achtung!

Children First per il Darfur


L’agenzia Unbranded Communication di Milano ha sviluppato per la onlus Children First due soggetti stampa volti a raccogliere fondi per i bambini del Darfur e per il loro futuro.

Il soggetto in alto è forse più carino, in termini di bodycopy, rispetto a quello che trovate dopo il “continua”, ma lasciamo a voi il giudizio.

CREDITS:

Direttore Creativo: Gianluca Ghezzi
Art Director: Gianluca Ghezzi
Copywriter: Roberta Lisca
Foto: Marco Craig

thanks to Gianluca

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ott  08
11
alle 08:00
da nyky

Ultimo commento:

di ullalà il 01/1/70

ma sì! è una comunicazione sociale leggera. in fondo non si voleva puntare (se si legge bene la...


Visualizza / Lascia un commento


Altro sull'argomento


6 Commenti to “Children First per il Darfur”

  1. Paolom dice:

    In termini di bodycopy la prima è la peggiore secondo me. La seconda boh! cosa vuol dire? bella l’immagine e basta. Voto la prima ma senza l’headline.

  2. manuel dice:

    Non posso credere che dei professionisti abbiamo fatto dei lavori del genere. Questi pezzi non entrerebbero nemmeno nel book di uno studente. Dilettantismo puro.

  3. c45 dice:

    “Più carino in termini di bodycopy” è stupendo. :)
    Da quando un annuncio si giudica dalla body, che notoriamente è la parte più inutile e meno guardata di una stampa?
    Ma vi capisco: di fronte a uno scempio del genere, forse la body è l’unica cosa di fronte a cui non viene da vomitare. ;)

  4. cappe dice:

    Entrambi i visual sono molto interessanti, soprattutto il primo. Quello che decisamente non va in entrambi è l’headline. Il primo titolo sembra stato concepito indipendentemente dall’immagine, oppure scritto in maniera solo vagamente attinente. E’ una buona frase ma funzionerebbe bene in un copy-ad: è troppo autosufficiente. Il secondo titolo (a parte il bollino “offerta speciale” a mio parere inutile) sembra quasi irrisorio e fuori luogo: in fondo parliamo di una tragedia epocale, e anzichè giocare di paradosso con il lettore (lo fa già visual) il titolo dovrebbe “prenderlo a pugni”, creare sconcerto. Insomma, i visual sembrano delle mine che aspettano la miccia del copy per esplodere. Ma la miccia è spuntata e umida, o forse non c’è nemmeno.

  5. Andre dice:

    Ha ragione cappe. Visual potenti ma copy da dimenticare. I titoli non rendono giustizia. Sembrano copy-ad, vivono anche da soli.

  6. ullalà dice:

    ma sì! è una comunicazione sociale leggera. in fondo non si voleva puntare (se si legge bene la bodycopy, parte essenziale di un annuncio stampa) alla tragedia del darfur, già ampiamente comunicata, ma alla spedizione di giochi educativi e cibo per i bambini profughi, che non hanno niente da fare tutto il giorno, probabilmente. oppure una comunicazione sociale se non è scioccante non colpisce nessuno?

Lascia un Commento