achtung!, forse forse

Relish e la censura

relish

 

Si è sfiorato l’incidente diplomatico, tanto che il segretario al Turismo di Rio de Janeiro Antonio Pedro Figueira de Mello, si stava adoperando per inviare all’ambasciata italiana a Brasilia una richiesta ufficiale per la rimozione dei cartelloni pubblicitari dell’azienda di abbigliamento Relish di Milano.

 

Dei tanti soggetti presentati, quello in alto è stato l’oggetto del contendere.

 

A Napoli, una delle prime città nelle quali  apparsa la campagna, l’assessore alle Pari Opportunità della provincia ha definito l’immagine “ignobile e lesiva della dignità delle donne” e, d’accordo con il sindaco, ha ottenuto la rimozione delle affissioni.

 

In Brasile, invece, pare che abbia dato fastidio l’aver dipinto la polizia locale come violenta ed irrispettosa delle regole.

 

Adesso, che il paese si scandalizzi per cose del genere quando, contemporaneamente, da’ asilo politico ad un riconosciuto pluriomicida è proprio il colmo! 

 

Ad ogni modo di seguito trovate il comunicato stampa dell’azienda che in apparenza sembra piuttosto piccata per l’accaduto, anche se siamo certi che, sotto sotto, si stia fregando le mani per il tanto clamore.

Il trasformare una campagna pubblicitaria in un incidente diplomatico e farla divenire un elemento di crisi nelle relazioni tra Brasile ed Italia, accostandola addirittura al caso Battisti, non può che essere interpretato come una volontà di distogliere l’attenzione da problemi più gravi e di voler forzatamente strumentalizzare un’attività di comunicazione.
La donna Relish è una donna dinamica, libera, moderna che si diverte a giocare con la propria sensualità.
“Per questo” dichiara Alessandro Esposito Amministratore Delegato di Relish, “nello sviluppo della nostra campagna ci siamo ispirati al film Thelma & Louise dal quale abbiamo trasposto alcune situazioni, ripeto, trattandole in chiave assolutamente ironica”.
“Inoltre” prosegue Esposito “quello attualmente in pianificazione è solo uno dei soggetti della campagna.
Infatti quella pianificata su carta stampata, ha un soggetto diverso, estrapolato dalla medesima storia.
Per cui prima di bollarla come offensiva e lesiva di varie dignità sarebbe opportuno vedere anche il resto.”
L’azienda ribadisce il proprio rammarico per le reazioni contrarie, sottolinea come la campagna visualizzi una situazione iperbolica così come il trattamento stilistico delle immagini non può non essere interpretato che come una finzione: finti sono i poliziotti, interpretati da due comparse, finte sono le divise della polizia, rattandosi semplicemente di costumi di scena. Finta la reazione delle due modelle, che hanno provato e riprovato gli scatti, proprio perché si è trattato di una messa in scena.
La scelta del Brasile è stata dettata esclusivamente dal fatto che dovendo scattare a dicembre una campagna sulla Primavera Estate il paese offriva le giuste condizioni meteorologiche nonché una solida esperienza nella produzione di shooting fotografici nel campo della moda.
Detto questo sembra ovvio che tutto si è voluto fare tranne acuire la polemica tra Italia e Brasile e incentivare la violenza contro le donne.

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feb  09
4
alle 06:00
da nyky

Ultimo commento:

di Alessandro il 01/1/70

Chissà perchè su questi temi gli interventi delle autorità sono sempre di una tempestività in...


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2 Commenti to “Relish e la censura”

  1. ilaria dice:

    Mi sembra sciocco che proprio chi si occupa di “persuasione occulta” dica infondo è solo un immagine non vuol dire niente. Se non altro vuol dire superficialità e incompetenza, un modo come un altro per blandire il pensiero comune secondo cui le donne devono starsene a casa. Non a caso la campagna è partita a Napoli. Il marchio è diventato famoso? bene! così sono sicura che non mi capiterà di comprare nulla di quella marca!

  2. Alessandro dice:

    Chissà perchè su questi temi gli interventi delle autorità sono sempre di una tempestività incredibile, una prova di efficienza superlativa! Comunque, riguardo la Relisch e nonostante le dichiarazioni del suo amministratore delegato, penso proprio che siano tutt’altro che rammaricati…e a ragione!!! Per le grida di scandalo in Brasile poi, mi vien da ridere!

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