Eastpak: built to resist
Billy I-doll è una bambola gonfiabile.
Il suo profilo su My Space lo presenta come un milanese di 69 anni, dal carattere flessibile e aperto, a cui piace stare in compagnia sia maschile che femminile e gran lavoratore.
Il suo motto è “built to resist!”, non a caso lo stesso della nota marca di abbigliamento Eastpak.
Questo è il suo “film”:
Chiaro, vero?
thanks to Zarathustra
da meghi
Ultimo commento:
di lys il 01/1/70
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settembre 25th, 2008 at 11:00
Non mi è piaciuto lo spot, trovo sia davvero inutile l’ad profile su Myspace…
settembre 25th, 2008 at 11:05
Ma anche se l’idea ci può stare…io non lo trovo molto comprensibile sto spot.
settembre 25th, 2008 at 11:44
Allora, distinguiamo l’esecuzione (che in realtà partiva bene) dall’idea. Built ti resist è un bel concetto pesante.
Divertente collegarla con le esigenze delle donne (avere un partner affidabile e duraturo, soprattutto nei momenti di svago e piacere, o dovere coniugale che dir si voglia).
La pecca di questo film è solo una latente retorica nel finale.
Tanto basta per rovinarlo. – Arnald
settembre 25th, 2008 at 15:58
non perchè l’ho segnalato io, ma a me piace sia l’esplosione del concept sia la sua esecuzione
qual è la retorica finale del film?io non l’ho colta
e poi, come ho scritto nel mio blog, mi piace che alla fine chi è Built to resist non sia Billy I-doll, ma “la ragazza Eastpak”. in conclusione Billy viene “sconfitto”
e poi dai, non è fantastico il nome che gli hanno dato?
settembre 25th, 2008 at 18:55
mi sembra ci sia un equivoco di fondo negli interventi precedenti. il concetto mi sembra essere: una persona in carne e ossa, che veste eastpak (e quindi è built toresist) “dura” più di un bambolo, che dovrebbe essere infaticabile per antonomasia. e nell’esporre questo il film mi sembra impeccabile (a parte che mi fa impazzire la musica, ma che è?). mi sembra che il riferimento alle “esigenze delle donne” sia abbastanza incidentale.
settembre 26th, 2008 at 01:19
arms, per me hai fatto centro!
Se la eastpack stesse pensando di comunicare il concetto di resistenza per aprirsi al comparto donne, lo spot sarebbe molto ben concepito. Visto con occhi femminili forse arriva più direttamente, ma dovremmo chiederlo alle donne.
settembre 26th, 2008 at 10:55
Non lo trovo elegantissimo.
Tra i tanti mondi possibili “built to resist”, perché proprio uno giocato a sfondo sessuale?
settembre 28th, 2008 at 10:10
…e perchè mai tutte quelle donne in coda per fare sesso con un bambolo?