4dummies

Stihl, la sega del ponte

Visto che l’argomento sembra destare interesse, continuiamo a dare rilevanza alle vostre segnalazioni in materia di campagne ambient originali e ben riuscite.

Ancora h come account segnala la realizzazione della neozelandese DDB come bell’esempio di fantasia e semplicità.

Voi che ne pensate?

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set  08
8
alle 06:00
da meghi

Ultimo commento:

di h come account il 01/1/70

Lys,

mi trovi completamente d'accordo, anche se non possiamo saperlo con precisione.
L'unica rif...


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4 Commenti to “Stihl, la sega del ponte”

  1. zardo dice:

    Bella ma… c’è qualcosa che non mi convince. La strada è a senso unico e le auto passano sotto il ponte nel verso opposto a quello in cui si vedrebbe la pubblicità. Insomma al massimo la vedono negli specchietti ;)

  2. h come account dice:

    Ottimo Zardo,

    però mi piace pensare che possa essere bifacciale oppure si esponga su un grande incrocio….certo il fotografo poteva rendergli un po’ più di merito.

    Comunque sia, basta un niente per disintegrare l’efficacia di una buonissima idea.

  3. Lys dice:

    Giusta l’osservazione di Zardo.
    Io ne aggiungerei un’altra: guardando l’immagine a definizione più alta presente sul sito “adsoftheworld” (http://adsoftheworld.com/media/ambient/stihl_train?size=_original) mi sembra che il traliccio metallico sulla destra (fra il locomotore e la scritta della pubblicità) segua una prospettiva diversa (diciamo all’incirca da un’altezza pari a quella del ponte) e rappresenti anche un ambiente diverso da quello reale (si dovrebbe vedere una parete di lamiera analoga a quella “tagliata”), quindi mi sembrerebbe fotografato e appiccicato lì.

    Invece sulla sinistra sembra che stia effettivamente passando un treno perchè si intravede un ritaglio di container “mosso” fuori dal ponte.

    Insomma: non ho capito se il treno che si vede nel cartellone è una foto o un treno reale che sta passando. Credo però che sia vera la prima… quindi cadrebbe un po’ tutto il discorso di “integrazione con l’ambiente”.

    Anzi, a quel punto nel finto ritaglio ci potevano mettere qualcosa di completamente diverso e suggerire l’idea della sega “magica” che schiude le porte su altre realtà (e magari con corredo di donnine discinte che, si sa, piacciono molto a quelli che si comprano le motoseghe ;) ).

  4. h come account dice:

    Lys,

    mi trovi completamente d’accordo, anche se non possiamo saperlo con precisione.
    L’unica riflessione che ho da fare è che lo “Special outdoor” spesso confuso con “l’ambient” non richiede necessariamente l’utilizzo fisico della cornice ambientale in cui è inserito ma piuttosto una decisa integrazione con il contesto.
    Che sia ritagliato o meno, l’annuncio obbliga il fruitore ad una “materializzazione” vera e propria del messaggio. Certo più lo si riesce a fare “fisicamente” e meglio è ma il punto cruciale è: l’outdoor deve sovrastare e/o invadere l’ambiente o ne deve sfruttare gli elementi e integrarsi?
    E’ una materia incredibilmente interessante e appassionante che forse meriterebbe una rubrica tutta per se.

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