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La piramide di Bravia

Dopo i coniglietti, Sony Bravia sceglie l’Egitto i rocchetti.
Stesso concetto di base, ma nuova agenzia. Questa volta, infatti è la Young & Rubicam di Singapore a firmare questo nuovo capolavoro:
[youtube]2rwkzk3iZ1w[/youtube]
E la Fallon? Che fine ha fatto l’agenzia che ha dato il via a questo fortunato filone di ad?

UPDATE: sono stati utilizzati 20.000 rocchetti
Credits
Product: Sony Bravia
Agency: Y&R Singapore
Executive Creative Director: Rowan Chanen
Art Director: Scott McClelland/Kirsten Ackland
Copywriter: Edward Ong/Rowan Chanen
Agency Producer: Kim Lim
Producer: Karen Kloppers
Editor: Ricky Boyd/Deliverance
Director: Keith Rose
Production: Velocity Films
IQ Artist: Heino Henning
eQ Artist: Charmaine Greyling
Music: Robert Schroder/Lorraine Shannon

via, via

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ott  07
15
alle 09:00
da meghi

Ultimo commento:

di Andrea il 01/1/70

Bè Bonny personalmente ritengo che il target di riferimento abbia più familiarità con le zone ...


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6 Commenti to “La piramide di Bravia”

  1. gianluca dice:

    credo nn ci sia paragone con i 3 capolavori che ha tirato fuori fallon negli ultimi anni.
    ma la fallon ha perso il budget? avete qualche notizia in +?

  2. Andrea dice:

    Per me sono sempre più brutti scusate: vogliamo mettere un’esplosione di un colore contro un semplice insieme di fili? Sta perdendo forza. Mah…in ogni caso insisto con la mia curiosità: anche qui sono stati usati milioni di rocchetti di filo???

  3. Andrea dice:

    Ecco, 20.000 rocchetti di filo!!!!!!!!! AHHHHHHHHHH….evviva i rimedi della nonna! Ma almeno poi ci hanno fatto una bella sciarpona di Missoni?

  4. mi586 dice:

    a me è piaciuta…molto di più di quella dei coniglietti! poi l’idea delle piramidi colorate..mica male!!!:)

  5. Bonny dice:

    concordo con mi586.
    l’impatto visivo è meno forte rispetto alle prime due, ma è di sicuro più eclatante.
    credo anche possa fare più presa sul pubblico, ricordare le piramidi a colori è una cosa, ricordarsi delle zone urbane “sporche” di colore è un’altra.

  6. Andrea dice:

    Bè Bonny personalmente ritengo che il target di riferimento abbia più familiarità con le zone urbane che non con le piramidi. Usare l’urbano non toglie secondo me “straordinarietà” alla comunicazione perchè contrappone il grigiore e degrado dell’urbano all’intensità e quantità del colore. In altre parole non vedo perchè ricorrere allo straordinario delle piramidi.

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