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alle 09:00
da meghi
Good Morning con Burn
[youtube]9r8hHQAzFhU[/youtube]
Questo spot dell’energy drink della Coca Cola non l’ho visto in tv in Italia, anche se l’agenzia che l’ha ideato è la nostrana FullSIX
Ed è un vero peccato, perchè è davvero divertente.
gen 08
9
da meghi
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di il 01/1/70
ragazzi, ma se volete scambiarvi le mail, scriveteci e vi mettiamo in contatto noi: redazione@spo...
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gennaio 9th, 2008 at 09:13
Allora,
diciamo che l’idea è molto carina, ma scade in un patetico pubblciitese e nello stereotipo di un omosessuale/demente/culone/grasso/viscido che credevo fosse tramontato con “delitto al blue gay” dell’83. Insomma, sempre questi eccessi gatuiti, chi tratta i gay come saggi pensatori, chi come battone da marciapiede. Inizia bene, ma finisce malissimo (ripeto non per l’dea, quanto per il trattamento). Bastava mettere un uomo senza troppe mossette e non quelle mutante da sexyshop. Questo con l’ironia ha ben poco a che fare. – Arnald
gennaio 9th, 2008 at 09:17
Io credo che non si tratti di uno stereotipo, Arnald, ma solo della necessità di rendere più ironico, paradossale e divertente il risultato finale. Con un normale uomo l’effetto sarebbe stato meno forte.
gennaio 9th, 2008 at 09:46
boh,
ci avevo pensato pure io, ma mi sembra una scorciatoia poco interessante (sempre nel trattamento ovviamente).
p.s.: niky, cosa è succeso al sito? perché ci fa girare dal blog?
gennaio 9th, 2008 at 10:36
cioe’ con una burn si e’ guzzato un intero palazzo in una notte?…fa concorrenza al viagra!…veramente divertente…
gennaio 9th, 2008 at 10:56
Sono d’accordo con Niky non sarebbe stato lo stesso con un uomo diverso e senza “mossette”
gennaio 9th, 2008 at 11:12
Arnald, dai primi di dicembre siamo passati sotto il portale libero.
Qui il post firmato dal nostro direttore che spiega la cosa: http://tinyurl.com/2wo65u
gennaio 9th, 2008 at 12:16
Solita eterovisione da sberla a cinque dita. Ometto gay, ciccioviscidoso, sculettante e da mutanda orrenda. Promosso fino a 00:53, poi da cestinare senza pietà .
gennaio 9th, 2008 at 12:39
Bravo riccardo.
per niky. ah quindi niente di preoccupante.
meno male.
gennaio 9th, 2008 at 12:45
Ti ha risposto meghi, a dire il vero. Cmq no, niente di preoccupante, anzi:
più lettori->più pareri->più contraddittorio->più completezza di informazione e di vedute!
gennaio 9th, 2008 at 12:49
secondo me è molto molto carina questa pubblicità ! e per quanto riguarda il ciccione gay effemminatissimo credo che se avessero messo un uomo MASCHIO nessuno avrebbe capito! è il pubblico che stereotipizza i gay così! ed è questo quello che le agenzie devono dare, qualcosa cioè che sia comprensibile e fruibile a tutti!
gennaio 9th, 2008 at 12:55
Concordo pienamente con maioloamo, più che non usare stereotipi la pubblicità secondo me SEMPLIFICA per poter essere il più immediata possibile: se vuole mostrare una casalinga mostra una donna vestita alla buona con la scopa in mano in cucina, se vuole la donna in carriera la mostra in tailleur, con la 24ore in aereo…lo scopo è solo quello di essere chiari e immediati.
gennaio 9th, 2008 at 13:34
Secondo me il codino finale non c’entra niente, a prescindere dal tipo di uomo scelto, ma magari è una questione di gusto personale.
Per il resto lo trovo anch’io molto carino.
gennaio 9th, 2008 at 13:47
siete convinti della validità di riproporre certi stereotipi, attraverso le nostre semplificazioni, contribuendo alla affermazione di icone culturali sbagliate?
Il pubblicitario non è certamente un pedagogo ma tantomeno ritengo debba lavorare in modo “qualunquista” (nel senso di operare assemblando schemi e stereotipi riducendo a questo il suo contributo culturale)
Sinceramente nello specifico dello spot, che ho trovato divertente, non credo questo sia avvenuto perchè tutta la narrazione è giocata sul paradosso.
gennaio 9th, 2008 at 14:28
Son rimasta un po scioccata quando ho visto questo post! Si avvicina molto ad uno spot che ho creato con altri 4 studenti all’interno
del corso di “tecniche pubblicitarie” all’università circa 3 anni fa.
Il brief chiedeva di sponsorizzare un nuovo energy drink della coca cola:la Kuat..il nuovo spot della burn è simile…stesso concept..mah.
Estrapolato da una cartella impolverata nel mio pc e pubblicato su youtube cosi mi date un vostro parere!
http://www.youtube.com/watch?v=9BHPg-2s8gU
gennaio 9th, 2008 at 14:34
Davvero molto carino, ben fatto, tanto da non sembrare uno studio universitario.
E trovo che la chiusura con il passo sincronizzato delle ragazzie sia bellissimo. Complimenti!
Per quanto riguarda il resto, beh la similitudine c’è. Ma in questi casi è facile che ci si orienti verso la stessa soluzione.
gennaio 9th, 2008 at 14:54
Leo è interessante quello che dici ma secondo me si tratta di scendere a compromessi: il marketing inventa prodotti e bisogni non ancora espressi dalla gente oppure semplicemente offre alla gente ciò di cui questa ha già bisogno? La moda inventa e detta le regole del vestire oppure si limita a seguire e pubblicizzare stili che già la gente adotta? E allo stesso modo: la pubblicità deve parlare in un modo nuovo oppure deve limitarsi a parlare il linguaggio della gente cui si rivolge? Ritengo che il primo obiettivo di qualunque pubblicità sia quello di farsi comprendere al volo, pertanto l’uso di “stereotipi” o “icone sbagliate” , come dici tu, è più che giustificato se utile al raggiungimento di tale fine. Se il fruitore finale non fosse il criterio di scelta del linguaggio da utilizzare vorrebbe dire che a “Buona domenica” andrebbero inseriti dibattiti politici e “Il Sole 24 ore” dovrebbe parlare di gossip su veline e calciatori.
gennaio 9th, 2008 at 15:05
Andrea, a Buona Domenica la politica c’è. La Gregoraci da dove pensi che venga??
gennaio 9th, 2008 at 15:09
bè dai possiamo darci una bella pacca sulla spalla ed essere contenti! uno studio attento del concept e del mercato son serviti e han dato i loro frutti!grazie del consulto tecnico!
gennaio 9th, 2008 at 15:31
…studio del concept ma anche del target: come fai a parlare con un target se prima non lo conosci a fondo? Evviva gli studi di mercato!
gennaio 9th, 2008 at 15:51
Andrea, cavoli qui o si è precisi o niente! nn volevo scrivere in un post tutto il piano di comunicazione che avevamo impostato per questo progetto universitario..sarebbe stato un po troppo lungo. Cmq lo studio del target è stato fatto: questionari mirati e dati di consumo delle bevande. Devi poi pensare che è stato sviluppato nella mia città e provincia (avevo chiesto al papi il jet privato per muovermi in tutti gli atenei italiani ma serviva a lui in quel periodo). Cosi a costi limitati ci siamo mossi per quanto potevamo..
Non posso definirmi assolutamente una professionista quindi lasciami passare l’omissione..(e ora chi sta pensando di postare:”questo è un blog per professionisti bla, bla, bla..”). Chi non legge e, magari posta, in blog diversi dal proprio settore di lavoro/studio scagli il primo mouse!
gennaio 9th, 2008 at 15:59
Fruttainpezzi non preoccuparti, Andrea è programmato geneticamente per essere polemico a prescindere. E’ per questo che lo adoriamo, ravviva le discussioni come quasi nessun altro!
gennaio 9th, 2008 at 16:07
Certo, Andrea, il marketing (come la moda) è l’uno e l’altro insieme; comprendo il compromesso ma, personalmente, rifuggo dall’assecondare luoghi comuni che non mi appartengono o che addirittura considero disvalori.
Converrai con me che non sempre sono condivisibili le scelte promozionali di un prodotto sebbene l’indiscusso successo dello stesso.
Buona serata
gennaio 9th, 2008 at 16:12
Fruttainpezzi ma ci mancherebbe altro, guarda che io non intendevo affatto “correggerti” ma bensì stavo facendo una precisazione a partire da quello che avevi detto per coloro che magari non avevano colto a fondo la tua osservazione (sai qui c’è gente così professionista che pensa di poter fare ottime pubblicità senza appoggiarsi ad alcun studio a monte)…nyky quest’ ultima affermazione la dedico a te, giusto per non smentire il mio ruolo di “provocatore” eh eh…
gennaio 9th, 2008 at 16:23
Leo magari mi sbaglio ma il tuo pensiero mi sembra un pò in conflitto con l’idea che ho del creativo: il creativo non è (tra le altre cose) una persona in grado di aprire così tanto la sua mente da poter “impersonare” qualsiasi persona/target, fino al punto di arrivare a pensare come quest’ultimo, così da potergli parlare nel modo più efficace? Se è così allora credo che rimanga ben poco spazio, per qualunque creativo, ai valori e al credo personale.
gennaio 9th, 2008 at 16:50
Grazie della dedica Andrea…
gennaio 9th, 2008 at 17:18
piacevole la polemica, interessanti le lezioncine.
ti ringrazio ma… ora ho da fare.
buon proseguo
gennaio 9th, 2008 at 17:24
“Lezioncine”…era ironico per caso? Buon lavoro, a voi che avete da fare.
gennaio 9th, 2008 at 17:42
Aggiungo solo una parola: su questo blog sono ben accetti sia i professionisti, sia i presunti tali e sia chi non ha nessuna intenzione di diventarlo.
gennaio 9th, 2008 at 17:45
bè come provocatore funzioni accipikkia! 14 righe di post nn le avevo mai scritte qui!
se adoro questo blog è per lo staff e per i provocatori come te Andrea!
gennaio 9th, 2008 at 18:13
Andrea, adesso che ti è stata data ufficialmente la patente di “provocatore” ho capito tutto: sei Oliviero Toscani in incognito!!!!!
Perdonami ma solo ora comprendo la sottile ironia del tuo commento al post “Speriamo che piova … in Germania” sui peni che si rattrappiscono sotto la pioggia: era ironia puro stile Toscani!
gennaio 9th, 2008 at 18:24
Ma no Esse, Toscani l’avrebbe realizzata direttamente quella campagna! La mia era solo una provocazione perchè non sopporto l’uso così banale dell’immagine della donna; per carità non c’è nulla di più adatto quando si deve parlare a chi segue Playboy…ma le modellone rifatte, costruite e patinate di Playboy mi mettono una tristezza…
gennaio 9th, 2008 at 18:40
Comunque qui la questione è un’altra: voglio l’indirizzo di quel condominio. Subito!
gennaio 9th, 2008 at 20:07
nn saprei dirti la via…ma mi sa ke è lo stesso palazzo dove Nicole Kidman fa la bella lavandaia…
gennaio 10th, 2008 at 11:21
Fruttainpezzi ti piacerebbe lavorare in FullSIX?
gennaio 10th, 2008 at 12:34
Andrea, se è una frase a effetto ironico devi metterci una sigla !!
Ti consiglio una “i” tra parentesi alla fine dell’enunciato, se no qualcuno potrebbe anche crederci (”speriamo che piova” story)!!!
gennaio 10th, 2008 at 12:34
Lo spot non mi dispiace…non metto altra benzina sul fuoco per quanto riguarda gli argomenti su già trattati, quello che mi incuriosisce e vedere il cambio di rotta drastico che ha fatto la Burn nel comunicare…se ricordate le campagne precedenti erano + che altro spettacolo di effetti speciali che idee in senso stretto(almeno quelle in Italia) see you
gennaio 10th, 2008 at 13:20
Giusto un appunto per “maioloamo”. Stai dicendo che l’agenzia di comunicazione deve comunicare “basso” perché la gente non capirebbe altrimenti? Cosa non capirebbe, non c’è molto da capire: mettici un ragazzo normale al posto del “viziettato” obeso in video, che saluta con la mano e con uno sguardo più erotico che da “pazza sulla terrazza” e il gioco è fatto. La gente capirebbe ugualmente.
La cosa ridicola è che si voglia ancora smuovere l’ilarità della gente con una immagine stereotipata. Così si giocano due fasce di clienti: gay (totalmente) e etero (quelli che rifiutano di essere trattati da poracci che ridono su stereotipi).
Eh si, ottimo lavoro FullSix…
gennaio 10th, 2008 at 18:38
Riccardo non sono affatto d’accordo: da sempre TUTTE le sfumature del concetto di “divertente”, sia esso semplice umorismo, comicità oppure ironia, si basano solo ed esclusivamente sull’eccesso (vedi Pirandello ad esempio) ovvero sulla caricatura. Si prende una situazione o un personaggio e lo si “esaspera”. L ‘ esagerazione funziona sempre, anche quando parte dal drammatico: se esageri una drammatizzazione diventi appunto comico. Ecco perchè, secondo me, per risultare divertenti funzionerà sempre e comunque di più un gay “caricaturato” e cioè coi mutandoni a cuori e magari sovrappeso piuttosto che non il gay “normale” e che deve essere “intuito”. Stessa cosa per ogni altra figura si voglia rappresentare. Ah, un’ultima cosa: BURN, per definizione, è ECCESSO, è ESAGERAZIONE (piscio fiamme, mi faccio un intero palazzo di gnocche…), poteva secondo te essere rappresentato un gay “normale”?
gennaio 10th, 2008 at 18:39
Fruttainpezzi ero serio (grrr…), dato che hai fatto studi “in tema”…
gennaio 11th, 2008 at 00:49
Andrea, deduco che lavori in FullSIX a questo punto, o mi sbaglio? Purtroppo il blog non supporta l’invio mail … la cosa mi interesserebbe, volevo avere qualche informazione in più se possibile.
see u
gennaio 11th, 2008 at 14:06
Fruttainpezzi non ho detto questo, però di sicuro il settore marketing-ricerca-comunicazione assomiglia molto a una specie di setta diciamo.
gennaio 11th, 2008 at 16:10
Spero non tipo “bestie di satana”,,,scherzi a parte, se serve un capretto da sacrificare contattatemi
gennaio 11th, 2008 at 17:27
fruttainpezzi dove trovo qualche informazione su di te? Qui non si è soliti “uscire allo scoperto”…
gennaio 11th, 2008 at 19:24
il capretto si sacrifica così ci scambiamo un paio di informazioni…tanto a breve cadrà in disuso: laurasi1(at)m4.stud.ku.dk
gennaio 11th, 2008 at 20:31
ragazzi, ma se volete scambiarvi le mail, scriveteci e vi mettiamo in contatto noi: redazione@spotanatomy.info