Archivi per luglio, 2009

Europa, stampa

DEVK

Carini i tre soggetti stampa che la società di assicurazioni tedesca DEVK ha mandato on air grazie alla collaborazione dell’agenzia Grabarz & Partners di Amburgo.

A prima vista sembrano dei noiosissimi grafici, ma ingrandendo l’immagine…

devk2

 

Di seguito gli altri due soggetti.

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lug  09
31
alle 06:00
da nyky

4dummies, America, tv

Michael Jackson: lo spot Pepsi 1984 che ha fatto la storia

Era il 1984 quando Michael Jackson si esibiva nel video-spot per Pepsi. Un ingaggio iniziato l’anno prima che ha segnato la storia del cantante e della bibita.
Il 27 gennaio, infatti, durante le riprese delo spot che trovate di seguito, a causa di un errore pirotecnico, Michael Jackson prese fuoco.

Ottenne per l’incidente un risarcimento dalla Pepsi di un milione e mezzo di dollari, che donò Brotman Medical Center a Culver City (il centro, ora, si chiama Michael Jackson Burn Center).
Eccovi il video in cui il cantante resta ustionato:
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lug  09
31
alle 03:00
da magda (meghi)

Italia, tv

Fox Retro, i provini delle serie anni ‘80

La campagna di comunicazione dedicata a Fox Retro, di cui vi ha parlato meghi qualche giorno fa, è integrata da dei video in onda sui canali Sky e dedicati a degli ipotetici e surreali provini per le serie tv degli anni ‘80.

 

La produzione è a cura di Twister.

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lug  09
31
alle 03:00
da nyky

Ultimo commento:

di Davide il 01/1/70

Sono vermanete tristi

Europa, ambient, brand-new, guerrilla, social

AVON: Nascosta nella doccia contro la volenza domestica

Molto suggestiva l’iniziativa messa in piedi dall’agenzia slovacca Vaculik Advertising per l’associazione AVON contro la violenza domestica.
In pratica una donna rannicchiata in una doccia o in un armadio rappresenta tutto il terrore e lo sconforto di chi vive quotidianamente il disagio dentro casa.
hiding_avon
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lug  09
31
alle 08:00
da magda (meghi)

Ultimo commento:

di carmen il 01/1/70

Bella davvero. Semplice e d'impatto.

Africa, Asia, stampa

Dunlop

L’ultima campagna stampa Dunlop è decisamente carina.

 

stolen2009

 

Molto meno entusiasta può essere invece il giudizio sulla sua originalità, dal momento che 10 anni fa era stata proposta un’idea praticamente identica.

 

E’ bene sottolineare però che si trattava delle stesso brand, di conseguenza più che di plagio si dovrebbe parlare di riciclaggio, anche se le agenzie sono diverse.

 

Nel primo caso, infatti, si tratta della Impact BBDO di Dubai, mentre nel secondo (di seguito) della sudafricana FCB

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lug  09
30
alle 06:00
da nyky

Ultimo commento:

di Piero il 01/1/70

bell'annuncio. Peccato per la copia. Certo che lo scatto originale fa abbastanza caghè.

4dummies, Italia, no comment, tv

Claudio Serao e il ristorante La Perla: uno spaccato di vita

Claudio Serao, comico partenopeo, è testimonial del ristorante La Perla in provincia di Napoli.
Un video in stile cabaret e assolutamente demodè, in onda sulle reti televisive locali, che ben rappresenta la realtà cui è rivolto.
E allora ve lo riproponiamo, giusto per “motivi di studio”:

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lug  09
30
alle 03:00
da magda (meghi)

Ultimo commento:

di   La babysitter secondo Ché by Advertising e Realizzazione Siti il 01/1/70

[...] Claudio Serao e il ristorante La Perla: uno spaccato di vita [...]

Europa, social, tv

L’abuso di alcolici visto dal Belgio

kiss

In Belgio si è deciso di sensibilizzare la popolazione in merito all’abuso di alcolici, attraverso un video piuttosto forte e per alcuni versi,  è proprio il caso di dirlo, ributtante.

 

Se avete fegato potete guardarlo di seguito.

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lug  09
30
alle 12:00
da nyky

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di McMolly il 01/1/70

Non è male, gioca bene sull'ironia e strappa un sorriso ma come Elgrana sono dubbioso su quanto ...

Asia, affissioni

I pennarelli indelebili Camlin

La Lowe di Bombay ha creato questa interessante affissione per la promozione dei pennarelli indelebili Camlin.

camlin-billboard-really-permanent

Il dubbio, a guardare l’operazione,  è che i tre uomini possano essere scambiati pr semplici attacchini invece che essere riconosciuti come imbianchini pulitori intenti a ridipingere di far tornare bianco il cartellone.

 

via

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lug  09
30
alle 12:00
da nyky

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di nyky il 01/1/70

Grazie Giulio, piccola svista. Post modificato!

studi

Previsioni a 5 anni della Forrester per l’interactive marketing

forresterLa spesa per l’interactive marketing nel 2014 si aggirerà intorno ai 55 miliardi di dollari e rappresenterà il 21% della spesa generale in comunicazione, mentre oggi ne rappresenta appena il 12%.
Tra cinque anni la pianificazione media prenderà sempre più le distanze dai media tradizionali per rivolgersi ai motori di ricerca, al display advertising, all’email marketing, ai social media, e al mobile marketing.
Una vera e propria cannibalizzazione che avrà come conseguenza una riduzione del budget generale destinato a marketing e comunicazione e alla morte delle agenzie che non riusciranno a stare al passo coi tempi.
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lug  09
30
alle 08:00
da magda (meghi)

interviste

Paolo Iabichino: considerazioni sui Social Networks

community_feticcio

 

Il nostro amico Paolo Iabichino ci ha inviato un suo interessante articolo pubblicato ai primi di luglio su Nòva24.

 

Si tratta di alcune considerazioni sulla corsa smodata all’utilizzo dei social network come nuovo canale di comunicazione per le aziende.

 

Quello che vale la pena notare è il fatto che, soprattutto nel mercato italiano, sono poche le società che fanno dei nuovi media un uso accorto.

 

In generale, si assiste ad una netta e profonda separazione tra chi si tiene assolutamente lontano dagli strumenti del web 2.0 e chi ne fa un uso smodato, quasi a voler dimostrare la propria vicinanza all’evoluzione della comunicazione, senza chiedersi quanto l’efficacia dello strumento possa ripagare l’investimento di tempo e denaro sostenuto.

 

Mentre la celebrazione di Twitter sulla recente copertina di Time si prepara a diventare il nuovo feticcio 2.0 di quanti aspirano a cambiare il mondo con i social network, Facebook si trova a valutare una nuova offerta economica di oltre 200 milioni di dollari per cedere quote al gruppo russo d’investimenti DTS.


Non più di qualche mese fa Advertising Age ha salutato l’elezione di Barack Obama nominando il suo team Marketer of the year per l’abilità nell’orchestrare la sua campagna elettorale attraverso la fitta rete di personal media dei suoi sostenitori.

La tesi degli entusiasti è che il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America sia riuscito a usare Internet per dialogare in tempo reale con i suoi elettori. Per quanto non si possa negare l’importante segnale di rinnovamento, faccio fatica a pensare Obama impegnato nella conversazione con gli oltre due milioni di fan che la sera prima del voto che la sera prima del voto popolavano la sua pagina Facebook. Mentre ritengo che attraverso l’uso magistrale della Rete sia riuscito nell’impresa di creare un’immensa piattaforma di comunicazione tra le persone.

Da qui, però, si è come legittimata una nuova corrente di pensiero economico definita “Obamanomics” e dall’America si sta affacciando un marketing inedito e dai titoli prodigiosi. “Facebook Cash Flow” la cui promessa serve a toglierci ogni dubbio sui suoi intenti: “The secret of making money on Facebook”. E ancora, “Facebook marketing”, “Facebook marketing for dummies” o “Facebook Marketing Secrets – How to monetize from the worldʼs most popular social networking site”, per citare solo alcuni dei titoli pubblicati nell’ultimo periodo.

Da più parti si rincorrono i social network come frontiera del marketing e della pubblicità. Il gruppo su Facebook è il nuovo mantra che popola i brief, arricchisce i piani media, dribbla la sofferenza dei canali tradizionali e fa curriculum.

Si sono moltiplicati gruppi e richieste di amicizia da parte di marchi e prodotti che contano le teste sui social network con le logiche con cui si compra la readership di un periodico, l’OTS (Opportunity To See ndr.) di un’affissione o i numeri della cara e vecchia Auditel che ancora legge i dati d’ascolto delle nostre trasmissioni televisive. E cominciano a nascere prezzolati consulenti e personal assistant per vip che provano a batter cassa su Facebook, Twitter o YouTube, senza sfiorare una tastiera, ché tanto c’è chi lo fa in nome e per conto.

Forse non abbiamo ancora imparato le dinamiche che regolano queste piattaforme. Le tante, tantissime, persone che partecipano ai social network condividono la propria vita con diversi livelli d’intimità, ma diffidando delle intrusioni non richieste. Altrimenti la logica è quella dell’interruzione televisiva. Accettano quelle marche che appartengono già al proprio immaginario ed è naturale che ci siano milioni di persone intorno a icone come Nutella o Coca-Cola, ed è altrettanto naturale ignorare “amici che potresti conoscere” laddove questi sono marchi e prodotti per nulla rilevanti e pochissimo preoccupati di aprire una reale conversazione.

Non dobbiamo contare il numero dei fan che scelgono di avere un marchio tra le proprie amicizie, perché sarà molto più interessante capire come coinvolgere questo pubblico in maniera aperta e disinteressata. Altrimenti è spam.

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lug  09
29
alle 06:00
da nyky

Ultimo commento:

di Iabicus il 01/1/70

Grazie H. Il tuo commento è più che mai attuale, ivi incluso il finale berlusconiano... ;-)