Le dubbie posizioni di Ernie
Parola mia ci segnala che la campagna televisiva della Spontex, del cui testimonial vi abbiamo parlato a luglio e poi di nuovo a San Valentino, prosegue sul sito internet dell’azienda in maniera assai peculiare.
Il rapporto tra Ernie il riccio e la sua spugna, sta diventando simile a quello che aveva Linus con la sua coperta. La differenza è che, in questo caso, il legame assume toni più spinti di quanto non accadesse nei fumetti di Charles M. Schulz.
Se fate un giro nella sezione “Il mondo di Ernie“; troverete la possibilità di inviare delle Kamasutra Cards (per ora sono due) con le quali far sorridere i vostri amici.
Lungi da noi gridare allo scandalo, quello che però ci sentiamo di condividere con la nostra blog amica, è la totale ineguatezza dell’iniziativa per il target di riferimento del prodotto.
Ce la vedete voi la “Sciura Pina” che manda alle proprie amiche massaie le cards digitali?
Noi no.
da nyky
Ultimo commento:
di lory il 01/1/70
Non mi...
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febbraio 19th, 2007 at 11:42
E’ vero, nemmeno io ci vedo le massaie inviare alle loro amiche casalinghe le e-card di Ernie.
Per ritornare alla soggettività di un pubblico, la pubblicità del riccio che si tromba la spugna mi ha fatto molto più schifo di quella del piccione in bocca.
Non posso infatti non pensare che la mia spugna Spontex sia già stata trombata da Ernie il riccio, mi spinge subito a buttar via la spugna.
Mentre per esempio la pubblicità della Peugeot con le coccinelle che ci danno dentro in macchina (molto esplecitamente)mi è molto piaciuta e la trovo molto carina.
febbraio 19th, 2007 at 12:12
nyky grazie di aver girato la questione sul vostro blog. dalle mie parti… i visitatori non concordano sulla mia idea di “poca pertinenza” della campagna spontex con il target di riferimento.
comunque mi trovo perfettamente in sintonia con quanto commentato da andrea.
febbraio 19th, 2007 at 13:27
ciao ragazzi, a me lo spot fa ridere, anche se non lo trovo certo molto fine! Però sulla cosa del target non sono d’accordo. O meglio: il target del web (e forse anche iin generale quello individuato per questo prodotto) non è la sciura Pina, ma forse piuttosto i single e le govani coppie. Che poi questa strategia funzioni è un altro paio di maniche…
febbraio 19th, 2007 at 14:12
Ilvi, sinceramente dubito che alla Spontex si siano detti: Dal momento che dobbiamo promuovere un prodotto dedicato al 90% alle massaie, cerchiamo di coinvolgere il 10% di coloro che frequentano il web.
Sarebbe come dire che per promuovere le vendite di un auto, crei un comodissimo poggiatesta per il passeggero.
febbraio 19th, 2007 at 15:21
Ma le spugnette per i piatti non le usano solo le massaie, giusto? Io e il mio fidanzato le usiamo e così, credo, tutti quelli che vivono da soli. Può essere benissimo che alla Spontex abbiano detto “la spugnetta è tradizionalmente un prodotto epr massaie, ma c’è tutta una fascia di giovani che le usa: il nostro target primario saranno loro.” Magari no, ma potrebbe essere.
Il discorso sul web comunque è a prescindere da questo: io dubito che le massaie tipiche vadano su internet a cercare info sulle loro spugnette, anzi dubito proprio che vadano su internet in toto, quindi mi sembra naturale che i siti non siano rivolti a loro. A proposito: come dovrebbe essere un sito rivolto a loro?
p.s. queste sono solo le mie opinioni, sia chiaro, scusate la prolissità !
febbraio 19th, 2007 at 16:26
Beh Ilvi, senza saper né leggere né scrivere ti dico che secondo me le giovani coppie sono ancora fuori target. Il motivo è che quando ci si trova di fronte a prodotti di questo genere i giovani tendono a puntare al risparmio. Insomma, per loro una spugnetta è una spugnetta e la percezione della differenza di qualità è blanda. Di conseguenza non si è disposti a spendere di più per una qualità che viene percepita solo come “leggermente” migliore. Insomma, la “sciura Pina ” che tiene alla spugnetta di qualità perchè ha un po’ più di soldi e di esperienza è probabilmente molto più in target per questo genere di prodotto. La di quanto non lo sia una giovane coppia con pochi soldi in tasca.
febbraio 19th, 2007 at 16:53
Come “giovane” sono d’accordo con te: punto al risparmio e non sto lì a documentarmi sulle virtù della spugnetta, men che meno sono disposta a spendere di più perché c’è un tenero riccio che ci tromba.
Come “pubblicitario” credo che lo scopo della pubblicità sia di contrastare braccine corte coem le mie convincere che un prodotto racchiude un vantaggio reale.
Con me la strategia tv di Spontex non ha funzionato, perché credevo che la peculiarità della spugnetta fosse la forma anatomica, invece ho letto da qualche parte che invece la sua forza è che ha le fibre fatte in un certo modo, che non mi ricordo. Comunque nyky non ti voglio convincere a tutti i costi, soprattutto su questo caso particolare, anche perché anch’io tho dei dubbi sull’eficacia delle e-card del riccio.
Volevo solo intervenire perché mi è capitato più volte di vedere che in blog e forum vari si parla di “target” come di un qualcosa di oggettivo, mentre il target viene definito dalla strategia di marketing, anzi a volte la sfida per il pubblicitario è avvicinare un prodotto a un potenziale target che non è quello tradizionale (ovviamente con una logica).
febbraio 20th, 2007 at 16:13
la pubblicità è semplicemente ripugnante.. nonchè volgare
febbraio 21st, 2007 at 09:42
io sono in target, sono single e ho 32 anni e non sono certo la sciura Pina.. a me il riccio è simpatico, ironico, ma capisco che ci siano persone un po’ più bacchettone.. all’esselunga la spugnetta Spontex costava uguale a quella non di marca e allora ho comprato Spontex, forse per il riccio o forse perchè la credo di migliore qualità ..
febbraio 23rd, 2007 at 17:12
A me il riccio piace: lo trovo simpatico, un modo divertente di promuovere una spugnetta.
Non mi sembra volgare ma solo originale ed ironico.