Volantino horribilis (parte seconda)
Il secondo volantino, annunciatovi ieri, riguarda un corso per diventare una perfetta majorette (ne sentivate la mancanza, eh?).
La Ludoteca di Pontinia vi offre questa fantastica opportunità .
HEADLINE: Corso di majorettes (perchè il plurale?)
SUBHEAD: Ragazze pom-pom (ma non si dice pon-pon?)
BODYCOPY: Se sai fare la ruota o vuoi imparare ad usare la mazza vieni in Ludoteca (?!)
Adesso: noi vorremmo rimanere seri, ma come si fa di fronte a cotanto capolavoro?
A parte il “velato” e sicuramente involontario gioco di parole, la domanda sorge spontanea: il saper fare la ruota è propedeutico per il corso? Voglio dire, se non so fare la ruota ma so usare la mazza, posso partecipare lo stesso??
F A V O L O S O ! ! !
da nyky
Ultimo commento:
di kromakee il 01/1/70
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novembre 15th, 2007 at 12:28
Non ho parole ma sto ridendo ancora.
novembre 15th, 2007 at 13:01
Vabbè ma stiamo davvero sparando sulla croce rossa…
novembre 15th, 2007 at 13:34
ehehehehhahaaha.a…
vi prego mandatemi l’autore che lo voglio sul mio comodino la mattinaaaaa
novembre 15th, 2007 at 13:54
le ragazze POM POM e SAPER USARE LA MAZZA danno il via ad una doppia interpretazione…
novembre 15th, 2007 at 14:03
Non ci credo. E’ stato fatto apposta.
novembre 15th, 2007 at 14:35
ma vala’…e’ impossibile…non esiste davero una cosa del genere…
novembre 15th, 2007 at 14:41
ancora ancora! vi prego. – arnald
novembre 15th, 2007 at 14:46
Però così è un po’ troppo facile. Basta prendere un volantino da una bacheca e ci si trova uno strafalcione, una bruttura, un’assurdità .
Credevo che si parlasse di pubblicità , qui dentro.
novembre 15th, 2007 at 14:52
Se ne parla Leetah, se ne parla. E ci sembra giusto dare spazio sia alla pubblicità nazionale ed internazionale che a quella locale.
Non trovi?
novembre 15th, 2007 at 15:03
Cari intervenuti,
abbiamo postato questo volantino (e l’altro di emmanuel arredamenti) sul nostro klog, rendendolo noto anche agli amici di Spotanatomy, per alcuni semplici motivi: fanno ridere, ci danno la possibilità di prendere più sul serio il nostro mestiere e di sdrammatizzarlo allo stesso tempo, è quello che ci vuole quando ti svegli la mattina e ancora non hai preso il caffè. Ti fanno capire che oltre ad un backgroud fatto di studio ed esperienza, quello che ti contraddistingue (quando fai questo mestiere) è il pensiero laterale, senza il quale non esisterebbe il fantastico e rutilante mondo delle agenzie di comunicazione; senza nulla togliere ad account, rearto media, ecc ecc.
Concludo dicendo che io conosco il colpevole che ha fatto ’sto coso: se riesco lo immortalo in una foto e ve lo faccio vedere.
Nel frattempo si accettano scommesse su tratti somatici, età e gusti sessuali.
novembre 15th, 2007 at 15:07
Non trovo che questa sia pubblicità locale.
A me sembra un volantino fatto in casa.
Possiamo criticare un lavoro fatto da professionisti o sedicenti tali (vedi Toscani), ma quando si passa ai dilettanti a me sembra che si cambi argomento.
Sarebbe come contestare a un bambino che gioca a calcio all’oratorio che non sa inventarsi azioni alla Ronaldinho (o tirare testate alla Zidane, fate voi). È troppo facile.
Penso solo che ne vada della credibilità del sito.
novembre 15th, 2007 at 15:15
Leetah,
Per quanto sia un volantino “fatto in casa” non ci sono dubbi, ma credo difficile che abbiano stampato con una ink-jet ti pare?
quindi hanno portato il lavoro “fatto in casa” a qualcuno che per quadagnare 4 lire non si preoccupato a fatto di far notare che magari avevano scritto qualche c…ta.
Quindi credo giusto parlare qui del fatto che una figura del mondo della pubblicità (lo stampatore) sia stata poco professionale.
novembre 15th, 2007 at 15:18
ovviamente “Per quanto” voleva significare “Che”.
Vi giuro non ho fatto io quel volantino!!!!
novembre 15th, 2007 at 15:25
Quello che solleva Leetah è un problema reale. Oltre a dover combattere con pazzi che si reputano professionisti e con piccoli casi di fai da te, un volantino come questo è segno che in Italia tutti credono di poter fare comunicazione. A questo pezzo di carta, seppure fatto in casa, manca il buon senso. Voglio dire, non ci vuole niente a controllare che pom-pom non si scrive così, ma pom-pon (wikipedia), e che “usare la mazza” può essere di cattivo gusto. Tra questi due mondi, quello di Toscani e quello del volantino, c’è un’identica bassezza nella capacità di comunicazione. Ma tra i due mondi suddetti ci sono anche tantissime aziende di vario taglio che entrano in una qualsiasi tipografia pensando che le campagne pubblciitarie si facciano lì. Lo dico per esperienza diretta. Ricordo quando lavoravo in Tipografia e uno dei più grandi tour operator del Lazio venne a buttare lì i suoi soldi. Queste aziende lo avrebbero pure il denaro per pagare dei bravi creativi (magari non le grandi agenzie, ma mica ci sono solo quelle), visto che impegnano centinaia di migliaia di euro nel comprare spazi pubblicitari che coprono di immondizia. Forse dobbiamo correggere un po’ il tiro. Cominciamo a prendere di petto qualcuno che ha la responsabilità di posti di lavoro. Quanti di voi, per esempio, hanno mai sentito i radio de “il Messaggero”? Se questo ci ha fatto divertire, quelli vi faranno letteralmente pisciare sotto. – Arnald
novembre 15th, 2007 at 15:27
C’è un budget, un mezzo, c’è un messaggio, c’è una promessa, una diffusione…
Può essere ‘fatto in casa’ quanto vuoi, resta un’azione di pubblicità .
E’ fatto da sprovveduti? Sai che novitÃ
Mi vengono in mente almeno una cinquantina di spot nazionali che hanno il medesimo ‘gusto naive’ e una realizzazione al limite dell’artigianale…
E’ solo una questione di proprozioni.
novembre 15th, 2007 at 15:40
in efftti andrebbe fatta una sorta di divisione a priori, non si può certo mettere tutto sullo stesso piano.
Al massimo qui si può discutere della cultura, della sensibilità e della propensione creativa che può avere chi ha fatto questolavoro, ma non paragoniamolo alla pubblicità .
Si può invece prendere ad esempio quegli spot (e allora parliamo comunque di gente che ha investito dei soldi) che girano nei circuiti televisivi regionali o locali…alcuni sono degni di essere analizzati in chiave quasi sociologica, presupponendo l’incredibile target di riferimento!
novembre 15th, 2007 at 15:41
Due cose, poi basta. Non mi piace alimentare le polemiche.
1) Alfio, io non ritengo che uno stampatore sia un professionista della pubblicità . E comunque per stampare mille copie di un volantino, per dire, non è nemmeno necessario rivolgersi a uno stampatore: basta una copisteria, dove nessuno legge quello che stai stampando.
2) Non sto qui a fare filosofia su cosa sia e cosa non sia la pubblicità . Dico solo che è troppo facile sparare a zero sui volantini fatti in casa e sugli annunci ideati da dilettanti. Sarebbe come correggere un racconto di un bambino delle elementari in un sito di letteratura. Sono parole scritte? Sì. Sono narrativa? Sì. Sono scritte per essere lette da qualcuno? Sì.
Ma come giudichereste un blog letterario che lo prende in giro?
Qualsiasi volantino fatto in casa ha qualcosa che non va, per questo mi sembra inutile parlarne. Tutto qui.
novembre 15th, 2007 at 16:34
anche io penso che sia unitile stare a parlarne… è come sparare sulla croce rossa: questi sono “progetti” che non hanno nessuna pretesa e nessun budget, che può fare anche un bambino.
novembre 15th, 2007 at 16:35
Leetah,
Uno stampatore diventa un professionista della pubblicità quando soggetti con badget limitato o assente si rivolgono a questa figura per stampare i “lavori fatti in casa”. Credo che parliamo di un buon 20% di Volantini, Locandine, Manifesti a divulgazione locale, etc. etc. credo che lo stampatore in questi casi abbia il dovere almeno di leggere il contenuto del matareiale da stampare.
novembre 15th, 2007 at 17:17
Lo trovo sublime. SOno d’accordo che non bisogna sparare sulla croce rossa. Però almeno un onesto correttore di bozze lo si potrebbe interpellare prima di stampare qualcosa. “pom pom” è davvero patetico. (Un po’ come chi dice “tram tram”)
novembre 15th, 2007 at 17:19
Che ne pensate invece di valutare un altro punto di vista?
Questi volantini fatti in casa, tolgono il lavoro a noi pubblicitari: non perché se li facevamo noi sarebbero stati nigliori e ce li saremmo fatti pagare profumatamente, ma perché magari il proprietario di una piccola media impresa che vede ste cose in giro pensa che il conto che tu gli hai presentato non è giustificabile, perché non riconosce il valore aggiunto della comunicazione e magari riterrà valida la grafichetta del nipote con photoshop crakkato perché (influenzato da sta monnezza) penserà il vecchio adagio “… purché se ne parli”.
Le piccole agenzie come la mia questo problema ce lo hanno.
novembre 15th, 2007 at 18:11
avevo letto “graFICHETTA della nipote” e già mi sembrava perfetto per questo post….
Onestamente non penso che questo genere di produzione tolga lavoro a nessun PROFESSIONISTA della pubblicità .
novembre 15th, 2007 at 18:42
…forse perchè non hai mai parlato con un l’imprenditore/manager/amministratore delegato che ti piazza sotto il naso il “loghetto che ha fatto mia nipote che lei è molto brava” e poi ti suggerisce due o tre ideuzze “perchè io ho sempre avuto questa vena creativa…”
Il peggior nemico dell’agenzia è l’imprenditore convinto di poterne fare a meno.
…mmminchia che massima, sembra vera.
novembre 16th, 2007 at 05:33
Io credo che questo messaggio debba essere criptato…insomma, mazzaaaaaaa?ragazza pom-pom??
non è che cè un maniaco dietro…??
novembre 16th, 2007 at 08:49
forte sto stage di rocco siffredi, dov’è che mi iscrivo?
novembre 16th, 2007 at 10:46
secondo me … voi tutti pubblicitari siete un po’ invidiosi … perche’ un volantino del genere neache se aveste avuto il peggiore dei vostri incubi, sareste stati in grado di crearlo.
senza investimenti proibitivi…. con un vecchio pc generazione primi anni 90, un software che forse e’ il vecchio Banner o uno dei primi MSWord, questo volantino ci sta facendo amMAZZAre delle risate, discutere, divertire.
Beh se la pubblicita’ suscitasse sempre questo oltre a far vendere… beh sarebbe il massimo!!!
amMAZZAte oh!
N.
dicembre 26th, 2007 at 02:06
Incredibile… le lacrime dal tanto ridere.
Hihihihihihi
aprile 9th, 2008 at 18:09
ah aha ha ha!! all’inizio impreparata all’approccio imprevedibilmente optical ho letto “corso di MARIONETTES”! Ma poi è stato un crescendo di emozioni, è stupenda!!!