Diesel: be stupid
La nuova strategia di comunicazione di DIESEL punta tutto sul posizionamento “Be Stupid”.
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Una filosofia che mira, ovviamente in maniera ironica, a dimostrare quanto la tanto bistrattata stupidità sia invece un plus necessario per dare “pepe” alla vita di tutti i giorni.
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La nuova campagna segue quindi questo filone logico presentando, oltre al filmato in alto, i tre soggetti che trovate di seguito.
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da nyky
Ultimo commento:
di matteo il 01/1/70
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gennaio 20th, 2010 at 12:20
Decisamente mi PIACE!
Be Stupid come chiave del Successful living. Bellissimo! Non so perché mi viene in mente l’ultimo film di Woody Allen: Whatever works!
Al di là di questo, secondo me qui abbiamo un’eccellente esempio di come una comunicazione possa essere bella, divertente, fatta bene, e anche paradossalmente seria.
gennaio 20th, 2010 at 16:06
Il messaggio che passa non mi piace affatto.
Anche perché è ipocrita: l’idea è smart, le persone che ci hanno lavorato sono smart, ed anche l’immagine di marca diesel è smart.
Quindi “be stupid” è indirizzato esclusivamente ai clienti.
Come dire “armiamoci e partite”.
No, non mi piace affatto.
gennaio 21st, 2010 at 13:58
Io invece la leggo diversamente. Essere stupidi in realtà è una caratteristica che si può definire quasi obiettiva e non c’è molto da dire su questo. Cioè una persona dalle basse capacità intellettive è uno stupido e se non vogliamo filosofare troppo credo siamo tutti d’accordo su questo.
Qui invece si gioca molto non sulla reale stupidità quanto sull’ “eticchettamento” di qlc o di qlcs come stupido. Il mondo è pieno di stupidi intelligenti, di geni incompresi, ecc.
Sinonimi di stupido: coraggioso, intraprendente, creativo, ecc.
A me sembrava palese il messaggio!!
Certo per dare lo stesso messaggio la campagna poteva essere anche tipo un’elogio all’intraprendenza, determinazione, ecc, ma quel tono, quei colori, quella musica e sopratutto quella parola è per dare quel sapore piccante che da sempre contraddistingue la comunicazione Diesel.
gennaio 21st, 2010 at 16:07
io stupido sono.
gennaio 21st, 2010 at 16:21
Ogilvy:
Sì forse hai focalizzato bene il perché non mi piaccia: io identifico stupid chi non ha interessi, chi non si mette in gioco, chi non è intraprendente o altro, al contrario le persone più smart che conosco fanno cose assolutamente folli, si sanno divertire, si appassionano in modo irrazionale, sono creative in tutto ciò che fanno etc. In definitiva non apprezzo il significato che hanno dato a smart o stupid, perché io dò un significato ai 2 termini diametralmente opposto.
Per il resto infatti non ho nulla da obiettare: dai colori all’impaginazione è tutto perfetto, e la miriade di soggetti che hanno creato esplicano al massimo il concetto.
Chiaramente la campagna funzionerà benissimo e vincerà anche qualche premio. E’ solo quella parola che mi urta.
gennaio 25th, 2010 at 14:35
Concordo con noto.
Ho visto questi poster in un negozio della Diesel ed effettivamente mi hanno dato da pensare: mi son chiesto subito “chissà come si considera chi ha progettato questa campagna?” Si considereranno sicuramente “smart”, e a ragione.
La campagna è molto efficace, indubbiamente, sebbene molti dei ragionamenti siano discutibili se non decisamente sbagliati, come il fatto che siano gli “smart” a criticare e non gli stupidi, quando basta farsi un giro nei commenti di youtube per notare il contrario.
febbraio 5th, 2010 at 14:18
Io ho fatto la parodia di questa campagna pubblicitaria
BE SMART
http://www.hokmaph.net/blog/?p=123
febbraio 5th, 2010 at 14:46
Si gioca tutto sulla denotazione/connotazione. Tutti noi vogliamo essere/siamo smart. Se qlc ci da dello stupid, ci arrabbiamo. Ma questa è denotazione. A questo livello siamo tutti d’accordo sull’essere stupidi ed essere intelligenti.
A livello denotativo invece c’è tutto un’altro mondo fatto di intelligenza, stupidità , ecc.
Io noto con grande sorpresa (devo ammettere) che questa campagna sta diventando un po’ uno spartiacque de delimita nettamente tra chi si identifica come pubblico favorevole alla campagna – target – e come pubblico contrario alla campagna – semplicemente pubblico. Come dire, un’altra volta Bravi tutti, agenzia e marca!!
P.S. chi ha creato questa campagna è decisamente STUPID – pena la validità di tutta la creazione.
febbraio 5th, 2010 at 15:16
Ogi, dalla 5 riga in poi ti ho perso
febbraio 5th, 2010 at 15:45
Scusate ma avevo un’occhio sulla finestra del testo ed un’altro su un cliente stupido!!!!!!
)))))))
@H: grazie per avermelo fatto notare (e grazie dell’attenzione)!!
(dalla 5a riga) Tradotto:
Noto con grande sorpresa (devo ammettere) che questa campagna sta diventando un po’ uno spartiacque delimitando nettamente il confine tra un target potenziale ed una parte del pubblico che rifiuta il tipo di comunicazione adottato. Come dire, nella connotazione dei termini si delimita il territorio della marca. Un territorio fatto di coraggio, di intraprendenza e determinazione. Ma è un territorio aperto, un territorio possibile che può o meno piacere.
Secondo me rimane un esempio di lavoro fatto molto bene ma che ovviamente non sfugge al giudizio di noi, addetti ai lavori, nè tantomeno al giudizio del pubblico.
(Mio modesto parere)
febbraio 9th, 2010 at 14:47
Be Stupid
febbraio 10th, 2010 at 00:22
osservazione:
Se ad una persona intelligente dai dello stupido, penserà che probabilmente sei tu lo stupido ed intelligentemente ti chiederà delle spiegazioni opp ti ignorerà . Se al contrario gli dai dell’intelligente, allora sì che si’incacchia.
Se ad uno stupido dai dello stupido s’incacchia di brutto. Se al contrario gli dai dell’intelligente lo prende come un complimento e magari ti dice grazie.
Morale secondo voi???
febbraio 11th, 2010 at 10:14
Ecco come fare bene il mestiere del pubblicitario.
Si trova una head che suona bene, e poi gli costruisce attorno un concept che la giustifica ed ecco fatta la campagna. Che poi il 90% del target non sappia una parola di inglese e quindi non la capisce proprio, va ancora meglio… anzi, meno capiscono e più comprano perché fa fico avere la roba firmata di un brand che dice “Be stupid!” a chi è stupido. E se pensate che sbaglio, basta dare un’occhiata ai provini del GF… quello è il livello dell’italiano medio. L’Ondon!
“Se sei intelligente puoi far finta di essere stupido, il contrario invece è impossibile”… tanto per citare Woody Allen
febbraio 16th, 2010 at 16:51
è uscita la risposta alla campagna Diesel su
http://www.fourdotz.com
a merito degli happy few.
Notevole.
febbraio 16th, 2010 at 18:06
Dai ragazzi, non ci credo che siate così restii ad accettare una bella trovata. Ammetto un po’ piccante, ma assolutamente echeggiante e ben fatta. Poi l’esagerazione degli studenti di Napoli mi lascia perplesso. Sarà vero??
Cioè “non abbiate paura di essere chiamati stupidi, fate pure cose intelligenti e siate pure all’avanguardia” a voi suona male??
Siete davvero così superficiali?? A questo punto mi sembra giusto chiedervelo.
Non sono d’accordo con Tao. Mi dispiace ma la penso diversamente. Non c’è una ricetta su come fare bene il pubblicitario (tra l’altro termine che secondo me è superato) e non c’è un concept che è costruito intorno ad’una frase che “funziona”. Sì, ci sono campagne che nascono come creazione del copy se vogliamo, ma qui la vera risposta è la marca. Una marca coraggiosa, innovativa e dalla forte identità . Piccante ma forte. Decisamente Stupid.
Credo che mai come in questa campagna la gente si è soffermata sulla denotazione.
La vera connotazione della parola STUPIDO è INTELLIGENTE/ CORAGGIOSO/INTRAPRENDENTE/DETERMINATO e chi + ne ha + ne metta.
Possibile che non ci arrivate??
febbraio 17th, 2010 at 22:53
Hey ogilvy,
i don’t feel stupid and i don’t mind what communication messages are saying Diesel.
Please continue to buy 180€ Diesel jeans.
I just fell SMART so i joined the HAPPY FEW.
Feel stupid ? if not join the happy few. On facebook.
febbraio 17th, 2010 at 23:10
Carlo, u r not on FB here. It’s about adv. Any opinion on it??
You joined Happy Few. Pretty smart!!
But i have a question: didn’t u join it only because it’s the opposite of “Be stupid”, i mean, not cause it’s ur opinion?? I know the answer!! R u sure u know it too??????????
febbraio 18th, 2010 at 15:16
Il mondo è bello perché è vario.
Ma in questa campagna il concetto di stupido resta “stupido”, senza connotazione alcuna.
Un tizio che resta con la capoccia infilata in un cesto della spazzatura è stupido.
A prescindere… perché è talmente stupida la cosa che chi pensa di provarla non può essere che stupido. E chi non ci prova neanche, secondo me è assolutamente sano di mente.
Come chi, che per fotografare un leone, rischia di essere divorato, per me avrà pure le palle, ma resta un coglione. E chi più ne ha, più ne metta!
Ti dirò di più… credo che a volte la nostra analisi sia influenzata dal brand che la propone. Anzi, penso che se questa campagna l’avesse firmata Toscani saremmo tutti a dire che è una schifezza. Invece l’ha fatta l’agenzia che segue Diesel e quindi è una figata.
Dimenticavo… chi mi spiega il secondo soggetto che mi sfugge proprio?
febbraio 18th, 2010 at 19:06
Bene ragazzi, vedo che non volete capire. Non mi metterò ad argomentare ulteriormente su una campagna chiara ed intelligente come questa. Ma un paio di risposte mi sento di darle:
@Tao:
Ovvio che le campagne influenzano la nostra percezione in relazione a chi la promuove. Diesel e Barilla non potrebbero mai comunicare allo stesso modo.
@Carlo:
Qui non si tratta di jeans, si tratta di Marche. Distano molto l’uno dall’altra (per chi può/vuole capire).
Saluti!
febbraio 19th, 2010 at 10:58
@ Ogilvy
Ho qualche dubbio che sia chiara… e non sono l’unico.
Che sia intelligente non sta a me dirlo. Continuo a non capirla, e soprattutto visto che per te è tanto chiara, puoi spiegarmi il secondo soggetto?
Puoi spiegami poi perché dici che il termine “pubblicitario” sarebbe superato?
febbraio 19th, 2010 at 14:31
Senza offesa, ma secondo me non hai capito nessuno dei tre casi qui riportati.
Oggi non si fa pubblicità , oggi si comunica. Da qui la decadenza del termine pubblicitario.
Un saluto.
febbraio 20th, 2010 at 21:19
visto che è stato citato più volte, ribadirei l’aforisma di Woody Allen: “il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l’imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile”.
febbraio 22nd, 2010 at 10:48
E chi si offende…
ma visto che ci siamo, me li spiegheresti tu per favore (visto che tu li hai capiti).
E già che ci sei, mi spieghi anche la differenza tra comunicare e fare pubblicità .
Così almeno capisco che mestiere faccio.
febbraio 23rd, 2010 at 11:15
Dai Tao, nn te la prendere. Dico davvero, la pensiamo diversamente ma nn c’è niente di male.
Peace!
febbraio 23rd, 2010 at 16:12
Vabbé… quindi ammetti che non le hai capite neanche tu! Peace and love!
febbraio 24th, 2010 at 10:13
Non intendo andare oltre in questo scambio di chiacchiere inutile e perditempo.
Il motivo per cui partecipo qlc volta alle discussioni è per scambiare/confrontare le nostre opinioni in veste di addetti ai lavori. Qui mi sa che stiamo andando oltre e non vedo il motivo.
febbraio 24th, 2010 at 10:45
Scambio di chiacchiere inutile e perditempo? Grazie!
Un addetto ai lavori metterebbe sicuramente più impegno per spiegare agli altri le sue ragioni e motivazioni, proprio come farebbe con un qualsiasi cliente che gli cassa la campagna. Il fatto che qui si facciano commenti e critiche è sicuramente una cosa positiva e stimolante, ma bisognerebbe avere anche un po’ di rispetto per chi ti chiede di spiegare meglio le tue idee senza fare il superiore e senza dare ad intendere che chi non ha capito questa campagna, ha un livello intellettivo inferiore al tuo. Detto questo e visto il comportamento, nutro seri dubbi sul tuo essere “addetto ai lavori” dato che alla fine non sai argomentare le tue pur rispettabili ma offuscate idee. Ma forse sarà perché ti reputi un comunicatore (alla Toscani) e non un misero pubblicitario (come me)! Bah… almeno un po’ di rispetto per il nick che hai scelto (che forse non lo sai ma era un grande pubblicitario). SAS
febbraio 24th, 2010 at 11:16
se devo dire non l’ho capita molto neanche io… e non penso di essere uno scemo. polemiche a parte non sarebbe stato meglio utilizzare persone che, come dice noto, agivano controcorrente rispetto alla massa (che generalmente etichetta per stupidi quelli che si comportano contro il comune pensiero rivelandosi poi dei geni)? perché un tipo infilato in un cassonetto deve essere visto come uno fico (stupido)? “Sii stupido” mi sembra un bel concept se fosse utilizzato in maniera diversa (tanto per essere chiari ad esempio appiccicato a Galileo – già me lo vedo un visual con Galileo con i jeans). usato come hanno fatto qui mi sembra forzato e contorto. ovviamente è il mio parere
p.s. complimenti per il blog
febbraio 24th, 2010 at 14:26
Doveroso rispondere dato che mi sento aggredito.
@Tao:
“Scambio di chiacchiere inutile e perditempo” – nel senso che non si parlava +della campagna ma a me arrivavano le tue parole come una sorta di accusa e di sfida. Per quanto mi riguarda non è mai stata una cosa tra te e me, né tra me e nessun altro. Ho sempre e solo detto la mia qualora non fosse ancora chiaro.
Comunque sei un sacco permaloso. Bassa l’ironia su Oglivy e il comunicatore e anche le altre insinuazioni sul resto del post. (n)
Per quanto riguarda la campagna Be Stupid vi invito anche a vedere e rivedere lo spot, oltre ai poster.
E visto i tanti dubbi e le incomprensioni, vi dico come è arrivata a me e prché mi è piaciuta questa campagna
(precso che non ho la presunzione di sapere e spiegare le cose, dico la mia):
Il tizio con la testa dentro il bidone dell’immondizia secondo me non è intelligente, non può. E’ semplicemente stupido. Allora Be Stupid è un’invito a essere coraggiosi perché tanto difficilmente sarete + stupidi dello stupido in questione. Così via per gli altri casi.
Un titolo rispetto ad un immagine, la semiotica insegna, può avere due funzioni: di Relais – ovvero rinforzare l’immagine e di Ancoraggio – spiegare il senso dell’immagine.
In questo caso apparentemente sembra di relais – cioè testa dentro il bidone e be stupid-, invece in realtà è di ancoraggio, ovvero spiega il senso di ciò che il destinatore vuole dare al suo messaggio.
Galileo in Jeans?? Potrebbe essere un’idea, ma meno piccante e secondo me non per Diesel. Poi tutto si può fare.
Matteo, non te la prendere pure tu moh, per favore eh!!!
Un saluto a tutti!
febbraio 24th, 2010 at 15:03
Ogilvy, grazie della spiegazione. Adesso che hai esposto le tue motivazioni posso dire che la campagna mi piace ancora meno di prima in quanto ha ancora meno senso. Non è una critica bensì una constatazione. Rimango dell’idea che sia una campagna nata per il claim e senza alcuna strategia a supporto se non quella di fare caciara (come molte campagna Diesel). E se sono d’accordo con te che Galileo in jeans non era adatto, credo invece che a favore dell’idea di Matteo se ci fosse stato Linus Torvalds, la campagna avrebbe avuto più senso. Per chiudere qui la querelle, sarò anche permaloso ma se qualcuno mi dice che non ho capito una cosa, ritengo che sia educazione se non altro spiegare perché. Sulla bassa ironia purtroppo hai ragione, ma quando scappa, scappa. Buon lavoro.
marzo 9th, 2010 at 18:50
Tranquillo Ogilvy, non me la sono presa affatto… un po’ in ritardo ma l’ho detto.