In tempo di web 2.0 la singola osservazione di un cittadino comune, ci mette poco a fare il giro della rete e raccogliere proseliti.
Come già accaduto in passato, di mezzo ci sono i cartelloni pubblicitari e la mercificazione del corpo femminile.
A San Remo è infatti presente questo cartellone, utilizzato dalla società Digigraphica.net per promuovere i propri servizi di stampa.
Accade che una lettrice del blog Vita da Streghe, incappi nell’affissione e lo segnali via Facebook.
Su un’altro blog, Donne Pensanti, viene pubblicato un post che fa partire il movimento di protesta con conseguente mail bombing indirizzato alla società.
Quello che è successo ve lo lasciamo leggere attraverso i blog su citati; a noi interessa segnalare tre cose:
1) La totale mancanza di furbizia da parte di uno dei responsabili dell’azienda, che non ha capito che mettersi contro un gruppo di donne inviperite è oltremodo pericoloso oltre che del tutto inutile.
Volendo però ipotizzare, al contrario, una insospettabile lungimiranza del signor Gabriele R., la cosa può essere letta come una mossa geniale per aumentare la eco della notizia e diffondere il nome dell’azienda ma, sinceramente, ci sembra davvero un’ipotesi un po’ troppo benevola.
2) Il pessimo layout scelto, dal momento che se proprio si voleva associare il sedere della ragazza al “Questo potrebbe essere tuo”, forse lo si sarebbe dovuto fare in maniera più esplicita, senza coprire il sedere con il testo.
3) Asserire che “Lo slogan ha molteplici chiavi di lettura e lo scopo del messaggio è proprio quello di provocare una reazione in chi lo legge.” significa negare ed ammettere allo stesso tempo le finalità del messaggio
In una sola cosa concordo con il sig. Gabriele R., come ebbi a dire in un intervento a Radio 24 qualche tempo fa, credo sia importante far notare a coloro che difendono, a ragione, la dignità del sesso che rappresentano, il fatto che per prima cosa dovrebbero scagliarsi contro le donne che rendono possibile tale mercificazione, mettendo a disposizione il proprio corpo.
Sinceramente non credo che la questione potrà mai essere risolta, dal momento che, si sa, il sesso muove da sempre il mondo. Ma se proprio si deve cominciare una lotta, che questa abbia inizio da chi rende tale mercificazione possibile facendosi fotografare.
thanks to Maria per la segnalazione






9 comments
Alberto says:
apr 24, 2010
è possibile sentire l’intervento a Radio24?
nyky says:
apr 24, 2010
Purtroppo non ce l’ho Alberto. Non avevo modo di registrarlo. Sorry.
piero says:
apr 26, 2010
Volendo anche tralasciare il cattivo gusto, manca, soprattutto, la reason why, il perché “questo può essere tuo?”
Cos’è, un’agenzia di escort che mi agevolerebbe il sedere?
Un’agenzia viaggi per vacanze?
O forse si riferisce allo spazio pubblicitario, ma per quello basterebbe rivolgersi ad un’agenzia media.
Se invece il “questo può essere tuo” si riferisce alla creatività pubblicitaria… Mamma mia, i brividi.
7 giorni di spot by Advertising e Realizzazione Siti says:
apr 28, 2010
[...] Digigraphica: quando le donne si arrabbiano [...]
giorgio says:
apr 28, 2010
la tristezza maggiore è che andando sul sito di questi “creativi” in home page si legge “SIAMO REALMENTE SICURI DI COMUNICARE SEMPRE CORRETTAMENTE?” …. quando la realtà supera la fantasia…
Attenzione alla scelta delle immagini by Advertising e Realizzazione Siti says:
mag 13, 2010
[...] Digigraphica: quando le donne si arrabbiano [...]
nyky says:
giu 21, 2010
AGGIORNAMENTO: è appena scoppiata una polemica molto simile: http://www.spotanatomy.it/2010/la-provincia-di-massa-carara-ed-il-sedere-della-discordia/
LaJoe says:
set 22, 2010
…direi che il motto racchiuso all’interno del logo parla da solo…”cervelli al pascolo”….
P
sto studiando queste cose proprio adesso all’università…questa pubblicità è orrenda ed offensiva, ma almeno è “coerente” (lancia in maniera chiara e visibile il suo messaggio offensivo e discriminante), purtroppo ci sono molte altre pubblicità molto più “infime”, in cui non ci accorge così chiaramente del messaggio che danno, e quindi lo si assorbe senza accorgersene.
Dan says:
ott 24, 2010
pubblicita sessiste: http://www.flickr.com/sex-sells