achtung!

Panadol: ai ripari!


Dite quello che volete, ma io questa la trovo davvero geniale!

L’idea è della sede Ogilvy & Mather di Singapore

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mag  08
9
alle 06:00
da nyky

Ultimo commento:

di alessandra il 01/1/70

come enrica, sono donna anch'io e da donna mi sono fatta pure una risata... non vedo assolutament...


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18 Commenti to “Panadol: ai ripari!”

  1. mauri dice:

    Standing ovation!

  2. Hargo dice:

    Ready to Cannes festival

  3. zardo dice:

    Davvero splendida… leggermente maschilista, ma forse è proprio questo che la rende geniale!

  4. Andrea dice:

    Ecco è quando sento citare Cannes per pubblicità come questa che mi convinco sempre di più dell’inutilità nel ricorrere continuamente alle premiazioni, ai leoni, per decretare le pubblicità di successo. Questo AD a mio avviso strappa un semplice sorriso (ai maschi) e muore dopo un solo secondo. Anzitutto non mi piace la plasticità dell’ambientazione (spero sia stata voluta) ma quell’erba, quello steccato e tutto il resto sembrano un plastico della MiniItalia e ciò rende il tutto semplicemente FINTO. Inoltre, a incrementare il finto c’è anche il prodotto stesso perchè nonostante sia stata ingigantita la scatola (non so se avete idea, in proporzione, di quanto siano surreali le dimensioni di quella scatola!) resta comunque sacrificato poichè l’idea creativa imponeva di raffigurare una situazione complessa. Per finire, santo cielo, c’è puzza di maschilismo a non finire: le donne adducono spesso la scusa del ciclo per giusitificare il loro malumore…ma di certo non per questo si sentono delle mine vaganti e soprattutto, secondo voi, quando una donna pensa ai suoi dolori mestruali pensa forse a farseli passare per fare contenti i maschietti che ha intorno? Non pensa forse a levarsi semplicemente dalle palle un problema per poter fare il cavolo che vuole? Ma dai.

  5. Hargo dice:

    Andre’, ma rilassati!
    Che c’hai le cose tue pure tu?? Panadol! :)

  6. Andrea dice:

    Hargo ma no è che qui non fanno altro che criticare ogni benedetta pubblicità, sempre dicendo che i leoni sono destinati a ben altre creatività e dopodichè uno vede questa vaccata e sente dire “standing ovation, miracolo, Cannes…”, a me cascano le…braccia.

  7. mauri dice:

    Questa è una stro… ma anche un’ideuzza, un concetto o pregiudizio che dal punto di vista maschile strappa un sorriso e secondo me anche qualche femminuccia autoironica. Perchè non lodare il coraggio di chi ha proposto al cliente una vaccata del genere? E il coraggio del cliente di averla accettata? Applusi per questo. Poi tecnicamente lascia a desiderare, pessimo photoshop direi, la facevo meglio col paint!

  8. Andrea dice:

    Mauri, bè se come dici anche tu questo spot strappa giusto un sorriso ai maschi e a QUALCHE femminuccia…e se pensiamo che è dedicata alle DONNE…abbiamo già dato la risposta sull’efficacia di questo ad. Allora torniamo alla solita questione: a Cannes devono vincere pubblicità che fanno il loro porco dovere (brand awareness e al limite incremento del trial, delle vendite) oppure semplicemente le pubblicità geniali, che fanno ridere o che sono trasgressive? Io credo che si possa fare entrambe le cose…e non con questo adv di certo.

  9. mauri dice:

    Tutti aspirano a vincere il campionato, ma c’è chi si accontanta di una salvezza. A parte la realizzazione, questo ad per l’idea si salva.
    Anche per l’efficacia, non direi che si tratta di un buco nell’acqua perchè a volte il gentil sesso riconosce lo stato battagliero e terroristico di quei giorni lì e questo qui sopra è un modo ironico ed esagerato di affrontare un tema che i concorrenti prendono con troppa cautela.
    Insomma non è un capolavoro, ma vedo qui un modo nuovo e in quanto nuovo è sì creativo.

  10. Andrea dice:

    Mauri lo so che a volte il gentil sesso riconosce questo suo limite…ma secondo me se proprio si voleva giocare su questa cosa bisognava puntare sull’aspetto “egoistico” del problema, ridando autonomia e libertà alla donna (e non ulteriore dipendenza dalle necessità del maschio!). Un esempio molto valido, fatto per il sesso maschile, a mio avviso è quello della schiuma da barba della Nivea: il tizio si rade ma, scoprendone il piacere, finisce col radersi anche tutta la testa..in più se ne esce dal bagno tutto soddisfatto sotto gli occhi increduli della fidanzata, con un’aria del tipo “faccio quello che mi pare e me la rido anche”. Capisci? In questo modo si parla del prodotto (piacere della rasatura) ma si gioca anche sul ruolo dei due sessi, in modo favorevole al target (e non al sesso opposto a quello del target).

  11. mauri dice:

    Andrea devo ammetterlo. Alzo la manina e dico “non ho capito”.
    Non ho capito cosa intendi per aspetto egoistico del problema.
    Dove l’autonomia perduta e la libertà negata alle donne? Cioè sono concetti che possono convincere clienti e vendere loro un qualsiasi ad, ma detto con parole semplici? Ma che ruolo gioca l’uomo qui? Non lo vedo come una questione di genere, solo femminile, visto che “eventuali” malumori di una donna in quei giorni lì investono la totalità la popolazione mondiale, che si relaziona a questa.
    Non ho presente lo spot a cui ti riferisci ma se riassumendo quanto hai detto, per come io l’ho inteso, l’autonomia dell’uomo sta nel raderci tutti perchè ci pare, allora voglio una donna capo del governo!
    Tirando in ballo un altro articolo simile, vogliamo parlare della veejay che fa la ruota? Classica situazione tipo di una donna moderna (sono ironico).

  12. Andrea dice:

    mauri intendo semplicemente dire che è più appannaggio maschile (che non femminile) dire “ha il ciclo, stiamo alla larga!” e non a caso i soggetti rappresentati sono tutti uomini (e perchè proprio l’idea della polizia e non un visual con altre persone, anche di sesso femminile, che stanno alla larga, comunicato usando un’altra metafora?). Insomma sembra quasi che la donna debba usare il farmaco per piacere al sesso maschile e per questo motivo secondo me l’adv è poco in linea col target cui si rivolge. Sarebbe più in sintonia con la donna se si focalizzasse su quello che il farmaco può fare per la donna stessa, il rischio ovviamente, come dici tu, è quello di esagerare e riproporre la tipa che grazie all’assorbente si lancia dall’aereo…ma io parlo di benefit più sottili, anzi, comunicati in modo più sottile e l’esempio di Nivea Man secondo me lo fà. Non si mostra un uomo che, grazie alla rasatura, esce di casa e cucca 10 donne strafighe…e credimi che, checchè se ne dica, l’uomo che (in una coppia affiatata) decide istintivamente di radersi la testa, senza alcun “preavviso”, è sì una dimostrazione di libertà maschile! Ora non direte tutti che voi con la tipa fate tutto quello che vi passa per la testa, senza mai nemmeno discuterne prima, vero???

  13. Anonimo dice:

    Io sento spessissimo donne che dicono: “Stammi alla larga, oggi c’ho il ciclo.”
    In maniera semiseria, con il sorriso sulle labbra ma consapevoli che talvolta la cosa corrisponde a verità.
    Di conseguenza non fatico a supporre che questo visual le possa far sorridere, piuttosto che far pensare loro: “Ma guarda te che maschilisti questi di Panadol”!!

    Ripeto che secondo me funziona fantasticamente!

  14. Enrica dice:

    Sono una donna e questa pubblicità mi ha strappato più che un sorriso!
    Secondo me è ironica al punto giusto e non è affatto maschilista.

  15. Anonimo dice:

    Perché ho sempre ragione?
    Perché??
    :-)
    Ovviamente scherzo… stasera mi sento ilare!

  16. mauri dice:

    Il messaggio qui non è l’uomo poliziotto che dice di usare il farmaco perchè tu donna mi devi piacere e non ti devi lagnare, ma qui sono le forze dell’ordine che mandano il robot a disinnescare una bomba pronta a esplodere. L’effetto “caricatura” sommato all’esagerazione della situazione è divertente.
    Al target donna viene detto che se ti rendi conto che stai tanto male da esplodere, per il bene della società usa queste compresse.
    Continuo a non vedere una questione di genere.

  17. Andrea dice:

    mauri, ecco è proprio questo “per il bene degli altri” che dici tu che a me convince poco nel senso che, essendo il ciclo un “problema” estremamente personale, penso sarebbe stato molto più efficace stressare (sempre ironicamente) un beneficio ego-riferito del farmaco (e non riferito principalmente alla collettività). Questione di gusti comunque.

  18. alessandra dice:

    come enrica, sono donna anch’io e da donna mi sono fatta pure una risata… non vedo assolutamente il problema che pone andrea

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