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Un “originale” paradiso terrestre

Devo ammetterlo. Questo video mi ha strappato un sorriso.

Si tratta di uno spot realizzato dalla DDB di Amsterdam per la Centraal Beheer, compagnia olandese di assicurazioni che negli ultimi anni si è fatta notare proprio per i commercial televisivi ironici.
Anche se questo video non è mai stato ufficialmente mandato in tv, sul web spopola.
Ergo, operazione riuscita!

via, via

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giu  08
5
alle 03:00
da meghi

Ultimo commento:

di Andrea il 01/1/70

sì gio, è così che nascono i bambini...attenderò.


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19 Commenti to “Un “originale” paradiso terrestre”

  1. StakaStagista dice:

    Eh già…chi se lo sarebbe mai aspettato un finale così! Forse avrebbe avuto successo anche in tv, chissà!

  2. Andrea dice:

    Davvero simpatico…però raga mi dite cosa diavolo c’entra un’assicurazione??? Poteva essere per qualunque altro brand, qualunque altra categoria di prodotto. Ottimo esempio di brand dis-integrato nell’advert.

  3. Eugenio dice:

    Andrea, non sono d’accordo.
    Il claim parrebbe essere: Expect the un-expected, o anche “quando sei senza altre soluzioni”, visto che si assume che Adamo sia l’uni…ehm…”uomo” sulla terra.

  4. Andrea dice:

    Eugenio scusa ma QUALE CLAIM? E se anche il claim fosse quello, io lo troverei comunque troppo slegato dall’idea creativa perchè “l’aspettarsi ciò che non ti aspetti”, se riferito ad una compagnia assicurativa, mi richiama comunque alla mente un danno concreto, un incidente, un infortunio fisico…e non l’incontro con un Adamo-gay che al massimo, in quel contesto, può giusto essere visto come un “problema” ma esattamente come bruciare l’arrosto, essere mollati dala tipa o l’arrivare in ritardo ad un appuntamento (tutte cose con le quali le assicurazioni hanno ben poco a che fare)! Io rimango dell’idea che l’adv, che tanto attira l’attenzione, fà branding pari a zero assoluto…anzi è slegato sia dal brand specifico che dall’intera categoria che sponsorizza.

  5. Spike dice:

    Simpatica, anche se anche io mi sono chiesto cosa centrasse con le assicurazioni

  6. zardo dice:

    Te la guardi, ti fa ridere, ti chiedi cosa centra con le assicurazioni. Con le assicurazioni. Cosa centra con le assicurazioni.

    E dite che è slegata? Forse è vero. Ma chissenefrega se è slegata. No?

  7. Andrea dice:

    zardo scusa ma il tuo ragionamento non funziona: ci siamo chiesti tutti cosa c’entrasse con le assicurazioni soltanto perchè era scritto chiaro e tondo nel POST (che si trattava di una compagnia assicurativa) ma questo significa semplicemente che, se avessimo visto lo spot in TV, NESSUNO si sarebbe ricordato che era per una compagnia di assicurazioni! Dici “chi se ne frega che è slegata”…bè credo che sia paradossale per una pubblicità non essere legata al brand (della serie “cosa la fai a fare???”).

  8. zardo dice:

    Il fatto che sia la pubblicità di un’assicurazione non è scritto solamente nel post ma compare anche la termine della pubblicità. E comunque siamo qui a parlarne e magari ne parlano anche in qualche blog olandese – non credo sarebbe così assurdo – e quindi secondo me la pubblicità in questione sta funzionando. Poi ci sono molti esempi di pubblicità molto slegate dal brand (penso alle pubblicità delle sigarette nei paesi in cui non possono comparire le immagini delle sigarette stesse…)

  9. Andrea dice:

    zardo guarda, che il brand compaia al termine della pubblicità ha un valore pari a ZERO…in ogni pubblicità c’è il brand che compare alla fine, allora avrebbero tutte un branding eccezionale! Studi più che validi confermano invece che il branding non dipende nè dal numero di volte che mostri il brand, nè dal tempo totale in cui lo mostri. Noi ne parliamo perchè siamo “del settore”, sfido chiunque a dire che ne sta parlando il target in Olanda (come non ne parlerebbe qui).

  10. Anonimo dice:

    “Studi più che validi confermano invece che il branding non dipende nè dal numero di volte che mostri il brand, nè dal tempo totale in cui lo mostri.”

    Questa mi sembra un’affermazione più che azzardata Andrea.

  11. Andrea dice:

    nyky, trattandosi di uno studio fatto a livello MONDIALE, da chi per lavoro si occupa di MISURARE L’EFFICACIA DELLE PUBBLICITA’, avevo già fatto in passato questa “affermazione”…ma allora non ero stato ripreso. Devo per forza citare la fonte?

  12. Anonimo dice:

    Beh, considerando che il 99% delle aziende continua ad inserire il proprio brand in chiusura degli spot ed a mandarli on air parecchie volte al giorno per settimane…

  13. Andrea dice:

    Il brand in chiusura lo si inserisce quasi per consuetudine quando ormai qualunque agenzia pubblicitaria sa che il difficile (e il segreto del tutto) è integrare il brand nella creatività (e non mostrarlo mille volte). Per quanto riguarda il “quanto mostrare il brand” io non mi riferivo a quante volte vai on-air (per carità, quella è pianificazione media, ben altra cosa) ma a quante volte mostri il brand nella stessa pubblicità o per quanti secondi mostri il brand nello stesso adv.

  14. gio dice:

    anch’io voglio fare il tuo lavoro andrea!
    come si fa??!

  15. Andrea dice:

    gio…si viene qui, si sparano quattro stupidate a caso, si passa da saccenti odiosi ed arroganti ed il gioco è fatto!
    :-) dimenticavo…devi avere anche ironia!

  16. gio dice:

    forse non ho capito che lavoro fai allora
    :-D

  17. Andrea dice:

    gio dai, stavo scherzando. Se ti interessa davvero (ma era un lavoro che facevo…adesso faccio qualcosa di simile ma assieme ad altri) dimmelo che magari ne parliamo.

  18. gio dice:

    certo che mi interessa!
    ora spotanatomy provvederà a far incontrare le nostre mail, giusto?

    ;)

  19. Andrea dice:

    sì gio, è così che nascono i bambini…attenderò.

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