Come è cambiato il media mix del settore automobilistico nel primo trimestre 2009
Investimenti pubblicitari ridotti del 37,9% nel primo trimestre del 2009; una spesa complessiva: secondo lo studio sul settore automobilistico condotto dalla spagnola Arce Media, questo è il decremento della spesa in comunicazione dovuto alla crisi.
La Renault sarebbe la casa automobilistica che ha ridotto maggiormente le spese arrivando ad un 70,7% i meno rispetto allo stesso periodo del 2008: da 17,3 milioni di euro a 5,1 milioni nel 2009.
In generale la pubblicità nel settore delle 4 ruote ha registrato: -42% per la tv, -88% per il cinema, -61,9% per i supplementi, -43,8% per la stampa e – 41,6% per le riviste. Il tutto solo approssimativamente a vantaggio degli investimenti nel web, che sono aumentati appena dello 0,4%, ma sicuramente a favore della radio (+8,5%) e dell’outdoor (+36,3%).
In Italia, la tendenza generale degli investimenti pubblicitari sembra rispecchiare questo andamento.
Abbiamo allora chiesto a Ford Italia, in occasione dell’aperitivo organizzato con i blogger a Roma, come la crisi ne ha cambiato il media mix.
Ci ha risposto Alessio Franco, responsabile ufficio stampa che ha rivelato una tendenza leggermente diversa della casa automobilistica. Ford Italia ha, infatti, iniziato ad approcciarsi al web già due anni fa, progressivamente intensificando la sua presenza su internet per coinvolgere non solo i maggiori portali, ma anche opinion leader ed esperti. Quindi il crescente aumento degli investimenti sul web, che attualmente è tra il 5% e il 7%, è una scelta che non ha nulla a che vedere con la crisi.
Ma la crisi ha comunque modificato il media mix dell’azienda.
“Oggi, con la crisi, gli investimenti pubblicitari vengono fatti con molta più attenzione. Le scelte sono ponderate in funzione dei vari canali e del target di riferimento. Per il lancio della nuova Ka, per esempio, trattandosi di un’auto giovane, gli investimenti su internet si sono raddoppiati. I classici 6×3, invece, sono stati trascurati perchè non hanno più quell’appeal emozionante che invece può avere la pubblicità su internet.”
da meghi
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