Pringles: un excursus sulla comunicazione (parte seconda)
Continuiamo a parlare di Pringles perchè la comunicazione dell’azienda ha spaziato negli anni in diverse direzioni.
Dopo una virata stretta verso un target molto giovane, nel 1986 il lancio di un nuovo gusto ci mostra la scelta di ridurre l’eccessiva targetizzazione del prodotto. Nello spot compaiono giovani e meno giovani in egual misura; insomma, si punta a dare alle Pringles una connotazione generalista.
Il prodotto piace (e deve piacere) a tutti, grandi e piccini, grassi e magri, sportivi e pantofolai.
Nel 1989 poi, arriva il momento di legare il prodotto ad un preciso “mood” e ad uno stile di vita.
E’ il divertimento a farla da padrone, rappresentato mixando musica, scene veloci e ragazzi scanzonati; tra i quali spicca un giovanissimo Brad Pitt.
I diversi stili di comunicazione adottati dall’azienda, sono diventati un case study per l’introduzione del prodotto negli altri paesi del mondo. In parecchie nazioni, infatti, è stato l’ultimo filone quello seguito da Procter&Gamble per il lancio del prodotto.
Molti ricorderanno il primo spot italiano, molto molto simile a questo:
E con questo credo sia tutto.
da nyky
Ultimo commento:
di Manuel il 01/1/70
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giugno 6th, 2008 at 09:51
Ogni volta che leggo “pringles” mi viene in mente un’inchiesta di Rai2 sulle patatine fritte: la pringles è stata l’unica azienda tra quelle interpellate a non permettere l’ingresso delle telecamere nella linea di produzione. C’è da chiedersi come e con che le fanno. Sono fuori tema, lo so, ma è informazione.
Patrizia
giugno 6th, 2008 at 11:34
Patrizia, per forza: le Pringles sono una porcata pazzesca…quando un prodotto è troppo bello non è mai buono/salutare (dal gelato, alla marmellata, alle patatine), non c’è nulla da fare. Le Pringles sono ricavate da un pappone a base di farina di patata, poi mischiato con svariate sostanze dai nomi poco simpatici ed infine stesa e cotta a FORMA di patatina “vecchio stile”. Ho detto tutto.
giugno 6th, 2008 at 15:06
noooo maledetti perchè avete detto queste cose???? rimarranno per sempre nella mia mente!! come farò a mangiare tubi interi e poi regolarmente sentirmi male senza pensare a queste cose?! vi odio
giugno 6th, 2008 at 16:08
Badessa ah ah…purtroppo è la realtà contro la quale ci scontriamo ogni giorno quando compriamo CIBO. Mi rimarrà sempre impressa la descrizione del VERO GELATO ARTIGIANALE: hai presente quanto ci risulti invitante quel gelato dai colori vivaci, che straripa nella vaschette perchè ha una consistenza incredibilmente densa e che non si scioglie subito quando lo metti sul cono? Ecco, il vero gelato artigianale è esattamente l’opposto: PALLIDO (di qualunque gusto esso sia), si SCIOGLIE al volo e soprattutto è perfettamente livellato nella vaschetta perchè sennò colerebbe giù. In altre parole: il meno invitante è il più buono/salutare. E le patatine non sono da meno.
giugno 18th, 2008 at 18:21
sapevo che le Pringles sono fatte dauna società farmaceutica tedesca(spero non la Bayer, che faceva pure i gas stira-ebrei nella WWII), e che alcune sostanze che contenogno servono proprio a dare “dipendenza di gusto”.
Avete presente quella sensazione come se della roba appiccicaticcia(ma buona) ti rimanesse lungo l’esofago mentre le mangi e l’incredibile voglia di papparne ancora che ti viene? dovrebbe essere quella.
“Once you pop, you can’t stop!”