Il preservativo contro un giovane Hitler
Da un’idea della Grey Worldwide di Düsseldorf, eccovi una campagna dei preservativi Doc Morris Pharmacies che ne esorta all’utilizzo per evitare di mettere al mondo individui pericolosi:

Questo in alto è il soggetto “Adolf Hitler”, ma della stessa serie fanno parte anche il soggetto “Osama Bin Laden” e “Mao Tze-Tung”:


Divertenti sì, ma assolutamente privi di morale.
via
da meghi
Ultimo commento:
di Gazmend il 01/1/70
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aprile 15th, 2009 at 09:13
Perchè privi di morale?
aprile 15th, 2009 at 11:09
Priva di morale forse perchè seguendo questo criterio uno non metterà mai al mondo dei figli perchè potrebbe nascere un nuovo Hitler…..E alla fine la razza umana si estinguerebbe
aprile 15th, 2009 at 11:24
Che esagerazione
Comunque se vogliamo ben guardare, lo scopo dei preservativi è proprio quello di non far mettere al mondo figli… quindi alla fine la campagna, oltre che graficamente bella secondo me, ci sta anche come concetto
aprile 15th, 2009 at 12:05
Fantastica.
Vederne in Italia di campagna così.
aprile 15th, 2009 at 13:54
è bella è bella!
aprile 15th, 2009 at 15:38
bella, la declinazione con hitler poi secondo me è quella graficamente meglio riuscita…
aprile 15th, 2009 at 17:02
[...] Il preservativo contro un giovane Hitler | Spotanatomy.info – Hey ho Let’s GO! [...]
aprile 23rd, 2009 at 13:33
Concetto vecchio e strausato in una campagna di… preservativi.
Che fantasia…
maggio 7th, 2009 at 17:16
Secondo me è bella e d’impatto, ma soltanto la prima. Sempre secondo me però, l’impatto e la leggibilità vien diminuendo notevolmente dalla prima, con Hitler, chiara e diretta all’ultima, con Mao, quasi incomprensibile. Secondo me si potevano espandere e toccare anche altri contesti, nn solo i grandi dittatori.
Il messaggio invece mi piace un pò meno. Secondo me, nella società odierna, emancipata ed evoluta, la funzione principale del preservativo non è quella di evitare le gravidanze, ma quella di offrire protezione contro innumerevoli malattie sessualmente trasmissibili.
Basti pensare a quello che succede ogni giorno in Africa.