Si chiama Mangialafrutta ed è il nuovo prodotto che Plasmon si appresta a lanciare sul mercato delle merende da bere per bambini.
Per promuovere il prodotto è stata lanciata un’imponente campagna di mailing digitale che raggiungerà ben 90.000 mamme.
Tra queste ne verranno estratte 1.500 che avranno il privilegio di poter provare il prodotto direttamente a casa.
Riceveranno infatti un cofanetto con tre confezioni di prodotto, dai gusti differenti, da far subito provare ai propri piccoli.
L’iniziativa, però, non si ferma qui.
Le prime impressioni delle mamme saranno raccolte grazie ad un sondaggio on line che permetterà di raccogliere informazioni utili sul prodotto e le sue abitudini di consumo; a tali informazioni verrà poi data visibilità attraverso una serie di comunicati su stampa e web.
La Try-vertising, come l’hanno denominata in Plasmon, è partita a marzo ed è interessante notare come anche l’aspetto ecologico non sia stato ignorato.
Il cofanetto, infatti, contiene un leaflet che presenta, tra l’altro, alcuni consigli su come riutilizzare creativamente le bottigliette in modo che diventino un elemento di gioco per i bambini e non finiscano nel cestino.
thanks to Alessandra







3 comments
Joe says:
mar 28, 2011
..Nella forma ok, nella sostanza trovo che l’acchiappante strategia digital mailing sia obsoleta. Una strategia… intelligente per il target specifico ad azione Cavallo di Troia, potrebbe essere questa: http://www.toolazytodoit.com/it/2011/03/generazionet.html
H come account says:
mar 29, 2011
il prodotto, il suo pack e la sua presentazione sono assolutamente interattive (mi pare). Come mai si è scelto una dei pochissimi strumenti digitali che interattivo non è?????
Forse la stessa quota avrebbe potuto essere raggiunta con un saggio utilizzo dei social network (e/o magari un minisite).
Qui si parla di neo mamme e neo papà, quindi di una classe di età particolarmente adatta a sensibile ai media interattivi.
Peccato.
meghi says:
mar 29, 2011
I prodotti per bambini contano molto sul passaparola soprattutto offline (lo dico per esperienza) e i marchi hanno a disposizione database altamente profilati. Inoltre le mamme farebbero carte false per avere campioni gratuiti prima di acquistare un prodotto (sempre costoso) che magari poi al bambino non piace. Per cui l’utilizzo dello strumento e l’azione di marketing secondo me sono più che adatti.
Sono d’accordo che qualcosa di più “moderno” sarebbe stato ben accetto, ma non è detto che questo approccio arrivi in un secondo momento della campagna.