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Osho Kivani. Meditation school

Come rappresentare un centro di meditazione se non con il classico “terzo occhio”?

Ma la vera sfida è farlo in maniera chiara e orignale.

Ci ha pensato Fabio Milito, che per conto della Leo Burnett Italia ha realizzato questo visual.

Bello davvero, tanto che è stato candidato per l’annuale Festival di Cannes.

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giu  08
18
alle 03:00
da meghi

Ultimo commento:

di Alessio Jacona il 01/1/70

@ terrarossa

in quale paese al mondo io, dovendo dare o riferire una notizia di pubblico dominio...


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17 Commenti to “Osho Kivani. Meditation school”

  1. Badessa dice:

    ahahah bellissimo!!!!!

  2. zardo dice:

    Super! Se solo riuscissi ad indossare quelle maledette lenti a contatto… Forse seguendo i consigli del centro di meditazione a questo punto potrei farcela! :-)

  3. Andrea dice:

    Davvero azzeccato, non ho capito però perchè non usare il visual dei semplici occhiali da vista…oggetto ancora più noto e condiviso rispetto ai porta-lentine, pertanto più immediato, no?

  4. Gluca dice:

    ..e io che ho la vista di un falchetto? non conoscevo prima d’ora le custodie per lenti a contatto…ci sono arrivato solo dopo aver letto la risposta di zardo…ma probabilmente sono solo ignorante… :-(

    …adesso che l’ho capita dichiaro: davvero bellina simpatica ed ironica!

    ..anche se il terzo occhio penso abbia più a che fare con la chiaroveggenza piuttosto che con la meditazione e la liberazione dell energia…o forse mi sbaglio…?

  5. gio dice:

    La scelta del portalentine è adatta per due motivi, a mio avviso:
    1)Il terzo occhio, secondo la tradizione meditativa, è di colore bianco (il contenitore quindi richiama l’idea);
    2)il terzo occhio è una struttura energetica non sempre cosciente ma che viene attivata solo in particolari occasioni (proprio come le lentine, gli occhiali non avrebbero reso l’idea forse).

    Troppo figa questa, speriamo vinca!

  6. Andrea dice:

    ma scusa gio: “colore bianco”, “struttura energetica non sempre cosciente”…ma dobbiamo parlare alla gente o agli studiosi di mitologia? Immediatezza, immediatezza a costo di essere un pò più “approssimativi”.

  7. gio dice:

    il mio era solo un tentativo di spiegazione un po’ più tecnica di un visual (poi sinceramente non so nemmeno se è giusta, chissà se Fabio Milito ha pensato davvero a tutte queste cose mentre creava questa pubblicità ;) ).
    penso che chi conosce il “prodotto” capisca immediatamente il visual, chi non lo conosce quanto meno rimane incuriosito da un’immagine così particolare e un pò criptica… non credi?

  8. Spike dice:

    La Leo Burnett non si smentisce mai!!!

  9. Leo dice:

    E’ sempre bello vedere che non ci siano in giro solo venditori di mortadella fragrante, profumata e appetitosa.

  10. Andrea dice:

    Leo, detto così sembra quasi meglio la mortadella però!

  11. Leo dice:

    Andrea, non ne avevo dubbi!!!

  12. Miguel dice:

    Ma siete stati autorizzati ad utilizzare il nome “Osho Kivani” ?

    Forse non lo sapete ma il centro esiste veramente.

  13. Anonimo dice:

    Ma dai Miguel!
    pensavo fosse un caso che sotto la pubblicità oggetto del post ci fosse il riferimento a Osho Kivani! Ma invece è proprio una campagna pubblicitaria del centro!!!

  14. lupetto dice:

    Sì. il suo sito è http://www.kivani.com

  15. terrarossa dice:

    @meghi
    non so se il tuo è un commento sarcastico, comunque Kivani NON HA MAI AUTORIZZATO l’utilizzo del nome. Meglio: NON E’ STATO INTERPELLATO.

    Ma tanto in Italia si fa così, anzi si fa così in tutto il mondo…

  16. Anonimo dice:

    @ terrarossa:

    Come fai a sapere che non è stato interpellato? Lavori lì? Se è così, ma anche se non è così, forse non hai dimistichezza con i blog (ma non hai neanche perso tempo a leggere il post)e allora provo a spiegarti io che:
    1. il nome non l’ho usato io, ma il manifesto pubblicitario che ho riportato
    2. per la realizzazione di questo manifesto sono stati spesi non pochi soldi visto che il mandato è stato dato ad una delle più grandi agenzie pubblicitarie italiane
    3. parlandone, e pure bene, non ho fatto altro che un favore alla Kivani che ha avuto ulteriore pubblicità
    4. esatto, in tutto il mondo si parla di cose pubbliche, anche di quelle appositamente realizzate per fare pubblicità

    Quindi, certo che il mio commento era sarcastico. A questo punto, spero lo fosse anche il tuo!

  17. Alessio Jacona dice:

    @ terrarossa

    in quale paese al mondo io, dovendo dare o riferire una notizia di pubblico dominio, sono obbligato a telefonare a casa dei protagonisti, “interpellarli” e chiedere l’autorizzazione a pubblicare nel mio pezzo, post, articolo i loro nomi?

    Kivani non ha autorizzato l’uso del suo nome? Quindi la pubblicità può essere guardata e il prodotto può essere comprato più e più volte (magari anche compulsivamente), purché nessuno di noi si azzardi a nominare il suo nome in vano?

    Ma che stai a dì?

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