Michele Franzese e la censura
Napoli è tappezzata, in questi giorni, delle insegne di un rivenditore di abbigliamento di Sant’Anastasia.
I cartelloni sono stati censurati per celare la scandalosa immagine (che trovate di seguito) e che, come ha dichiarato lo stesso titolare dell’azienda, è messa lì solo e soltanto per attirare l’attenzione.
Da segnalare la gentilezza del comune che, invece di rimuovere i cartelloni, si è limitata ad aggiungere quella che a Napoli viene comunemente chiamata ”una pezza a colori”.
Un felicissimo Franzese, intervistato da Metropolisweb.it ha dichiarato:
“Non avevamo intenzione di scandalizzare nessuno bensì di catturare solo l’attenzione di una nuova clientela. Se poi associazioni cattoliche o altri si sono scandalizzati non è colpa nostra. Sappiamo che i tabelloni sono stati ricoperti e se le autorità competenti hanno deciso di farlo vuol dire che forse avevano le loro ragioni che noi rispettiamo, avevamo pagato regolarmente le tasse per l’affissione e davvero non credevamo di poter sconvolgere più di tanto l’opinione pubblica se non per pura pubblicità”.
Fa bene a ridersela Michele Franzese, dal momento che domani dovrebbe essere ospite al Chiambretti Night per parlare del caso ed aumentare esponenzialmente il battage pubblicitario della campagna.
Viva la censura!
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novembre 24th, 2009 at 20:29
ovviamente far affiggere un manifesto e poi “pezzarlo” di giallo è straordinariamente più efficace che bloccarne la diffusione e basta come solitamente avviene (il primo caso che mi viene in mente è il manifesto di Current http://lozarathustra.splinder.com/post/19914788/questo+offende ); il buon Franzese deve avere ottimi amici in Comune che gli hanno fatto questo regalo
novembre 24th, 2009 at 21:14
La foto non è originale, ovviamente. E’ uno scatto di Terry Richardson.
E’ la campagna pubblicitaria 2008 per Tom Ford.
Michele Franzese avrà chiesto il permesso per utilizzarla a scopo commerciale? Dubito… tenedo conto che la sua boutique neanche lo vende TOM FORD
novembre 25th, 2009 at 14:21
Si dice “pezza a colore” intendendo dire “dello stesso colore del vestito”
Da notare il solito atteggiamento per cui chi fa una cosa non ha alcuna colpa (”Se poi associazioni cattoliche o altri si sono scandalizzati non è colpa nostra”).
novembre 25th, 2009 at 16:10
Mettice ‘na pezza!!!