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alle 03:00
da meghi
L’ultimo desiderio
Conosco gente (e io mi sto avviando in quella direzione) che sta seriamente valutando le opzioni menzionate in questa campagna realizzata dalla Saatchi & Saatchi di Dubai per un marchio di calzature femminili…da infarto!
feb 08
6
da meghi
Ultimo commento:
di Badessa il 01/1/70
Da amante e maniaca di scarpe la trovo molto bella.
Vero il marchio si vede molto poco ma rende i...
Vero il marchio si vede molto poco ma rende i...
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febbraio 6th, 2008 at 15:05
Nn so quanto possa influire il soggetto rappresentato con l’azienda calzaturificia ma wow!!!! Stupenda!
febbraio 6th, 2008 at 15:07
mmm…la trovo un pò troppo macabra sinceramente, bella l’idea però …
febbraio 6th, 2008 at 15:29
Secondo me è il classico advert che “non regge” per nulla: il prodotto è troppo sacrificato, e ci son troppe cose illogiche e forzate (finire in una bara troppo corta o all’obitorio in un “loculo” col buco)…credo di potesse benissimo esprimere lo stesso concetto, sempre in modo ironico, senza dover per forza ricorrere a situazioni così improbabili e non-sense.
febbraio 6th, 2008 at 15:35
…finalmente possono tornare a non essere d’accordo con Andrea!
La pubblilcità è rimasta una delle poche situazioni in cui posiamo usare il non sense….
febbraio 6th, 2008 at 15:45
eh eh gianmarco, si può fare tutto…però è inevitabile che il fruitore si ponga le domande “come ci è finita lì?” “ce l’hanno messa o era una sua volontà ?” , “è morta per aver indossato le scarpe o sono gli altri che le hanno messo le sue scarpe più belle per l’occasione”? In altre parole il fruitore NON CAPISCE, perchè questo advert non è per nulla chiaro…e il prezzo lo si paga. Contrariamente a quanto pensano in tanti, il non sense NON tiene desta l’attenzione (anzi: guardi al volo, non capisci e perciò giri pagina) e soprattutto NON agevola il ricordo (non hai capito, ti ha dato fastidio, rimuovi).
febbraio 6th, 2008 at 16:15
mi dispiace andrea, ma anch’io non sono d’accordo con te! secondo me non ce l’hai il tempo di chiederti come mai la bara fosse corta o come mai la portella della cella frigorifera avesse un buco!
a me è piaciuta e mi ha fatto sorridere! hai presente la pubblicità dell’acqua vera? il video dico, anche quella è pura fantasia… eppure mica ti sei chiesto come fanno due persone a scivolare sui polmoni…
o almeno spero!
febbraio 6th, 2008 at 16:22
Io sono d’accordo con Andrea, se meghi non avesse fatto l’introduzione io non l’avrei mai capita.
febbraio 6th, 2008 at 16:27
la penso alla stessa maniera di Andrea pure io. Oltre a trovarla un pò macabra, come ho già detto prima, non vedo l’utilità di un annuncio del genere. Non si capisce perchè la donzelle si trovino dentro ad una bara o cella frigorifera e se la scarpa è causa/conseguenza di questo stato e il perchè dei buchi.
Guardandola non mi suscita niente se non un grande un punto interrogativo per la situazione troppo assurda tanto che, a mio parere, il prodotto non ne esce per nulla bene!
poi sarò scaramantica ma una scarpa indossata ad una morta non mi invoglia all’acquisto…
febbraio 6th, 2008 at 16:36
d’ho!
io invece la vedo così: queste donzelle sapevano di essere vicine alla morte e hanno espresso il loro ultimo desiderio: invece della solita sigaretta, un paio di scarpe fighissime!
non è che ste ragazze sono morte per quelle scarpe, ma hanno desiderato essere ricordate per le loro scarpe! io la trovo carina…
febbraio 6th, 2008 at 16:43
ci sono tantissime donne il cui unico scopo è curare la propria immagine, in qualsiasi situazione. Ovviamente questa è una situazione paradossale, ma io penso che il messaggio sia “sarò anche morta, ma almeno ho le scarpe fighe”! o qualcosa di simile. Almeno è questo quello che trasmette a me.
febbraio 6th, 2008 at 16:59
“sarò anche morta, ma almeno ho le scarpe fighe” è un messaggio che mi convince. non mi convince il visual. il non sense non c’entra. era molto più semplice metterle sotto un lenzuolo con le carpe piuttosto che bucare la bara. Secondo me è una bell’idea risolta male.
febbraio 6th, 2008 at 17:00
meghi ok ha senso come dici tu, ma allora perchè la cella bucata all’obitorio? Mica uno può decidere in che cella farsi mettere e poi non esistono celle col buco…insomma è troppo forzata per me. Finchè uno la capisce ( a modo suo) può anche funzionare, ma ribadisco che è troppo criptica e questo di certo le toglie potere.
febbraio 6th, 2008 at 17:00
si ci son arrivata al fatto che non siano morte a causa di scarpe all’antrace…ma non è chiara secondo me, tutto qui. Sarà anche per il fatto che non appartengo al gruppo delle “shoes addicted” e, quindi, non mi suggerisce queste interpretazioni pur cogliendo che gli ideatori volevano dare.sicuramente il messaggio che trova d’accordo maioloamo e meghi
febbraio 6th, 2008 at 17:16
Secondo me la questione principale non è se questa pubblicità sia facilmente comprensibile (e neanche se sia creativa) ma se sia adatta a far vendere scarpe di lusso da donna.
Per me è inadatta. L’ironia, il doppio senso macabro vanno bene per altri prodotti.
febbraio 6th, 2008 at 17:22
bisognarebbe chiedere a chi rientra nel target.
C’è qualche donna alla moda appassionata di scarpe di lusso in ascolto?
febbraio 6th, 2008 at 17:27
meghi no, sono morte tutte (hi hi…)
febbraio 6th, 2008 at 17:30
le ultime due hanno posato per la campagna?
febbraio 6th, 2008 at 17:33
beh, bisognerebbe sapere che marca è!
febbraio 6th, 2008 at 17:36
la marca è LAMODE, ma non credo che in italia ci sia…almeno in base alle mie superficialissime ricerche
febbraio 6th, 2008 at 17:37
LAMORTE in Italia
febbraio 6th, 2008 at 17:44
hahahahhhahahhha andreaaaaaaaaaaaaaa!!!!! oggi ti sento, come dire?, zompettante? ahhahaah
febbraio 6th, 2008 at 17:59
maioloamo, vero, io zompetto solo quando fa buio ah ah…
febbraio 6th, 2008 at 20:25
e poi… l’ultimo desiderio si esprime quando si sa di non poterne esprimere altri, di certo non quando si vuole possedere qualcosa di irresistibile.
Che sfiga pensare “Lo voglio anche se fosse l’ultima cosa della mia vita” e poi vedersi subito incassettati, con il proprio paio di scarpe ancora nuovo, per davvero.
febbraio 6th, 2008 at 22:02
andrea… no sense… ma c’è ancora qualcuno che chiama utenti le persone? i fruitori?
sfigatelli…
febbraio 6th, 2008 at 22:21
In relazione alla pubblicità sono utente. E trovo lo spot per niente chiaro.
febbraio 6th, 2008 at 22:24
(Spot… avete capito
)
febbraio 7th, 2008 at 09:46
adrea si è preso in primis dello sfigatello… io farei una sommossa… poverino, il nostro andrea… *__*
febbraio 7th, 2008 at 09:57
Hm… io interpreto che l’ultimo desiderio di queste donne è stato essere sepolte con le scarpe addosso e ben in vista, anche se non funziona tanto con la cella frigorifera…
E poi ammetto di averci messo un po’ a capire che quella specie di firma è in realtà l’headline, secondo voi non è un po’ poco leggibile?
febbraio 7th, 2008 at 11:02
avverto un pò di tensione creata da sterpaia che si deve essere svegliato non bene stamane..vado a comprare i popcorn quindi, vi prego, aspettatemi per continuare lo show!
febbraio 7th, 2008 at 16:13
sterpaia mi dispiace tanto ma non ti riesce molto bene il ruolo di provocatore che tanto desideri, credo che un moccioso di 5 anni saprebbe risultare più iritante di te. Ripassa quando avrai sviluppato un pò il tuo Q.I.
febbraio 9th, 2008 at 15:08
Da amante e maniaca di scarpe la trovo molto bella.
Vero il marchio si vede molto poco ma rende il tutto un pò più “macabro”, rende le scarpe uniche protagoniste della scena.
Diciamo che avrei gestito diversamente la cosa, perchè fare una bara o un cassetto dell’obitorio col buco per i piedi è una scemata, avrei piuttosto messo una bara aperta, all’americana, inquadrando però solo le scarpe, o addirittura inquadrare la parte superiore della bara, quella più larga dove in genere va al testa e metterci le gambe, cioè stendere il cadavere al contrario!
vabbè sono malata ok, è scarpa-follia la mia!!!