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Comunicazione 2.0: basta esserci o bisogna anche fare?

pizza hut su facebookMolte delle azioni di marketing online non vanno al di là della mere azioni “giusto per esserci” e per apparire al passo con le tendenze emergenti.
Gli strumenti 2.0 offrono il destro a questo atteggiamento pseudo attivo, che in realtà non porta nulla al brand.

Ne è un esempio la campagna Fineco a cui abbiamo dato evidenza un paio di giorni fa.
Una mail ai correntisti invita a vedere i due spot, votarli e commentarli in una pagina del sito. Peccato che non sia dato sapere che fine facciano i commenti che, in un’ottica 2.0, sono il vero valore aggiunto di una campagna e devono essere visibili e condivisi con gli utenti. Senza contare il fatto che viene richiesto all’utente un voto a fronte di cosa?

Chiaramente una campagna che punta esclusivamente a “catturare” chi è già correntista Fineco e che non si darà mail al trading online dopo aver visto gli spot che dicono veramente poco.
Almeno Aquarius, tra i primi ad utilizzare il meccanismo del voto allo spot, richiedeva (o così faceva credere) la parecipazione degli utenti web per scegliere lo spot da mandare in tv (come se poi il target web e tv e i relativi gusti fossero gli stessi!).

In ogni caso non mancano le buone notizie: c’è anche chi inizia a comprendere l’ottica 2.0 e decide di metterla a frutto per rafforzare il proprio brand. E’ il caso di Pizza Hut, a noi già nota per affissioni originali, che non si è limitata a creare una pagina su Facebook, ma ha ben pensato di offrire contenuti e servizi agli utenti attraverso i social network: usando Facebook, infatti, è possibile ordinare una pizza. Non solo, chi lo fa può partecipare all’estrazione di un buono omaggio di 50 dollari.

Ecco come si conquistano e giustificano gli oltre 300.000 “amici” su Facebook della famosa catena di pizzerie.

via

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ott  08
17
alle 12:00
da meghi


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