Tom, con una giustificazione, ops volevo dire bodycopy, sarebbe scagionato.
Dave says:
mag 24, 2008
Yvonne…
Per quel che mi riguarda posso condividere la cavalcata dell’onda che un paio di tette ben piazzate possano generare.
Ci sono intere carriere costruite sulle tette (varone, veline e bagagline varie).
Mi sento però di criticare la difesa in automatico di un’idea che CREATIVAMENTE parlando è pessima.
Tutti i creativi fanno cose brutte, ma pochi se ne vantano.
questa campagna ha avuto solo la fortuna di un’esposizione in una nevralgica del traffico. Perchè se fosse uscita su una rivista no l’avrebbe ricordata nessuno.
Quindi possano godere il cliente, il proprietario della agenzia, la modella, ma lei che di creativo ci ha messo molto poco (in quest’occasione ovvio, come ripeto capita spesso a tutti i cretivi) non ha nulla di che andarne fiera.
Yvonne Fabris says:
mag 26, 2008
1) Godo anche io perchè titolare dell’agenzia!!;-))))))))
2) Non mi sto vantando, difendo la mia idea
Inoltre è difficile confrontarsi su un blog, i cui partecipanti (tranne me) sono difesi dall’anonimato e non si sà che mestiere fanno!!
p.s. la pubblicità di Tom Ford è bellissima.
p.p.s questa è la vera pubblicità inguardabile che gira per Napoli http://www.sarahchole.it/
silvia says:
mag 26, 2008
Compagnia di navigazione che collega Napoli e Catania
2 seni che evocano il Vesuvio e l’Etna.
un’associazione dovuta a:
1) caratteristiche orografiche delle due Città
2) terre fertili perchè terre vulcaniche
3)l’ abbondanza che evoca le forme mediterranee delle donne del Sud
E Il tutto funziona alla grande!!!!
La Fabris ha ragione, ma che mestiere fate?
mauri says:
mag 26, 2008
http://magazine.excite.it/foto/128/Pubblicita-con-giudizio-gli-spot-bocciati-dal-Giuri/2
Il buon vecchio giurì che ne direbbe?
Questa è stata fatta da un’agenzia di Catania qualche anno fa.
Silvia due seni si possono associare a qualsiasi cosa, basta entrare in un terza media a caso.
Andrea K. says:
mag 26, 2008
Oh, comunque l’annuncio sul sito citato da Yvonne è tremendo veramente. Per chi non lo avesse visto: non perdetelo!
Commento sul tema TTTLines: una campagna che certo non vince Cannes per l’originalità o tanto meno per l’ormai trito e ritrito accostamento ai vulcani ecc ecc. Una “mestierata” (buona l’idea dell’affissione fuori formato) che però sorprendentemente ha avuto un buon eco su diversi media. Sottolineo “sorprendentemente” perché ritengo (per esperienza) che l’effetto virale non fosse stato calcolato dai creativi, correggetemi se sbaglio. E se sbaglio, sbaglio.
Dave says:
mag 26, 2008
Come titolare dell’agenzia allora sì che può godere godere del tam tam mediatico. (ormai quasi spento).
Creativamente perlando questa idea non ha nulla da difendere.
Ci si può agrppare al polverone mediatico, ai tg (studio aperto?), agli articoli sui giornali, e a queste robe qua. Tutte cose che esulano dalla creatività.
Ora mi piacerebbe vedere come si evolverà… arriveranno clienti nuovi che vorranno un ritorno mediatico simile, e via di tette o culi a significare il calore materno, la vita, le più profonde emozioni che animano l’essere umano…
PS: non aggrappatevi ai vulcani perchè erano tre soggetti con copy diverso (solo una i vulcani) mentre le tette c’erano sempre. Quindi la base sono le tette poi ci si attacca un qualche pensierino.
Dave, copywriter.
Stefano says:
mag 27, 2008
Vi risparmio ulteriori questioni sulle tette, che trovo forzatamente inserite in un contesto alieno. È chiaro qui come il processo creativo sia nato in primis dall’equazione tette=successo garantito, poi giustificato da un headline che sta in piedi con lo sputo (i puntini di sospensione no, dai! ma si usano ancora in comunicazione?!?) e infine condito da una grafica che più anni ’80 non si può: finestrina con la foto fluttuante su blu piatto, font noioso e impersonale e persino il filetto bianco per staccare la cornice dal fondo: oh-mio-dio.
E non ditemi che il target (senz’acca, Yvonne, per cortesia) sono i camionisti: la compagnia non si occupa solo di trasporti merci. E anche fosse, i camionisti son camionisti e non lobotomizzati.
Il successo non si discute, la campagna ha avuto un’eco grandiosa: ma non interpretiamo il piatto rincoglionimento sessuomane dell’italiano medio come successo di una campagna realizzata in modo assolutamente mediocre.
Stefano
AD
silvia says:
mag 27, 2008
Stefano e Dave de gustibus.
)
Potete dire quello che volete, ma il tutto funziona alla grande!
E poi Stefano non hai altro da fare che correggere gli errori di grammatica?
Devo stare attenta agli errori di battitura qui???
Non è che vi rode perchè una donna è riuscita ad avere tutto questo successo?
Silvia.
Arroganza giovanile
AD dal 1980
Yvonne Fabris says:
mag 27, 2008
Grazie Silvia…solidarietà femminile?
Riguardo la grafica anni 80, Stefano, non la trovi vintage come il soggetto?
Non riesci proprio a leggere il lato ironico della questione?
Io mi sono divertita tanto in tutto questo polverone!!
))
p.s. Stefano “e anche fosse” il “se” te lo sei dimenticato a casa?
massimino says:
mag 27, 2008
Secondo me non vi rendete conto di quanto influisca il parere del cliente qui al Sud.
A volte noi diventiamo dei semplici esecutori delle idee dei clienti.
Io sono convinto che la Sig.ra Yvonne, non ci possa raccontare su un blog i retroscena di una campagna pubblicitaria.
Le sue motivazioni mi sono sembrate valide ed io Le rinnovo i miei complimenti.
p.s. non so se si ricorda di me, ci siamo conosciuti nel 2001 ad un master che teneva suo padre il prof. Fabris qui a Bari.
Le rinnovo i miei saluti
Massimo
pubbli-antares
silvia says:
mag 27, 2008
Chiediamoci come mai questa campagna pubblicitaria ha riscosso tanto successo.
L’Italia non aveva altri problemi che parlare di due tette per una settimana?
Il problema è del deficiente che rallenta di botto davanti a due tette, non di chi ce le mette!
Silvia
Ad dal 1980
stefano says:
mag 27, 2008
a me, silvia e yvonne, pare invece di leggere nei vostri commenti poco spirito di autocritica. il vecchio adagio “se ne parli bene o male, purchè se ne parli”, sa di vecchio in un mondo sovraccarico di informazioni. se non siete aperti al confronto, beh, buona fortuna per altrettanti anni di eccellente lavoro.
ps: yvonne, “anche fosse” sta benissimo anche senza il se.
è che mi sembrava importante, per chi fa adv, conoscere come si scrive “target”.
mauri says:
mag 27, 2008
Ma esattamente il successo dov’è? Nella notorietà? Ah, allora sì. Perchè nella cretività e nell’originalità ben poco direi (vedi link del mio precedente commento).
A Silvia, chi rallentando il traffico si ferma davanti a due tette è un deficiente? Quindi il target, coloro a cui è indirizzata l’affissione, sono dei deficienti?
Rimangono due tette messe lì lungo un intero viale, non un’idea creativa di cui vantarsi o difendere con mezze giustificazioni poetiche (l’associarione col faraglione non l’ho capita).
…non era il targhet era il traghett!
Anonimo says:
mag 27, 2008
Ogni tanto guardare le campagne dal punto di vista del cliente e non solo del pubblicitario fa bene.
Questa campagna ha avuto un’eco mediatica al di sopra di ogni aspettativa e l’awareness ne ha beneficiato davvero tanto.
I gusti sono gusti, però Yvonne ha detto una cosa sacrosanta: “Lavoriamo per la gloria o per far felici i ns clienti?”
Insomma, tanto meglio se il lavoro è qualitativamente ineccepibile, però se capita che non siano tutti concordi ma i risultati arrivino ugualmente, AMEN!
stefano says:
mag 27, 2008
@ nyki
Ma credi davvero che, quando questa bolla si sgonfierà del tutto, qualcuno si ricorderà ancora della TTTLines al momento di prenotare un traghetto?
A guadagnarci in tutto questo è la Fabris, come ha ben spiegato Dave.
Anzi, Yvonne e Silvia, invece di incazzarvi perchè non mi ringraziate?
Raj says:
mag 28, 2008
Simpatica ‘sta Yvonne! E come scrive bene sia in italiano che in inglese…
TeTTeLines mi fa sorridere!
adryfa@excite.it says:
ago 11, 2008
invidiosi !!!!!
ma che c… di interessante avete fatto nella vita ?
E tu ridicolo Stefano non ti è mai capitato di fare errori di battitura ?
Credi di essere perfetto ?
Yvonne ha sbagliato a risponderti, ti ha dato troppa importanza, ti ha permesso di sentirti qualcuno…di esistere.
lalla says:
nov 30, 2008
ma vi rendete conto che state facendo un casino per nulla,tutte ste critiche,ma insomma io sono dell’avviso che se ne parli male o se ne parli bene l’importante che se ne parli……..qusta è continua pubblicità e lo scopo della campagna era proprio quella
Anonimo says:
dic 1, 2008
@lalla
io invece sono dell’avviso che la pubblicità essendo diretta alla massa e sfruttando canali di massa, abbia un potere educativo enorme. Il suo potere è in grado di dettare mode e costumi di una società. Parlarne bene o male porta sicuramente un vantaggio a chi l’ha realizzata perchè porta visibilità. Appoggiarla, se non lo merita, non può che danneggiare la nostra società.
Questa la mia opinione.
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