Al grido di “Ma non erano le donne a volere la parità dei sessi??”, Sara ci segnala la nuova campagna Coconuda.
Lo spot sottolinea l’importanza del vestire italiano, utilizzando la chiave della globalizzazione e della standardizzazione nel campo dell’abbigliamento.
Tra i vari elementi che consentono di far accedere agli SWAA la campagna, sottolineamo in particolare:
- la cantante che appare nello spot ad un certo punto smette di cantare stupita dall’ingresso dei tre protagonisti, ma la sua voce continua senza interruzione fino alla fine dei 30″;
- la scelta del testimonial maschile, che non solo rappresenta quanto di più distante dall’eleganza si possa immaginare, ma è anche sfruttato pessimamente. Nell’immagine che compare sul sito del brand, infatti, il ragazzo è in secondo piano; cosa che lo fa sembrare ancor più basso di quanto non sia;
- nella stessa immagine, poi, il lampo dei flash è riprodotto come se questi stessero scattando verso l’osservatore, anche quando sono oggettivamente rivolti verso i protagonisti.
Insomma, l’idea non era malaccio, anche se quello di uscire dalla massa è un concetto ormai stressatissimo, la relaizzazione però lascia molto a desiderare.






5 comments
alfonso says:
dic 6, 2011
dirò di più: il “ragazzo” nel video è il figlio del proprietario
nyky says:
dic 6, 2011
Alfonso, è un’ipotesi o una certezza?
io says:
dic 7, 2011
è un’amara certezza che confermo
e aggiungerei di corsa come punto numero 4 nella lista dei motivi per la candidatura ad honorem
SWAA 2011: i candidati del terzo gruppo per Dis-gusto Nazionale | spotanatomy.it says:
feb 10, 2012
[...] 13: Coconuda agli SWAA [...]
siima says:
apr 20, 2013
secondo me è uno spot grandioso!