achtung!

Il ritorno di Toscani


L’ultimo lavoro di Oliviero Toscani appare oggi sulle pagine di Repubblica.
Una doppia ad alto impatto dedicata a Nolita, brand abituato a cavalcare l’onda della polemica e della censura.

Che vi piaccia o no, il buon Oliviero sembra aver ritrovato la sua strada; quella che lo ha reso celebre e che sembrava aver perso negli ultimi tempi.

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set  07
24
alle 12:00
da nyky

Ultimo commento:

di Michela il 01/1/70

La povertà concettuale di Toscani è nota da tempo, ma in questo spot c'è anche malafede.

Se v...


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41 Commenti to “Il ritorno di Toscani”

  1. Stefano dice:

    Toscani continua ad usare il brand per parlar d’altro e denunciare i fattacci d’oggi. “L’importante è che (in qualche modo) se ne parli”.

  2. arnald dice:

    Finalmente! Torniamo ai fasti di un fotografo che dopo aver avuto il coraggio di usare la fotografia come denuncia sociale, oggi ha il dovere di continuare a usare questa sua grnde prerogativa. Vai così Oliviero. – Arnald

  3. Andrea dice:

    Ragazzi io trovo questa pubblicità un esempio massimo di TOTALE IPOCRISIA: mi vengono in mente le trasmissioni televisive come “Amici”, come “Forum”, come “Stranamore” che si spacciano per salvatori dell’umanità, perchè danno alla gente il modo di ricostuire i rapporti, di chiarirsi, di sostenere senza spese le controversie etc… quando in realtà l’UNICO e SOLO interesse è quello di mandare in onda persone e fatti che facciano audience (e delle persone e dei fatti loro in sè non gliene frega niente a nessuno). Ecco qui allo stesso modo c’è l’ipocrisia di Toscani che se esce come un santone, perchè si batte contro l’anoressia (che secondo lui è il fine mentre la pubblicità è solo un mezzo per lui) quando in realtà il SOLO E UNICO scopo è quello di mettere una foto che colpisca e che faccia ricordare la marca per poter vendere di più (che è poi il fine reale del tutto). Questa è soltanto merda…lasciamo il sociale a chi, grazie a dio, fà il sociale…e che i pubblicitari scorretti caimani se ne stiano nella loro fogna a sbranarsi tra di loro su tematiche più consone alla loro bassezza.

  4. ilvi dice:

    Sono abbastanza d’accordo con Andrea, anche se credo che, in generale, da parte dei brand ci possa anche essere una presa di posizione sincera su temi importanti come questo.
    Comuqnue le campagne Benetton mi sembrano anni luce da questa: più artistiche, più sottili e “avanti”. Questa mi sembra incredibilmente vecchia.

  5. arnald dice:

    Vecchia? Forse un po’, ma neanche troppo: http://it.youtube.com/watch?v=XS2PToABtSA

    Inoltre l’osservazione di Andrea mi ha fatto tornare alla mente questa campagna che forse riassume un po’ il suo giusto scetticismo:
    http://adsoftheworld.com/media/print/ccrj_art_director?size=_original

    http://adsoftheworld.com/media/print/ccrj_copywriter?size=_original

    Credo che sia comunque importante che anche i brand facciamo comunicazione in questo senso, anche quando si tratta di autocelebrazione. E poi chi dovrebbero essere questi che sanno fare campagne per il sociale e che le fanno per delle buone ragioni? Personalmente ho partecipato a più di una campagna sociale, anche ministeriali, e posso dire che di buoni sentimenti se ne vedono davvero pochi. Il sociale è quello che è. Credo che a conti fatti, le migliori campagne sociali le facciano quelli che si vanno a sporcare le mani sul campo e non le dita tastiere (me compreso) dei mac. – Arnald

  6. Davide dice:

    Pienamente daccordo con Arnald.
    E aggiungo.
    Il sociale, fatto strillando, non ha più la finalità iniziale e segue i ragionamenti di bilancio di qualunque azienda.
    Provate a parlare con chi tiene cooperative in ambito welfare………

  7. arnald dice:

    Sì, ma ciò non toglie che Toscani, proprio perché ha un passato di grande comunicazione, deve snellire il suo lavoro della “monnezza” degli ultimi anni e riprendere a parlare così. Per quanto non sia abbastanza è pur semrpe qualcosa. – Arnald

    p.s.: non so se ricordate questa: http://www.museum-folkwang.de/typo3temp/pics/34bd4a803e.jpg

  8. chia dice:

    io ho un solo dubbio: essendo nolita una linea di abbigliamento per bambine…è adatta una campagna del genere? va bene prendere una posizione, ma è coerente rispetto al target?

    poi se si vanno a vedere le foto delle sfilate della collezione, dove mi sembra di vedere bambine trattate alla stregue di modelle consumate, con tanto di trucco molto forte e a volte accessori di dubbio gusto (come i bicchieri da cocktail), mi chiedo se non debba prendere anche un’altra posizione, quella del buongusto..e della coerenza.

  9. gioia dice:

    ciao a tutti
    sono intervenuta perchè credo che a volte si dicano le cose solo per il gusto di criticare.
    Ma questa cavolo di pubblicità ha o non ha un ruolo sociale? una volta si critica perchè spinge all’anoressia, la volta dopo la si critica perchè va contro l’anoressia ma non lo fa nel modo giusto… sareste più bravi a trattare un tema come questo senza risultare banali, senza alzare la voce???
    Aggiungo che un brand DEVE sposare dei temi sociali perchè ha delle responsabilità e se sposare un tema sociale come la bulimia o l’anoressia significa vendere di più va bene lo stesso…

  10. Andrea dice:

    Bè ragazzi, io non ho detto che un manifesto fatto davvero per il sociale sia utile…ma almeno non trasuda ipocrisia come questo ecco. Sono d’accordo con voi sul fatto che sia i brand, sia i pubblicitari stessi potrebbero fare del sociale…ma questo significherebbe, ad esempio, che il caro Toscani mi mette in giro una pubblicità sul sociale a SUE spese, senza marche e con giusto il suo nome sotto scritto in piccolo. Stessa cosa per i grossi brand. Oppure entrambi mettono in atto delle iniziative concrete, senza sbandierare troppo. Vediamo così quanti sono per davvero i buoni.

  11. Flavia dice:

    Miiii, che fantasia questo Toscani! Puntare su qualcosa di diverso dalla trasgressione no, eh?! Mi sembra come uno di quei cantanti che per vent’anni marciano sulla stessa canzone nota al pubblico…Che tristezza.

  12. Andrea dice:

    toscani sono 20 anni che marcia con queste foto… con queste strategie secondo me disoneste… direi che per alcuni punti di vista non è meglio di corona quando va dalle sorelle k…

  13. nico dice:

    Pienamente daccordo con Arnald.

  14. Andrea dice:

    Gioia, per me pè molto sempice: la pubblicità NON ha poi tutto questo ruolo sociale….infatti trovo altrettanto ipocrita dire che se una ragazza non mangia più è colpa della pubblicità sbagliata. Forse la nostra generazione ignora troppo il fatto che anche una volta le comunicazioni pubblicitarie (ma anche i cartoni animati)lanciavano messaggi “pericolosi”…eppure non mi risulta che per questo la generazione dei nostri genitori si sia decimata. Diciamo piuttosto che oggi sono venute meno altre cose (oltre che l’intelligenza e il buon senso) e non si può per questo incolpare la (sola) pubblicità.

  15. Claudio dice:

    di certe cose, l’importante e’ parlarne, e anche la polemica è importante …

  16. ilvi dice:

    Arnald, io voleo dire che è vecchia l’impostazione della campagna, il linguaggio che utilizza, non che lo sia la tematica. E’ solo la mia opinione, naturalmente.

  17. gianmarco dice:

    non capisco perchè quando si propongono modelli negativi la colpa è sempre dei media e delle pubblicità, quando si provano a passare messaggi educativi (e questo senza dubbio lo è) allora si intima chi fa comunicazione di non intromettersi in tematiche sociali, dal momento che sono pagati e lavorano per un brand che poi guadagnerà.
    Questa è la vera radical/ipocrisia.
    Qualcuno ha detto che toscani dovrebbe pagarsi di tasca sua le campagne sociali?
    Posso chiederti perchè?
    In questo modo il sociale finirebbe.
    Ben vengano aziende con il coraggio di investire e puntare su temtiche importanti, se poi ci guadagnano…tanto meglio.

  18. Andrea dice:

    Gianmarco ma cavolo secondo te scrivere “no anoressia” e renderlo quasi un BRAND, in assonanza, guarda caso, col brand NOLITA pubblicizzato è lanciare un messaggio POSITIVO? ma dai. Questo non è coraggio di investire su tematiche importanti, è il cinismo e l’ipocrisia di chi ormai, pur di vendere di più, sfrutta anche i problemi seri che affliggono la nostra società. Ma cosa credi, che tutte le altre aziende che operano nell’abbigliamento e che non hanno pensato ad una campagna così, in modo implicito, intendano dire “viva le anoressiche”???…la verità è che questo ad non è una battaglia contro l’anoressia, la quale si gioca su altri fronti e in altri modi, primo tra tutti LEVANDO il brand! Si sente spesso dire di gente famosa che fà del bene senza dirlo, no? ecco, quello è investire nel sociale…e non farlo sventolando a 4 venti il proprio operato.

  19. gioia dice:

    io non ti capisco, mi sembra ovvio che un conto è la beneficenza di un privato un conto è la “beneficienza” di un personaggio pubblico o di un brand…. la forza sta in questo: se faccio beneficienza io mi tirerò si e no altri 10 ragazzi se lo fa jovanotti o chi per lui molti di più…
    p.s.: i dati sul calo dell’intelligenza delle nuove generazioni… potrei sapere chi è la fonte???

  20. gio dice:

    sul sito del gruppo Nolita c’è scritto che la campagna è supportata dl Ministero della Salute…quindi cè stato un contributo statale se ho ben capito.Quindi un marchio che sul proprio sito ha immagini di modelle anoressiche ,ha preso dei soldi dallo Stato per diffondere questa comunicazione sociale e pagare le proprie modelle anoressiche…
    Complimenti alla coerenza !
    PS il pensiero è un po’ contorto,scusate.ma queste cose mi mandano in bestia.

  21. Andrea dice:

    Gioia intendevo direi che ci sono personaggi pubblici e danarosi che investono nel sociale e non lo dicono, proprio per evitare che le loro iniziative puzzino di pubblicità alla propria immagine capisci? Non è necessario che rendano pubbliche le loro intenzioni (qui si parla di fare un bel versamento o di investire in una campagna ma restando nell’anonimato o quasi). Ho reso l’idea? ripeto l’esempio di prima, se Toscani crede tanto nella lotta contro l’anoressia, non la porta avanti buttandola dentro ad una sua pubblicità che gli frutta migliaia di euro ok??? Fà una bella pubblicità a sue spese e la manda in giro, col suo nome, non con quello del brand…oppure anonima. La gente (voglio sperare) non è così idiota da dare più retta ad un messaggio solo perchè firmato Toscani.

  22. gianmarco dice:

    la campagna è stata fatta per una casa che fa vestiti, non per un mobilificio.
    E visto il trend, penso che a chi fa vestiti convenga puntare su molto altro per vendere, non so quanto intermini economici sia remunerativa questa scelta, potevano metterci la solita gnocca con patata al vento e tettone, o la modellina con sguardo drogato e perso nei vuoto (proponendole come esempio), invece hanno puntato su un tema di cui si parla, sfruttando anche un incorcio mediatico molto favorevole.
    Bravi.

  23. uno, nessuno, centomila dice:

    Strategia di infimo livello.
    Lo stesso messaggio si poteva rendere, ovviamente in modo meno demagogico, mostrando il presunto benefit di Nolita: “strafiga” anche se in sovrappeso; felice e realizzata anche senza l’ossessione della linea. Perché, ad esempio non scegliere una testimonial tipo la cantante oversize Linda.
    Forse perché non avrebbe provocato 21 commenti a questo post?

  24. ilvi dice:

    Mi sembra chiaro che alcuni di noi vedono in questa campagna un messaggio utile, pur se sponsorizzato da un brand, altri una strumentalizzazione un po’ ipocrita. Posto che non siamo nella testa di Toscani e di Nolita per capire se sono sinceri, proporrei di capire perché questo messaggio ci dà fastidio.
    Vi dico la mia.
    A parte le considerazioni che ho espresso prima, sul fatto che mi sembra un tipo di comunicazione vecchia, mi sembra una pagina che vuol far parlare di sé più che di un problema. Perché? Perché esprime un messaggio autoreferenziale, dice “noi siamo contro l’anoressia”, e questa è rappresentata da una brutta ragazza scheletrica. Non parla a quella ragazza che ha un problema, parla agli altri, e dice una cosa ovvia: no a una cosa brutta.
    Un po’ come dire “no AIDS” e mostrare un malato terminale o “no depressione” e mostrare un suicida… insomma, che cosa vuol dire? Stringi stringi non vuole dire niente, secondo me. Insomma, sembra proprio che la priorità fosse mettere lì una foto-choc…
    Ma sicuramente le intenzioni di Nolita sono ottime, e spero davvero che questa pagina possa aiutare qualche ragazza a non cadere nell’anoressia.

    Scusate l’attacco di logorrea, buona serata a tutti!

  25. slego dice:

    toscani – buon fotografo e pessimo comunicatore – continua a “raspare” nella merda. come ha sempre fatto. e tutti a dire “oh!”
    ma vaffanculo va’…

  26. slego dice:

    scusate il linguaggio, ma non ho saputo tenermi.

  27. arnald dice:

    Ilvi in un certo senso ha ragione, il copy è didascalico. D’altra parte non potevano non mettere la loro posizione perché in questo mondo di idioti ci vuole poco a non farsi capire.
    Magari potevano dire qualcosa di più o di meglio. Sarebbe un buon esercizio copy perché il visual è così forte che parlare senza essere cannibalizzati o senza cannibalizzare non sarebbe facile. Quasi quasi ci provo…

  28. gianluca dice:

    dissnto da Andrea rigurado le considerazioni ull’ipocriia di Toscani. E’ vero usa un brand per parlar d’altro, parla d’altro usando il brand. Che male c’è ad usare la pubblicità per porre al centro dell’ attenzion un tema gigantesco come quello dll’ anoressia?Lo fa durante la settimana della moda poi. Toscani è un genio, c’è poco da fare, piaccia o non piaccia non lascia mai indifferenti e questo in pubblicità è molto importante. Tornando alla campagna, la foto non mi piace tantissimo, i caratteri ancira meno.

  29. Andrea dice:

    Gianluca Toscani è un genio??? se lo dici tu…tanto per cominciare quella nella foto è una modella, cosa vuol comunicare facendosi vedere così? Vuole forse dire “non fate come me”? Oppure “così è il mondo della moda”? Perchè il NO all’anoressia mi deve venire da una che ci è cascata in pieno e non ne è manco uscita??? Poco efficace direi no? La verità è che così facendo Toscani si mette in tasca i suoi bei soldini, la modella ha trovato il modo di comparire ancora e di farsi pagare sebbene sia incappata nel tunnel della morte…e il brand ha il suo ritorno. Siamo tutti bravi no? Il giochino è troppo subdolo e facile, altro che genio ma noi, come sempre ingenui e benpensanti, siamo qui a credere nell’incredibile sincerità e genuinità di quest’uomo. Santo subito dai.

  30. gio dice:

    Anche il presidente dell’associazione per la ricerca sull’anoressia ha criticato questa campagna pubblicitaria.
    che ne dite se lasciamo a parlare di piaghe sociali quali l’anoressia chi nel sociale ci vive e combatte?
    l’anoressia è una malattia…non è un maglioncino di lana benetton

  31. Andrea dice:

    GRANDE GIO! Condivido in pieno, ripeto ciò che avevo detto: questa è soltanto merda…lasciamo il sociale a chi, grazie a dio, fà il sociale…e che i pubblicitari scorretti caimani se ne stiano nella loro fogna a sbranarsi tra di loro su tematiche più consone alla loro bassezza.

  32. gianluca dice:

    @Andrea
    perchè ogni volta che lascio un opinione te ne esci con questo “se lo dici tu” alla brandon walsch? il fatto che la signora de clerk critichi la campagna nn vuol dire niente. sull’ efficacia: Toscani usa la modella perchè i modelli che propone la moda sono i modelli che portano migliaia i ragazze ad avere disturbi alimentari. Secondo me Toscani è un genio. Il fatto che intaschi di soldi che cosa c’entra?dovrebbe farlo gratis?ancora ull’ efficacia: ne sta parlando tutta italia, mi sembra.

  33. Andrea dice:

    Gianluca non ce l’ho con te però siamo sempre lì: perchè devo pensare che proprio nel mondo della moda, che forse più di tutti rappresenta l’ipocrisia e il giro di soldi dei nostri tempi, debba esserci questo incredibile senso di bontà e di altruismo? per me son solo soldi e business…tanto sfacciato da sfruttare senza ritegno tematiche serie e delicate come questa. Un’ultima cosa: sono le modelle a portare le ragazze all’anoressia? se lo dici tu…

  34. Flavia dice:

    Se Toscani fosse un genio farebbe qualcosa di diverso, almeno di tanto in tanto, no?

  35. gio dice:

    gianluca..ne sta parlando tutta l’italia.allora siamo al discorso ..bene o male purchè se ne parli.
    rispetto ma non condivido questa scelta.
    l’anoressia non nasce nel campo della moda ma in famiglia(in particolare nel rapporto madre figlia,questo non lo dico io ma la psicologia e la medicina).ammesso questo bisogna dire che la moda dell’ultimo ventennio ha usato come testimonial ragazze sempre piu’ magre…e usare come testimonial ragazze malate non è certo cosa da pubblicizzare.
    oliviero toscani è un genio o forse lo è stato ..questa volta secondo me ha toppato.
    cè da chiedersi :esiste un limite in pubblicita’?la sacralita’ di un corpo malato e la dignita’ di una persona sofferente non sono un limite?

  36. gio dice:

    non voglio fare la moralista.pero’ ragazzi ..camminare per roma e vedere questa immagine mi ha turbata.
    davvero ormai siamo bombardati da immagini di ogni tipo.
    ci sara’ qualcosa da preservare? o possiamo mandare on air tutto?

  37. gianmarco dice:

    questo discorso è permeato da un’ipocrisia veramente incredibile.
    Non penso ci siano pubbllicitari caimani, come non credo esista un sociale solo sociale.
    Ognuno utilizza i talenti che ha avuto in dono e gli spazi che è riuscito a trovare.
    A toscani talenti e spazi non sono mai mancati, e negli spazi che ha avuto a disposizione ha sempre messo del suo, senza negare niente e facendo pochi compromessi.
    In una professione dove la comunicazione è strumento, oggetto e fine, far parlare di come si sono utilizzati i propri spazi è un risultato, un ottimo risultato.
    Quanti di voi, che criticano, darebbero qualsiasi cosa per fare canmpagne con una tale risonanza? E quali compromessi accetterebbero? E allora…meglio fare una campagna che faccia “il botto” e non comunichi niente, o infilarci anche tematiche che in pochi altri trattano, in modo molto più “didascalico” e pietoso?
    Sono stati trasmessi video, su canali nazionali, di gente che si buca, che muore, che fa le cose più assurde e abiette, intervallati da spot.
    Purtroppo in italia si parla e ci scandalizza, erigendosi a paladini della moralità e dell’etica, solo in situazioni contigenti, sull’onda del clamore dei media, poi tutto si dimentica.
    Manca, è vero, un reale senso dell’etico e dei valori condivisi, ma manca a priori, ed è per questo che poi si procede in ordine sparso, sensa una direzione.
    Penso che se ci fosse un strada segnata da tempo su questo genere di problemi e di comunicazione applicata a questi problemi, i commenti sarebbero stati più precisi, più pungenti, più acuti, ma forse manca un substrato comune e ormai sedimentato di approccio sociale.
    Per questo…chapeaux oliviero.
    scusate la lungaggine e grazie a chi ha letto tutto.

  38. ilvi dice:

    Caro gianmarco, ho letto tutto il tuo post (prego!).
    Mi sento chiamata in causa perché ho criticato, ma credo di aver motivato le mie critiche e ti posso dire serenamente che non parlo per invidia (e non perché non abbia nulla da invidiare ad altri eh!)… anche perché in questo caso parlerei male di tutto quello che fa parlare e che non ho fatto io, e non è così.
    Secondo me il lavoro di pubblicitario non ha come scopo far parlare di come si sono utilizzati i propri spazi, ma molto più banalmente del prodotto, sia questo un bene, un servizio o una nobile causa. A volte ci sono casi più articolati, in cui il prodotto è un bene fisico, ma se ne parla associandolo a una nobile causa, come in teoria in questo caso. E questo va bene!
    Il mio dubbio, qui, è che si parli molto di Toscani, nel bene o nel male, e poco di anoressia: è questo che intendevo quando nell’altro post ho detto che questa pagina sembra voler far parlare più che altro di se stessa. Spero che i fatti smentiscano questa mi impressione, naturalmente!

  39. gio dice:

    ti ho letto tutto caro gianmarco.non mi sento un ipocrita.a me questa pubblicita’ non piace.la trovo di cattivo gusto.non risponde nè a fini promozionali nè a fini sociali.

  40. Tao Tao dice:

    Dico la mia:
    sentire definire Toscani un genio mi deprime.
    Toscani, lo abbiamo già detto è un bravo fotografo. Come comunicatore invece non ci siamo proprio. In questa, come nelle altre campagne Benetton che hanno fatto la suo fortuna, usa sempre e solo un linguaggio: sbattere in faccia a chi guarda il problema. Se poi questo sia il metodo migliore o peggiore per fare campagne sociali è un altro discorso
    (e neanche a dire che se lo sia inventato lui).
    Toscani usa lo stesso ed oliato meccanismo che in passato gli ha dato notorietà. Purtroppo conosce solo quello. E proprio questo è il suo punto debole di comunicatore. Infatti, quando non ha un argomento per scandalizzare, le sua campagne fanno flop. Alzi la mano chi si ricorda una campagna di Toscani su un prodotto (non su una tematica sociale) o su un servizio.

    Sto aspettando….

    Visto, nessuna.
    Toscani è un fotografo. Copione oltretutto.
    Copia sempre e unicamente le sue campagne fatte in Benetton.
    No alla mafia
    (e si vedeva un morto ammazzato)
    No all’AIDS
    (e si vedeva un malato di AIDS)

    Poteva quindi cambiare?
    No all’anoressia.
    (e chi si vede?)

  41. Michela dice:

    La povertà concettuale di Toscani è nota da tempo, ma in questo spot c’è anche malafede.

    Se veramente sei a conoscenza delle dinamiche che conducono all’anoressia e hai un minimo di dimestichezza con la filosofia pro-ana, sai anche che per una ragazza anoressica quella foto rappresenta UN MODELLO ASPIRAZIONALE. Per chi è anoressico la visibilità delle ossa è positiva, è un segno di bellezza; quella donna è stata fotografata dal punto di vista di una persona non anoressica.

    Sul piano sociale quindi la campagna non è solo inutile, ma addirittura dannosa, e ricorda questa campagna antipedofilia: http://michelamurgia.altervista.org/content/view/171/2/
    giocata sull’equivoco che il pedofilo nei bambini cerchi segni di maturità sessuale, cosa ovviamente non vera.

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