Posts Taggati come ‘napoli’
Tutto Sposi 2010
Se nel 2007 era stata Elisabetta Gregoraci la testimonial della fiera Tutto Sposi, quest’anno è Cristina Dal Basso a deliziare il pubblico napoletano sui cartelloni sparsi in giro per la città.
L’abito, come sempre all’insegna della delicatezza e del buon gusto, mette in risalto lo sguardo e l’espressività della ragazza.
da nyky
Michele Franzese e la censura
Napoli è tappezzata, in questi giorni, delle insegne di un rivenditore di abbigliamento di Sant’Anastasia.
I cartelloni sono stati censurati per celare la scandalosa immagine (che trovate di seguito) e che, come ha dichiarato lo stesso titolare dell’azienda, è messa lì solo e soltanto per attirare l’attenzione.
Weekend con il morto: guerriglia contro le morti sul lavoro
Cliente: Diversamenteoccupati.it
Budget: 100 euro
Brief: sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema delle morti bianche
Agenzia: WorldWildWeb.it
La provocazione dell’estate parte dalle spiagge di Ostia, dove un manichino steso sulla sabbia accanto al cartello “Senza la giusta protezione, sul lavoro ci lasci la pelle”, ad agosto ha attirato l’attenzione dei bagnanti.

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da meghi
Claudio Serao e il ristorante La Perla: uno spaccato di vita
Claudio Serao, comico partenopeo, è testimonial del ristorante La Perla in provincia di Napoli.
Un video in stile cabaret e assolutamente demodè, in onda sulle reti televisive locali, che ben rappresenta la realtà cui è rivolto.
E allora ve lo riproponiamo, giusto per “motivi di studio”:
da meghi
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di Piero il 01/1/70
Relish e la censura
Si è sfiorato l’incidente diplomatico, tanto che il segretario al Turismo di Rio de Janeiro Antonio Pedro Figueira de Mello, si stava adoperando per inviare all’ambasciata italiana a Brasilia una richiesta ufficiale per la rimozione dei cartelloni pubblicitari dell’azienda di abbigliamento Relish di Milano.
Dei tanti soggetti presentati, quello in alto è stato l’oggetto del contendere.
A Napoli, una delle prime città nelle quali apparsa la campagna, l’assessore alle Pari Opportunità della provincia ha definito l’immagine “ignobile e lesiva della dignità delle donne” e, d’accordo con il sindaco, ha ottenuto la rimozione delle affissioni.
In Brasile, invece, pare che abbia dato fastidio l’aver dipinto la polizia locale come violenta ed irrispettosa delle regole.
Adesso, che il paese si scandalizzi per cose del genere quando, contemporaneamente, da’ asilo politico ad un riconosciuto pluriomicida è proprio il colmo!
Ad ogni modo di seguito trovate il comunicato stampa dell’azienda che in apparenza sembra piuttosto piccata per l’accaduto, anche se siamo certi che, sotto sotto, si stia fregando le mani per il tanto clamore.
da nyky
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di Alessandro il 01/1/70
In principio furono le tette: la risposta dell’agenzia Studio Fabris
Lo studio Fabris, interpellato ieri in merito alla campagna TTTLines, ci ha risposto immediatamente per bocca del suo art director Yvonne Fabris.
E’ proprio lei, una donna, l’ideatrice della campagna, che così ci ha risposto:
Per prima cosa vorrei precisare che la campagna pubblicitaria above the line della TTTLines è nazionale ed è stata realizzata con un high-budget.
L’effetto “virale” si è avuto perché la campagna è partita con un’affissione su un’impianto di 80×3mt, di conseguenza le dimensioni del seno sono diventate sproporzionate.Per di più, posto in un punto nevralgico di traffico stradale, ne ha rallentato il flusso creando dei “disordini” tra gli automobilisti.
Il fatto, ritenuto curioso, è rimbalzato tra i diversi media creandone un caso mediatico a tutto vantaggio della TTTLines.
da nyky
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di il 01/1/70
In principio furono le tette

In principio furono le tette … e nemmeno del tutto mostrate, ma solo accennate.
E’ questa la storia di una campagna locale che, in brevissimo tempo, è diventata nazionale.
Una viral-affissione che ha cominciato a fare scalpore a causa della congestione del traffico procurata in alcune strade di napoli.
Ne parlava Corriere.it l’8 maggio, ripreso subito da parecchie altre testate.
Il successo della campagna si è esteso alla modella Giulia Mango, proprietaria del seno in questione e subito convocata in qualità di ospite in TV.
In merito a tanto clamore Esse si chiede quale sia il segreto per creare una così grande cassa di risonanza per un prodotto, con un investimento -immagino- molto limitato. Forse non basta dire che è merito del sesso che fa sempre vendere, o che tutto dipende dallo “scandalo” che viene provocato ad arte, perchè il mondo è intasato di pubblicità a base di sesso e scandalo che nessuno ormai nota più…
Ci deve essere altro, allora, ma cosa?
Forse la domanda andrebbe girata anche allo Studio Fabris, agenzia che ha curato la creatività in oggetto.
Noi l’abbiamo fatto ed attendiamo una risposta.
Intanto dite pure la vostra.
da nyky
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di lofamejomimadre il 01/1/70
Speed Racer a Napoli
Il prossimo venerdì uscirà nelle sale italiane il film Speed Racer.
Per l’occasione, a Napoli, abbiamo ritrovato un’azione di guerrilla decisamente “full optional”.
Una lunga serie di moto e scooter, parcheggiati in una piazza molto frequentata di uno dei quartieri della “Napoli bene”, è stata vestita di elementi di cartoncino brandizzati (come caschi, chiavi di accensione e patenti), per ricordare il prossimo lancio del film.
Una cosa che ricorda molto ciò che Red Bull ha realizzato a Roma lo scorso ottobre:
da meghi









