MEETING grida No Pechino 2008
Genocidio in Tibet. C’è chi fa finta di nulla come Adidas e Freddy, e chi, come il marchio di abbigliamento MEETING, ha lanciato una propria campagna one shot a sfondo sociale.
La camapgna è andata on air su stampa domenica scorsa (Pasqua) su Repubblica, Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera.

Credits
Agenzia: Opinion Leader
Copy: Roberto Pasquali (che ringraziamo per la segnalazione) e Simona Melli
Art director: Walter Alfonso
Direzione creativa: Salvatore De Martino
da meghi
Ultimo commento:
di creativo? il 01/1/70
Voto: 6-
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marzo 28th, 2008 at 15:49
Due copy per questo giochino di parole?
marzo 28th, 2008 at 16:19
grande bet! mi associo.
resto spettatore della stupenda gara di speculazione. Vincerà chi cavalca l’onda di Pechino Si oppure quella di Pechino No?
peccato notare che la Cina e il Tibet sono un problema che ha qualche decina d’anni e non ricordo nessun annuncio di aziende al di fuori dell’attuale questione olimpica.
ps: la pubblicità , che splendida prostituta!
marzo 28th, 2008 at 16:46
Qualità , convenienza e cortesia. Bah.
marzo 28th, 2008 at 17:14
H ma perchè scusa, della mafia non si parla forse di più quando ci scappa un morto? E della sicurezza negli stadi e sulle strade? Idem…e allora? Il fatto che adesso il problema in Cina si stia mostrando in modo così tangibile e in più in concomitanza con le Olimpiadi ha sollevato questo polverone. Dovreste partecipare anche voi ai giochi…alla gara di polemica.
marzo 28th, 2008 at 18:28
L’idea è semplice, il Giochino (in rima con Pechino) di parole pure.
Sorvolando su quanto ho appena scritto, sinceramente vi prego di farlo, direi che se l’azienda in questione fosse stata sponsor tecnico di qualche nazionale olimpica di pallachessò, beh alla fine ci sarebbe stata al gioco o alla gara di speculazione che dir si voglia.
Ogni modo tra tante orride e decantate produzioni questa la metterei tra i buoni.
Suvvia un po’ di spirito Olimpico!
marzo 29th, 2008 at 19:30
vedi Andrea, in linea di principio hai ragione, c’è un solo particolare che mi lascia perplesso: il fatto che quando un’azienda commerciale sponsorizza un “valore civico” non lo fa per senso civico ma per convenienza comunicativa.
nb: nella maggior parte dei casi ovviamente
marzo 31st, 2008 at 09:54
Direi di basso livello dal punto di vista dell’ArtDirection ottimo il Copy…
Voto: 6-