Il diario di Alice su Gazzenda
Nei giorni scorsi, le pagine di un diario attaccate in giro per Milano e il video di un ragazzo “colto sul fatto” hanno suscitato la curiosità di blog e testate giornalistiche.
Mistero svelato: si è trattato di un’operazione di comunicazione teaser attorno al “cattivissimo” diario scolastico Gazzenda.
Opera del laboratorio di G-Com, la cosa mi lascia un po’ perplessa per i segueni motivi:
- 1. perchè svelare l’arcano a scuola iniziata, se il prodotto è un diario scolastico e, come tale, viene acquistato prima dell’inizio della scuola?
- 2. le pagine sono realmente frutto di pensieri “veri e genuini” in tema di amore, politica, droga, vacanze, ecc., di una teenager bolognese (o almeno così è stato dichiarato): è moralmente corretto mettere in piazza i pensieri puri di una ragazzina e magari pagarla anche?
- 3. perchè limitare l’azione alla città di Milano? Solo lì si vende questo diario agenda edito da RCS?
In attesa di trovare le risposte, se volete, potete vedere il video teaser dopo il “Continua”.
da meghi
Visualizza / Lascia un commento







settembre 10th, 2008 at 11:42
Ciao, grazie del post! Ti risponderò citando tra virgolette le parole dirette del marketing team di Gazzenda.
1)”La Gazzenda quest’anno è andata esaurita: il nostro obiettivo pertanto non è stato quello di supportare solamente la vendita.
L’obiettivo della campagna è stato quello di porre attenzione e luce su Gazzenda e fornire uno spunto di riflessione sul bisogno e la necessità che i ragazzi hanno di comunicare (messaggio ripreso correttamente da alcuni blog e discussioni), di esprimersi e di fissare a modo loro su carta il piacere legato ad alcuni momenti (più o meno belli) della propria vita.
Si è trattato pertanto di una forma di mera comunicazione e non di promozione del prodotto, supportata comunque da un’importante investimento pubblicitario (TV, radio, web, stampa) che ha anticipato in estate l’iniziativa di guerrilla.”
2)Quello che è stato dichiarato corrisponde al vero…ci siamo occupati noi di G-Comdella scelta dei testi, fra tanti, insieme a due professori universitari. Aggiungono da Gazzenda, “le storie raccontate sono frutto dei pensieri (non è detto che siano reali) realmente scritti da una ragazza (maggiorenne), alla quale abbiamo chiesto di raccontare un po’ cosa pensano i ragazzi, avendo come spunto la cronaca quotidiana e il loro mondo…nell’era dei reality e di youtube, ci scandalizziamo per 2 pagine di diario pubblicate?”
3)A questa domanda pertinente ti rispondo che se il diario fosse stato ritrovato, per dire, a Milano/Firenze/Napoli/Roma, l’intera azione non sarebbe stata credibile e sostenibile da un punto di vista di seeding media.
Spero di aver corrisposto alla vostra curiosità! Se ci sono altre domande, rispondiamo volentieri. Grazie di tutto e buon lavoro da G-Com e dal team di Gazzenda!
settembre 10th, 2008 at 12:27
Grazie Moja per la pronta risposta ai quesiti che avevo sollevato.
settembre 10th, 2008 at 14:42
Moja,
se fosse possibile potresti spiegare meglio il punto 3?
E’ un aspetto molto interessante
grazie
settembre 10th, 2008 at 15:12
Certo Hount, ti spiego subito:
per questa campagna era molto importante la visibilità che si riusciva ad ottenere sui media. Già, ma per quale azione di guerrilla poi non lo è…??:) Dunque, già i giornalisti sono ormai sgamati e ci cascano sempre meno nei così detti “media hoax”, figuriamoci poi se la cosa è supersospetta…tipo che agli estremi dello stivale, in contemporanea, due studentesse avessero avuto l’idea di “postare” sui muri delle loro città i propri diari…dunque, per una scelta strategica volta a favorire il seeding, si è pensato di tenere l’epicentro dell’azione in una sola città (base di molti media) ed utilizzare i media stessi come rampa di lancio per l’esterno. Così è stato: se mi fai avere qualche tuo contatto, ti invio una trentina di articoli usciti, anche quelli che non abbiamo messo sul sito.
Ah, nel caso la nostra conversazione urti Spotanatomy, la proseguiamo via mail
Ciao Hount e ciao meghi
Moja / G-Com
settembre 10th, 2008 at 15:28
Non ci urta affatto Moja, anzi.
Tra l’altro la domanda di “h” ha anticipato la considerazione che stavo per fare sullo stesso punto, dal momento che mi sembra una strategia piuttosto sensata. Non posso dire quanto sia efficace rispetto ad un sistema di diffusione pluri-urbano, ma mi sembra comunque una scelta interessante.
settembre 10th, 2008 at 16:01
Moja,
ho trascorso 15 anni di professione dedicandomi in modo quasi fetiicistico alle applicazioni strategiche.
Sono felicissimo di ricevere una spiegazione come quella che ci hai fornito e te (ve) ne faccio i miei più vivi complimenti.
Accetto volentieri l’invito a ricevere gli interessanti materiali: r.araneo@chromasom.it
Tranquillo, questo blog non è cattivo, è che lo disegnano così, vero nyky?
settembre 10th, 2008 at 16:28
Assolutamente vero… però non ditelo in giro, ci piace l’aura di cattiveria, sadismo ed incompetenza che ci circondano…
settembre 29th, 2008 at 20:22
io dico soltanto una cosa:
se nn hai gazzenda MUTOO