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Il potere della videocamera 2: prima lo fa e poi lo cancella

un frame di un video rimossoPochi giorni fa avevamo pubblicato i video autoprodotti da Ingram Micro per promuovere i prodotti che vende all’ingrosso.
Bene, non avrete il piacere di continuare a vedere quei video embeddati (ma potete vederne altri sul suo account di Youtube) perchè sono stati rimossi dall’autore.

Per espressa richiesta di Mat, questo post vuole “aprire uno scambio diretto di idee per condividere le riflessioni” sulla libertà di espressione e sperimentazione che il web consente.

Allora, il tema è:

Il web è sperimentazione ed è un ottimo trampolino di lancio per principianti allo sbaraglio. Il web dà visibilità a tutti, ma lascia un segno indelebile di quello che viene prodotto e dei giudizi che vengono espressi.
Allora, in un ambito business, fino a che punto un’azienda può sperimentare senza temere un deleterio effetto boomerang? Che tipo di azienda può permettersi di osare? Come si può rimediare se qualcosa va storto?

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dic  08
17
alle 03:00
da meghi

Ultimo commento:

di Mat il 01/1/70

Meghi piacerebbe spiegarti tutto il progetto e la sua evoluzione nel tempo in modo che tu possa a...


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6 Commenti to “Il potere della videocamera 2: prima lo fa e poi lo cancella”

  1. MARCO dice:

    Ma soprattutto:
    che senso ha mettere dei video avvalendosi degli strumenti del web 2.0 e poi cancellarli perché alcuni utenti hanno espresso un parere negativo?
    Mat, non vi sembra una mossa da codardi??

  2. alessio jacona dice:

    @marco più che di codardia, qui il problema sembrerebbe essere la scarsa comprensione dei principi di comunicazione a mezzo internet.

    Bene la sperimentazione e bene l’iniziativa, ma gli strumenti del web2.0 sono “tecnologie abilitanti” che abilitano, sì, ma solo se si hanno delle “skills” particolari e mancano solo i soldi per realizzare e dare visibilità al proprio lavoro.

    Io, banalmente, sono e resto un pessimo fotografo anche con in mano una macchina fotografica da tremila euro.

    Allo stesso modo ci sono casi come questo dove la sperimentazione, una volta fatta, avrebbe dovuto indurre il management ad investire denaro nell’impresa e produrre lavori meno artigianali e più convincenti, salvo poi continuare a distribuirli con gli stessi canali.

    Canali la cui efficacia e capacità di coinvolgere pubblico, non dimentichiamolo, dipende direttamente dalla qualità del prodotto di comunicazione e dall’interesse che esso desta nel pubblico.

    Ciò detto, è bene ricordare due cose: il prodotto di comunicazione in questione è tipicamente B2B, e quindi come tale si rivolgeva a un pubblico assai ristretto e probabilmente senza troppe pretese. A parte la realizzazione, comunque faceva il suo lavoro di comunicare determinate informazioni. Se poi gli utenti lo gurdassero fino in fondo, questo è invece difficile da stabilire.

    Secondo, quando si va on line con un contenuto, qualsiasi esso sia, bisogna farlo con cognizione di causa, con la consapevolezza che la visibilità (a costo zero) alla quale si anela è un’arma a doppio taglio; sapendo che le critiche negative ci sono e bisogna tenersele se non si è stati capaci di eviatarle lavorando bene a priori; sapendo che quando ci si imbarca in qualcosa del genere è il caso di spiegare bene ai propri superiori/decisori anche i rischi dell’operazione oltre che i vantaggi, salvo poi essere costretti a precipitose (quanto inutili) cancellazioni quando il management casca dal pero e impone di correre ai ripari.

    In altre parole improvvisare è, qui come altrove, un grosso errore. Anche quando si è in buona fede.

    Con una differenza: in Rete gli errori torneranno a perseguitarci finché campiamo.

  3. arnald dice:

    Azz. E io che l’avevo scambiata per una puntata di Cento Vetrine. – Arnald

  4. Mat dice:

    Ciao,
    rieccomi.

    Mi piace ogni volta che il confornto prenda vita. Grazie per il nuovo post.

    Per rispondere a Marco, non è codardia, è un accordo commerciale che prevede la durata limitata fino ad una data stabilita di ogni video. Alla data il video viene rimosso.
    Sono video fatti solo per un ambito, come ha intuito Alessio, molto limitato di utenti anche se messi su YouTube.

    Per rispondere agli altri in generale: i commenti negativi trovano per fortuna molti più commenti positivi da parte di aziende decisamente note del mondo IT.Questo non nobilita il prodotto, ma mi consente di arricchirmi di contenuti e consigli di tutti i punti di vista.

    Per Alessio, che conosco e stimo da tempo, il management, cioè io, non ha fatto nessuna marcia indietro.
    Come tutti i banner, le comunicazioni in generale on ed off line, hanno una durata limitata nel tempo e la hanno anche queste video-pillole.

    Se gli utenti arrivino o meno in fondo non lo so nemmeno io, ma posso valutare i click che per ogni video-pillola che creiamo aumentano. Aumenta la soddisfazione e il numero di chi ci ingaggia, aumentano i click, aumenta il business legato a quei prodotti.

    In fondo l’esperimento, se non nobile qualitativamente, potrebbe non essere totalmente furibondo.
    E’ verissimo che nel 2.0 improvvisando si corrono rischi, ma se non si prova mai..si rischia di non correre.

    Un giorno, come Alessio mi insegnò, un cacciatore inventò “per caso” un blog…forse non era un professionista del 2.0 ma se non ci avesse provato magari non saremmo nemmeno qui a confrontarci.

    Comprendo, rispetto e faccio tesoro dei punti di vista raccolti anche su questo blog.
    L’unica cosa è che non sono certo che le migliori soluzioni le possano trovare solo i professionisti del 2.0 ma può capitare che ogni tanto qualcosa sfugga da questa regola.

    Anche la qualità della comunicazione è un concetto forse da esplorare: è di qualità ciò che chi è esperto giudica positivamente, ciò che risponde a dei canoni specifici o ciò che arriva all’obbiettivo che la comunicazione si pone.
    Magda, perchè non lanciare un post anche su questo?

    Grazie mille a Magda, Marco ed Alessio.
    Mat

  5. Anonimo dice:

    grazie Mat per il confronto.
    mi togli una curiosità: se gli spot che realizzate sono destinati ad una nicchia di persone legate al B2B e sono “a tempo”, perchè le caricate su youtube?

  6. Mat dice:

    Meghi piacerebbe spiegarti tutto il progetto e la sua evoluzione nel tempo in modo che tu possa avere un quadro più completo e io, se ti va, qualche utile consiglio.

    Da quello riuscirei a spiegarti perchè siamo finiti li con questa soluzione che effettivamente è legata ad un gruppo ristretto di utenti di un contesto comunicativo B2B molto particolare e per nulla evoluto.

    Se posso permettermi ti scrivo una e-mail,usando l’indirizzo che compare nel Tuo blog, e ti do un contatto telefonico così ti racconto tutto mentre viaggio (sono in partenza), altrimenti posso solo dire che YouTUbe non è una soluzione definitiva ma transitoria.
    Le prime soluzioni, ho sbagliato consulente, hanno dato dei problemi tecnici ed in attesa di una soluzione differente siamo approdati li.
    Per qualche gg non potrò probabilmente rispondere ai commenti, sto partendo per un posto decisamente 1.0…
    Quindi saluto e ringrazio innanzitutto Te per l’accoglienze e lo scambio di idee e tutti gli amici del Tuo bellissimo Blog.
    Auguri per delle feste rilassanti e divertenti Meghi,
    Mat

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