Pepsi: si cambia, a partire dal logo

Pepsi sta vivendo una fase di profondo cambiamento dovuta ad una situazione difficile (nel solo mercato americano le vendite sono calate del 3%).
Nei prossimi tre anni verranno investiti 1,2 miliardi di dollari nella revisione delle strategie di marketing, della comunicazione e del merchandising.
Il primo segno di cambiamento sarà evidenziato dalla modifica del logo, la cui fascia bianca assumerà un aspetto più curvilineo andando ad accennare un sorriso.
Sorriso che si farà più evidente su Diet Pepsi per poi diventare una risata per Diet Pepsi Max.
Quanto ciò possa giovare al brand, in questo momento non è dato saperlo.
da nyky
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ottobre 23rd, 2008 at 14:24
orribile!
e assurdo anche che il logo cambi a seconda del prodoto su cui sta apposto. il logo è il logo, punto e basta, e DEVE rimanere sempre quello
questi della pepsi c’hanno il cervello che gli rutta (Cit.)
gennaio 12th, 2009 at 18:06
Beh, cominciamo col dire interessante, che in realtà vuol dire poco o niente!
Che dire, il logo è uno di quegl’elementi che dovrebbero essere “statici” anche quando vogliono essere dinamici ed espressivi. Voglio dire che se noi il logo lo volessimo considerare una firma, un timbro di garanzia, un richiamo, e chi più ne ha più ne metta, in questo caso non ci siamo.
Anzitutto non ci siamo perché questo sorriso a me sembra quasi antipatico. Possiamo considerare la cosa però come altamente soggettiva e quindi passarci sopra.
Ma in secondo luogo non ci siamo perché in questo modo “pepsi” rischia di frammentare la sua identità visiva perdendo così impatto ed identificazione, cosa assolutamente grave. Ma come si fa non pensare che così si mette a repentaglio la capacità di richiamo di un logo che già sta perdendo colpi????!!!
Personalmente mi meraviglio.
Secondo me stanno facendo il classico errore che secondo me alla pepsi è imperdonabile: partire dalla superficie, ossia dalla pubblicità (comunicazione).
Beh, avrei molto da dire a riguardo, ma il mio tempo stringe.
Saluti,
Gazmend.
gennaio 29th, 2009 at 13:36
Sottoscrivo quanto detto… al limite dell’assurdo!