Natuzzi e Poltrone e Sofà , a tutto divano
A giudicare dal battage pubblicitario di questi mesi, sembra che i divani siano diventati la nuova passione degli italiani.
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La verità sta però da un’altra parte, il settore dell’arredamento sta soffrendo una crisi pesantissima ed il taglio dei prezzi, adeguatamente pubblicizzato, sembra l’unica strada per rimanere a galla.
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Ecco perché in TV come alla radio veniamo “deliziati” da Sabrina Ferilli che grida alla beatitudine di chi “So fà , il sofà ” oppure dalla ditta Natuzzi, che pensa al vostro sedere più di chiunque altro.
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Quest’ultimo caso ci viene segnalato da Giada, che ci chiede di inserirlo tra gli SWAA per il “palese cattivo gusto” della campagna pubblicitaria ma, poiché siamo generosi, li mettiamo in gara entrambi!
Anche perché ai più attenti non sarà sfuggito, nello spot di Poltrone e Sofà , la becera scena del ragazzino che tocca la tetta dell’amica con “nonchalance”
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da nyky
Ultimo commento:
di Tao Tao il 01/1/70
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novembre 16th, 2009 at 16:54
POSTO ASSICURATO NEGLI SWAA PER POLTRONE E SOFA’
UN SE NE PO’ PIU’……
oltretutto è un altro uso di testimonial….
almeno in Divani &Divani c’è l’idea di non avere il testimonial….
che è già una grande conquista.
novembre 16th, 2009 at 22:14
in effetti è una botta di kulo che lo spot funzioni…
novembre 16th, 2009 at 22:47
@copi hai la fissazione per i testimonial eh???
vi inviterei a guardare la campagna scottex per avere un motivo in più di citare D&D tra gli SWAA
http://www.youtube.com/watch?v=l0oC2SUEGGM
pubblicità per il cu*o oltre che fatta col cu*o
novembre 17th, 2009 at 08:57
il problema non è avercela con i testimonial, viva il testimonial, quando ha un minimo di coerenza con il prodotto per non perdere in credibilità lui e il brand che pubblicizza, e poi
primo: la comunicazione italiana è inesportabile, e alla fine di ogni festival di cannes tutti a reclamare che si torna a casa senza premi ( se c’è ancora qualcuno che crede alla favola dei premi…)
secondo: tutti sanno che il testimonial è la tomba della creatività e della comunicazione
terzo: siamo in un momento di forte crisi? le imprese investono sempre meno in comunicazione? e allora che si fa? si dà metà del budget a uno, due o anche TRE testimonial per commercial !!??
Forse sarebbe meglio investire in creatività , avere una strategia di più ampie vedute e non considerare la comunicazione un contesto da “piazzisti”…
la comunicazione pubblicitaria ha ancora un senso…(?)
basta non svaccare e, ribadisco avere un pò di coraggio,
novembre 17th, 2009 at 22:26
copi perdono ma sono più pragmatico.
la pubblicità /comunicazione d’impresa/creatività si fa per vendere prodotti e non per vincere cannes. So che la cosa turba l’ego di molti creativi ma è così: nelle agenzie non si crea arte bensì uno strumento per vendere e supportare la spinta consumistica della nostra società (e forse è questo che dovrebbe turbarci tutti).
La pubblicità deve quindi funzionare bene nel luogo dove viene mandata in onda, nel nostro caso, in Italia con codici “gradevoli” per il suo pubblico per essere recepita e per portare all’azione che si richiede (acquisto).
Sei sicuro che il Gorilla faccia vendere più della Marcuzzi?
Conoscendo le aziende, dubito che userebbero due testimonial per uno spot se non fossero sicuri del ROI (che è un termine economico che indica il ritorno su quanto investito).
Credo che in periodo di crisi sia davvero ora di piantarla con queste prese di posizione superficiali e accettare con maturità che il lavoro del creativo non è quello di un artista.
E che si lavora per costruire il valore della marca (quindi per vendere di più), cercando di fare cose che ti tanto in tanto soddisfino anche l’ego di chi ci lavora.
Se 4 telefoniche su 4 usano i testimonial, evidentemente funzionano. I clienti delle agenzie sono meno ottusi di quanto tu possa credere. Perché i numeri sono assai meno discutibili di un’idea creativa disegnata su uno storyboard.
E quindi invece di lamentarci usiamo i testimonial in modo intelligente (vedi Vodafone) e cerchiamo di evitare delle tristate colossali (vedi Gran Solei o come si scrive).
PS siamo completamente OT
novembre 18th, 2009 at 08:36
Concordo con Batacchio su tutta la linea.
novembre 18th, 2009 at 11:36
sad but true.
novembre 25th, 2009 at 11:55
Hai ragionissima batacchio… la pubblicità non è arte.
Purtroppo però molti creativi per sopravvivere devono continuare a crederlo!!!