In pochi l’hanno visto, ma la sua descrizione fa già discutere molto.
Si tratta dello spot che condanna l’aborto che verrà trasmesso durante il prossimo Super Bowl.
Momento di lancio di molti spot, l’evento sportivo più atteso in America presenterà, il prossimo 7 febbraio, il 30″ che narra la storia della star del football Tim Tebow: nel 1987 Pam Tebow, di ritorno da un viaggio missionario nelle Filippine, si sente male, ma ignora il consiglio del medico di abortire il suo quinto figlio, Tim.
Lo spot, il cui motto è “Celebrate Family, Celebrate Life”, è stato commissionato da Focus on the Family, una organizzazione cristiana particolarmente attenta ai temi del matrimonio e della famiglia.
Questa presa di posizione, religiosa e politica, dello sportivo sta già mettendo in discussione le posizioni di alcuni fans, ma sta anche creando nuovi consensi. Il giovane Tim non è più solo una giovane star del football americano.
Per la cronaca, un 30″ durante la manifestazione costa tra i 2,5 e i 2,8 milioni dollari.
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1 comment
Furibondo says:
feb 1, 2010
Ne avevo sentito parlare.
>in primo luogo scopro che le associazioni religiose rompono le scatole in tutto il mondo a proposito di questo tema molto delicato ma che va giudicato e valutato con obiettivo finale la salute e la vita in senso stretto ma anche in senso sociale e morale della persona, in questo caso della mamma o potenzialmente mamma, insomma delle donne. Non come fanno i religiosi che hanno un’impostazione derivante dalle loro scelte di essere appunto religiosi e di conseguenza prendono posizione in maniera coerente con le loro dottrina (che per rispetto non commento).
Signori, il tempo delle dottrine è finito!
Torniamo allo spot: in poche parole si basa sulla gravidanza della madre del campione. Le era stato consigliato dai medici di abortire perché era un rischio per la sua salute. Lei non abortì e nacque un campione. Mi domando: e se nasceva un’altro Hitler? Ma sopratutto, e se lei moriva???????!!!!!!!!!!
>in secondo luogo non approvo la presa di posizione dello sportivo in quanto uomo e quindi per natura insensibile e impossibilitato di capire a fondo problematiche di natura femminile. Voglio dire, si rende conto che sta dicendo che si dovrebbe decidere di rischiare la propria vita per far nascere portare avanti la gravidanza?? Posso capire i religiosi, che fosse per loro se uno muore è volontà del signore, ma lo sportivo doveva dimostrare di avere un po’ di cervello e di sensibilità umana.
O forse per lui è solo un’altro modo di guadagnarsi altra popolarità e quindi guadagnare di più??
Tutta sta facenda mi puzza!!