Alfa MiTo con MultiAir
E’ on air da questa domenica il nuovo spot dedicato ad Alfa MiTo.
Â
L’agenzia  SaffirioTortelliVigoriti ha scelto di utilizzare il linguaggio dei videogames, ed in particolare di Space Invaders, per comunicare l’arrivo della tecnologia MultiAir sulla vettura.
Â
A sottolineare il tutto c’è il payoff di chiusura “Get to the next level”, che non ha alcuna correlazione con l’auto ma fa tanto “fico”.
Â
Lo spot è stato girato a Barcellona dalla BuddyFilm e potete vederlo di seguito.
Â
Hanno lavorato alla campagna l’art Gabriele Goffredo e il copy Mara Mincolelli. Direttore creativo: Aurelio Tortelli.
Â
thanks to Giampiero
da nyky
Ultimo commento:
di Batacchio Spagnolo il 01/1/70
Visualizza / Lascia un commento







settembre 9th, 2009 at 13:22
L’ho visto in TV e mi piace molto. E trovo invece, che il claim sia molto attinente alla macchina in quanto ha un motore con una nuova tecnologia, il “next level” nel campo dei motori.
settembre 10th, 2009 at 11:41
Forse se dovessimo considerare solo lo spot, di per se forse nn è male. Secondo me però, del tutto inadatto al tipo di macchina. Forse sarebbe appropriato per una Ford Ka opp per una Twingo. Qui invece attenzione: stiamo parlando dell’Alfa Mito. Auto costosa, prestante e di immagine (almeno si spera). Occhio alla concorrenza!
I tedeschi della Volkswagen, anni fa, mandarono in onda uno spot che pubblicizzava il trattamento post vendita (asssistenza) del loro prodotto (Golf in quel caso). Non stupiamoci oggi se loro hanno un posto d’onore sul mercato. Ciò che nessuno in Italia vuol capire è che bisogna costruire LA MARCA. Mi riferisco al settore automobilistico in particolare – Fiat a parte perché di recente si sta muovendo nella direzione giusta.
Vedere anche l’ultimo spot della Kinder – Ferrero attualmente in onda.
settembre 10th, 2009 at 16:13
mitico!!!!
settembre 12th, 2009 at 12:02
@ Gazmend:
Non sono del tutto d’accordo con quel che scrivi (ma non è un problema, figurati, sicuramente sbaglio io), provo a spiegarmi: La MiTo è sì costosetta (ma le sue concorrenti non sono certo le Yaris o le Ka, bensì le Mini, le 500 et similia, piccole nelle dimensioni ma non certo nel prezzo), ma è la vettura che l’Alfa ha creato per un certo tipo di pubblico, prevalentemente giovane (il diciottenne figlio di alfista, si dice per scherzare, più il cinquantenne in crisi d’identità ), quindi in teoria più vicino al linguaggio dei videogiochi (anche se, per aver giocato a Space Ivanders bisogna avere almeno una quarantina d’anni, e questo un po’ stona).
Per quanto riguarda il concetto di marca mi viene in mente Ford quando diceva che lui si toglieva il cappello in due casi: quando passava una donna e quando passava un’Alfa. Ecco, forse tra le marche italiane non “nobili” (le solite supercar) proprio l’Alfa è forse l’unica ad avere un DNA consolidato. Anche in trasmissioni motoristiche straniere viene spesso osannata per il connubio tra razza (motori) e stile (italiano), nonostante un periodo certo non fortunato nel passato (partendo dall’Alfasud, passando per l’Arna e arrivando alle 145/146).
Però, a livello di spot, mi sembra un passo indietro rispetto ad altri che mi sembravano più riusciti (penso a quelli della 147, ad esempio). Di carino qui c’è solo la citazione del gioco, poi il resto è mestiere e poco altro.
settembre 14th, 2009 at 14:57
Per Astarte
Non essere d’accordo e argomentare la tua opinione è una cosa assolutamente costruttiva. Sono contentissimo che tu mi abbia risposto in maniera dettagliata e prolungata. Penso che sia questo il vero scopo di Spotanatomy, nn invece un postare degli spot e commentare con delle frasette tipo “stupenda questa”, una sorta di facebook della pubblicità .
Tornando allo spot in questione volevo chiarire un po’ meglio il mio punto di vista:
- sono d’accordissimo con te per quanto riguarda il target, forse non il diciottenne, ma cmq prevalentemete giovane e abbiente. Io ci aggiungerei anche le donne, che nn so perché di solito vengono sempre escluse in questa fascia. Eppure vedo in giro un sacco di donne con le Mini che corrono anche come dannate.
Bella la storia di Ford. Io però volevo precisare una cosa: nn dico che l’Alfa nn ce l’abbia un DNA. Dico che nella comunicazione che l’azienda promuove nn viene esaltato. Dico che secondo me, la marca (come dicevi anche tu), si deve riprendere un po dalle battoste del passato. E per fare questo bisogna rinvigorire la sua immagine ma lavorando su “Alfa Romeo”, la marca. Ciò che è l’essenza della sua esistenza. Tornando agli esempi che facevi tu, Alfasud, Arno, 145, ecc., sono ormai modelli sel passato, andati, finiti. Ma l’Alfa Romeo c’è ancora, tutt’ora e continuera ad esistere. Ed è questa la cosa che sta sopra tutti i modelli, e questo nn va mai dimenticato. Pena: i tedeschi superano Alfa Romeo, 1-0. Ma la partita nn è finita. Quindi in bocca al lupo!
Un saluto!
P.S. Come trovi l’utimo spot della Audi, quella del cubo?
settembre 18th, 2009 at 10:32
Ma è copiata da quella della nike, pure il pay off è identico. Ma che pena!
settembre 19th, 2009 at 18:26
@ paolo
è consuetudine di stv e di alfa romeo.
anche la precedente x mito era copiata da una vodka.
pena gli stv e pena gli alfa romeo che si fanno abbindolare