Sanzioni per pubblicità ingannevole a confronto

Su lubranorisponde.info leggo la notizia dell’ennesima multa inflitta per la pubblicità ingannevole di “Tim Tribù che azzera i costi di ricarica” e del parallelismo con la pena (4,8 milioni di euro) che è toccata al Carrefour francese, sempre per comportamento scorretto nei confronti del consumatore.
La domanda a questo punto nasce spontanea (per citare ancora una volta il buon Lubrano): visto che:
- la prima segnalazione al Garante risale al 10 novembre 2006 e la condanna è avvenuta il 18 giugno (e in 6 mesi la Tim ne ha guadagnati di soldi, anche grazie a quella pubblicità)
- il comportamento reticente della Tim è riconosciuto, tanto che la multa iniziale di 39,6 mila euro (bruscolini) è stata aumentata proprio per questo motivo a 64,6 mila
perchè non sanzionare la Tim con il massimo della pena prevista (irrisori 100 mila euro) ?
da meghi
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giugno 21st, 2007 at 00:17
Il problema è che l’ordinamento italiano è poco severo. So che, se presentata con qualche accortezza, anche la pubblicità “ingannevole” è permessa. Tra l’altro, prima di pensarla la pubblicità, l’azienda tiene in considerazione anche la remota possibilità di ricevere una “misera” multa,come in questo caso (non è quindi la sanzione pecuniaria a fare la differenza!). Dovremmo imparare dai francesi!
Un pò di etica nell’azienda non farebbe male, anzi…
giugno 21st, 2007 at 00:35
ci ho scritto una tesi su questo argomento!
come mai il garante non può essere solerte come lo IAP? e perchè non può applicare le stesse “multe” applicate nel casi di concorrenza sleale?
giugno 21st, 2007 at 09:05
Oddio, anche lo IAP non è che sia proprio un fulmine…