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Italia.it: una morte annunciata

E così è successo. Venerdì è stato oscurato il portale più chiacchierato del 2007: Italia.it.

D’altronde era solo una questione di tempo. Già a metà ottobre il Ministro Rutelli, che tanto aveva appoggiato il progetto, aveva minacciato la chiusura del portale per incompetenza nella sua gestione.

Cosa rappresenta per noi questo fallimento? Non una novità nè una vittoria. Solo una pubblica ammissione da parte del governo di aver regalato 45 milioni di euro a:

  • le Regioni (21 milioni di euro): avrebbero dovuto produrre i contenuti turistici da integrare ai servizi del portale (che in teoria erano già disponibili, si trattava solo di prenderli e rielabolarli);
  • i partner tecnologici (7,8 milioni di euro): hanno realizzato la piattaforma (che per questo costo avrebbe dovuto essere in grado anche di preparare il caffè ad ogni singolo turista tutte le mattine!);
  • la redazione centrale (4 milioni di euro): 11 dipendenti, di cui 7 redattori che hanno coordinato il lavoro locale e gestito il portale (in media 30.000 euro a testa per fare…nulla a detta di Rutelli);
  • traduttori e promotori sulla rete (12,2 milioni di euro): tradurre e promuovere niente in 8 lingue deve essere stato molto faticoso!

Ipotizzare perchè la gestione del portale non abbia funzionato è facile. Difficile è, invece, credere che iniziative come questa cesseranno di essere intraprese e che da oggi verranno realizzati progetti studiati da professionisti e iniziati con personale qualificato e con una capillare organizzazione alle spalle.

thanks to Gianmarco

via, via

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21
alle 09:00
da meghi

Ultimo commento:

di valentina il 01/1/70

peccato, non sapete quante professionalità sprecate e vessate anche nel pubblico impiego!! e que...


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18 Commenti to “Italia.it: una morte annunciata”

  1. Alfio dice:

    Mi vergogno di essere Italiano.

  2. gianmarco dice:

    Seguo la questione da un po´….tipica gestione italiana,cliengelare e pressapochista, lavoro affidato ad amici e parenti, senza la minima idea di cosa andava fatto e dei costi.
    Con quella cifra (45 MILIONI!!!) si poteva fare il teletrasporto, altro che un sito turistico!!!
    Comunque….scandalizziamoci per l´erezione di qualche post piú sotto…almeno non pensiamo alle cose vere.

  3. maioloamo dice:

    45 milioni? O__O
    perfino 45 mila sarebbero stati troppi per quell’obbrobrio

  4. The Boxer dice:

    Finalmente l’hanno chiuso! Tra il sito e il ‘cetriolo’ (leggi logo) la cosa era davvero imbarazzante…

  5. gianmarco dice:

    Finalmente magari no…
    In questi ultimi mesi so che erano state contattate alcune agenzie, abbastanza piccole ma molto specifiche, che avrebbero potuto sistemare la cosa.
    Ho avuto modfo di parlare con il titolare di una di queste, il suo progetto era molto buono, con una spesa equa si poteva finalmente far funzionare il sito.
    Certo, non si sarebbero recuperati i 45 milioni,ma almeno si sarebbe terminato e migliorato quanto fatto….

  6. Andrea dice:

    Non so se sia peggio questo o Napoli sommersa dalla munnezza, se già non ci hanno pensato loro lancio io l’idea per il prossimo Natale di fare presepi ambientati nelle discariche. I soldi pubblici vengono sperperati da sempre, incompetente chi li assegna oppure chi esegue il lavoro, si arricchisce la ditta o l’azienda di turno e non si giunge mai al prodotto o al servizio funzionante ed efficente per l’utente finale (noi), questo vale per un sito, come per una strada o per una semplice piscina comunale. Pace e bene.

  7. Roccobot dice:

    Che schifo, mi viene voglia di emigrare

  8. gianmarco dice:

    NEWS
    http://vitadigitale.corriere.it/2008/01/italiait_spesi_solo_7_milioni.html

  9. Diego dice:

    Questo è veramente uno scandalo!!! Spero che venga aperta un’inchiesta.

  10. Anonimo dice:

    come segnalato da gianmarco il Codacons ha annunciato di voler presentare un ricorso alla Corte dei Conti per aprire una indagine per accertare come sono stati spesi i 7 milioni di euro per la piattaforma tecnologica.

  11. Andrea dice:

    meghi ma è esattamente la stessa cosa che succede coi finanziamenti pubblici alle imprese private: vengono rilasciati soldi per fatture completamente taroccate o gonfiate, lo Stato paga e qualcuno si arricchisce senza per altro erogare alcun servizio o bene decente…morire che si trovi mai un solo colpevole, ognuno sembra sempre aver fatto il suo lavoro in modo corretto, dai politici, agli intermediari, alle ditte, agli imprenditori.

  12. Anonimo dice:

    Infatti non ho alcuna fiducia in queste inchieste o indagini che vengono fatte a posteriori. E’ chiaro che un colpevole non uscirà mai. Anche perchè un colpevole non c’è! Semmai ce ne sono decine che si scagionano a vicenda.
    Un progetto di quelle dimensioni, per di più frammentato nella sua realizzazione e gestione, è una bella sfida per una struttura privata unitaria. Per un’infinità di soggetti privati e pubblici è solo un modo per fare fatturato. E’ questo è chiaro a tutti tranne che a chi i soldi li gestisce…o forse anche a loro?

  13. Alfio dice:

    Provate a visionare il blog di “scandaloitaliano.wordpress.com”
    C’è tutto l’iter del portale e delle inchieste.

  14. gianmarco dice:

    perfetto alfio, infatti quello é il sito che ha seguito nei dettagli tutta la vicenda.
    Vi segnalo, giusto per fare uun raffronto, un sito, trovato a caso in un minuto, che parla dell´italia dal punto di vista turistico http://www.italiantourism.com/ é fatto penso da un qualche ente del turismo canadese….ho navigato un po´ e mi sembra che dia tutte le notizie che servono…quanto sará costato?

  15. Alfio dice:

    Gianmarco, chiunque avrebbe potuto fare meglio con solo lo 0,1% di quello che hanno stanziato.

    P.s. Noi lo avremmo fatto anche per meno.

  16. Matteo dice:

    A parte la retorica che abbonda nei commenti a questo post, chi ha proposto soluzioni alternative?
    E’ facile dire: “Io l’avrei fatto meglio”, “io l’avrei fatto gratis”, “soldi buttati”, ma nel concreto chi ha fatto qualche cosa? Era addirittura partito un progetto, RItalia (www.ritalia.eu) lanciato in pompa magna, con comunicati stampa, blogstar che si esponevano pubblicamenti, che volevano dare il proprio contributo schifate dai soldi sprecati. Beh, anche quel progetto è affondato, segno che probabilmente che noi italiani non sappiamo fare niente più che dare aria alla bocca.

    Anch’io sono del settore e ho seguito la vicenda, di cui spesso si è parlato in modo errato. C’era addirittura chi diceva che si erano spesi 42 milioni di euro per il solo portale (classico giornalistmo che non si documenta).

    Se qualcuno ha la voglia e le capacità per fare meglio ben venga, i finanzialmenti (nazionali ed europei) per progetti così si trovano.

  17. gianmarco dice:

    @matteo
    la differenza in questo caso é che il committente é lo stato italiano.

  18. valentina dice:

    peccato, non sapete quante professionalità sprecate e vessate anche nel pubblico impiego!! e questi regalano i soldi a degli incapaci! Boooh!

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