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Un logo per il Parco dell’Incoronata

Visto che i loghi ci piacciono, non potevamo lasciarci sfuggire il neo eletto tale per il Parco Regionale Bosco Incoronata.

Tra ben 163 proposte, il Comune di Foggia – Assessorato all’Ambiente ha optato quella di Marika Perazzetti di Montesilvano (PE).

Motivazione: è il logo che più di tutti esprime le caratteristiche ricercate nel bando e può avere un alto valore promozionale dell’area protetta e del territorio comunale.

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giu  07
20
alle 12:00
da meghi

Ultimo commento:

di ff3300 il 01/1/70

anche io ho atto l'isia
ma se presentavo una cosa simile venivo percosso ripetutamente per ore.
p...


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27 Commenti to “Un logo per il Parco dell’Incoronata”

  1. Barabba dice:

    Capperi che sintesi grafica! A questo punto perchè non inserire anche un gregge di pecore sul prato? O il sagrestano sorridente sulla porta della chiesa? O un salamino tipico? Se è vero che la committenza cercava nel marchio tutte le caratteristiche ricercate nel bando, trovo poco marketing oriented aver tralasciato tali fondamentali plus di comunicazione. Mi piacerebbe sapere se all’ interno della commissione che ha redatto il bando ci fosse almeno un individuo con cognizioni minime di base.

  2. Anonimo dice:

    la Commissione era composta da rappresentanti del Comune di Foggia, dell’Università degli Studi di Foggia, delle associazioni ambientaliste e del Santuario dell’Incoronata…

  3. Barabba dice:

    Ecco, appunto.

  4. Anonimo dice:

    :-)

  5. Pasquale dice:

    Bell’illustrazione (simpatica)… non è un logo dai!…

  6. Joe Badile dice:

    ..e poi è molto economico da stampare..

  7. varasca dice:

    è uno di quei francobolli che si mettono in fondo alla rivista, nel boxino della gita fuori porta… sigh…

  8. gianluca dice:

    Niente di nuovo sotto il sole.. Di loghi così i parchi ne sono pieni.

  9. Tao Tao dice:

    Non mi sembra il caso di sparare su nessuno.
    Fino a quando queste cose accadono sul Parco dell’Incoronata. Non so quanto era il budget della gara ma non penso che si stia parlando di cifre esorbitanti. Il problema c’è quando queste cose accadono ad esempio per il marchio dell’Italia.
    Allora si, che bisognerebbe gridare allo scandalo.

    Il marchio di Marika (che a molti occhietti esperti non da per niente l’idea del marchio) è assolutamente in linea con molti marchi del genere ed è assolutamente piacevole. In quanto ai fantomatici obiettivi di marketing del parco dell’incoronata… maddaì, avevano anche delgi obiettivi di marketing?

  10. Gluca dice:

    declinarlo e’ un macello o forse non ci hanno pensato…pero’ ce lo vedo bene sulle t-shirt…

  11. Pasquale dice:

    Il marchio (che poi dovrebbe essere un logo… che in realtà è una piccola illustrazione…) è in linea con gli altri del genere… benissimo! Ripeto: piacevole l’illustrazione ma come LOGO non può funzionare.

  12. ttx dice:

    carino… ma un po’ troppo Clip Art…

  13. Sasco dice:

    Poco di più di una clip art… ma potrebbe anche essere assolutamente allineato al brif. A me suggerisce semplicità, volontariato, improvvisazione ed economicità. Non mi suggerisce organizzazione, sicurezza, lungimiranza.

  14. quiete dice:

    credo che fino a che questi marchi otterranno riconoscimenti, anche dal marchio dell’Italia non ci si può aspettare molto di più.
    credo inoltre che limiterò di molto la mia partecipazione a nuovi concorsi.

    … se non si era ancora capito, anch’io ho partecipato al concorso…

  15. One dice:

    Se per sintesi vi riconoscete nel nuovo logo dell’Ordine dei Geo-loghi del Lazio allora bisogna rivedere il concetto che si esprime con il termine “logotipo/marchio”! Quello in questione è in linea con le richieste del committente e con le persone che hanno fatto parte della giuria :( . Non sono il vicitore, ma colei che ha vinto, secondo me non ha peccato di presunzione e probabilmente ben ha compreso il brief. Forse è propio su quest’ultimo che bisognerebbe e commentare e riflettere maggiormente!

  16. quiete dice:

    @ One
    Vorrei ricordare che il concorso richiedeva la creazione di un marchio e non di un’illustrazione (probabilmente più adatta ad un leaflet o ad un manifesto) quindi, a mio parere, non si può sostenere che chi ha vinto ha compreso in pieno il briefing. Direi piuttosto il contrario.

  17. Tao Tao dice:

    Definizione di marchio

    Segno suscettibile di essere rappresentato graficamente, quali: parole, disegni, lettere, cifre, suoni, forma di prodotto o della sua confezione, le combinazioni o le tonalità cromatiche, che viene utilizzato da un ente o da un’impresa per contraddistinguere se stessa e/o i prodotti, e/o servizi che produce, e/o che commercializza.

    Ergo: un marchio può essere anche un disegno!
    Quindi evitiamo polemiche inutili.
    Il brief chiedeva un marchio
    e un marchio ha vinto.
    Che poi il lavoro in questione non vi piaccia
    è un altro discorso!

  18. quiete dice:

    Io credo che devi evitarle tu le polemiche andando a pescare da wikipedia… un marchio x me, e anche x quelli che fanno il mio lavoro, è qualcos’altro. E qui chiudo.

  19. Gnicky dice:

    se avessi i soldi farei ricorso

  20. Tao Tao dice:

    Caro quiete, wikipedia è probabilmente la tua fonte maggiore di ispirazione. Non la mia.
    La tua opinione di marchio è assolutamente tua e nessuno la critica. Il problema che dovresti porti è perché non hanno scelto il tuo, invece di criticare quello che hanno scelto. E dal modo in cui rispondi si evince che con i marchi non ci guadagni un granché, visto che il mercato funziona proprio come a te non piace.
    Continua perciò a massaggiarti l’ego guardandoti il book con marchi mai usciti prima di andare a nanna convincendoti che sei un grande designer.
    Noi stupidi grafichetti di provincia invece, brinderemo alla tua salute e alla tua sapienza, dilapidando i premi in denaro delle gare che tu, grande genio incompreso, continui a perdere.
    Un saluto da uno che fa il tuo lavoro, ma con modestia e umiltà.

  21. quiete dice:

    Avevo detto che chiudevo ma, cacchio, taotao ci va giù duro…
    Dunque…
    1) non capisco da dove evinci che wikipedia è la mia fonte maggiore di ispirazione e non la tua visto che l’unico che l’ha citata sei stato tu (sì, certo, l’hai fatto con modestia e umiltà…)
    2) visto che nessuno critica la mia opinione di marchio potevi evitare di farlo anche tu così mi risparmiavi tutta stà sbobba
    3) il fatto che non hanno scelto il mio di marchio (tra l’altro anche x me non era un granché) fa parte del gioco. Visto? il problema è gia risolto
    4) ebbene sì, mi guadagno da vivere disegnando loghi. Pazzesco no?

    … scusa… sto dando una grattatina al mio ego…

    5) quando vado a nanna penso a rendere felice la mia ragazza; altri pensieri da grafico li lascio a quelli che hanno brindato tutta la notte, felici di aver dato l’ennesima mazzata all’estetica del paese
    6) se tu facessi il mio lavoro con un po’ meno di modestia e umiltà ma con un po’ più di orgoglio e passione mi avresti capito

  22. Tao Tao dice:

    Caro quiete:
    il primo che ha nominato wikipedia in questo post sei stato tu. La definizione che ho dato di marchio non è stata tratta da wikipedia, cosa che invece ti sei inventato da solo.
    La tua prima risposta acidula verso il commento che avevo fatto, in maniera generica e non nei tuoi confronti, ha dimostrato invece che ti sei sentito preso di mira. Problema tuo.
    Come tuo è il problema di autonominarti tenutario delle leggi supreme della grafica e criticare in modo assolutamente inutile un lavoro che certo brutto non è.
    Il fatto poi che tu invochi a gran voce la mancata attinenza del logo che ha vinto con il brief, ripeto, denota la tua poca esperienza lavorativa, visto che nella maggior parte dei casi, chi vince non rispetta quasi mai il brief del cliente (che generalmente è una accozzaglia di cose trite e ritrite, diciamo un copia e incolla di brief preesistenti che il cliente stesso neanche capisce).
    Il logo dell’Italia ne è un esempio. Il brief chiedeva tutto l’opposto di ciò che la LANDOR (spero che tu sappia chi sia la LANDOR) ha poi presentato.
    Quindi, l’esperienza ti insegni che in una gara non vince quasi mai chi rispetta il brief alla lettera, ma chi fa un lavoro che stuzzica l’appetito di chi lo deve giudicare. Una motivazione per farlo vincere poi, si trova: chiamasi “Rational”, e se sai scriverlo bene, puoi vincere tutte le gare del mondo uscendo ampiamente dal brief. Se poi hai anche un calcio nel didietro, stai in pole position.
    Ripeto ancora: il fatto che a te il marchio di Marika non piaccia, è assolutamente lecito. Il fatto che tu ritenga che quello non è un marchio, no.
    Quindi, rispetta il lavoro degli altri e se devi fare critiche, fai almeno che siano costruttive.
    Ultime due cose:
    1) per la passione sono d’accordo, mentre ti assicuro che l’orgoglio in questo lavoro non ti porta da nessuna parte (anzii, più riesci a calpestarlo più speranze hai di lavorare);
    2) sono felice per te nell’apprendere che almeno hai una ragazza soddisfatta.

  23. One dice:

    Non pensavo di innescare un piccolo battibecco, ma a volte serve anche questo! Comunque penso che ogniuno di noi (grafici) ha dalla sua, l’esperienza maturata nel propio ambito regionale e/o di quartiere….(senza voler offendere nessuno).
    Ho quarantatrè anni, e gli ultimi 20 li ho dedicati a questo lavoro, e devo dire che ne ho viste e sentite tante! Mi piace partecipare, quando il tempo me lo permette, a molti concorsi, nazionale e non, alcuni dei quali molto publlicizzati con grandi nomi nelle giurie e con grandi somme in palio, ma con un bassissimo livello tecnico/qualitativo.
    Quello in questione non aveva nomi altisonanti e non aveva pretese particolari. Chiedeva soltanto un “qualcosa”, un “simbolo” , un… insomma qualcosa che facesse capire ad un Targhet variegato l’esistenza di un parco naturale!
    Così è stato. Il gusto ha prevalso sulle regole ferree che alcuni spocchiosi insegnati ci avevano e ci continuano ad insegnare!
    Buon lavoro a tutti e che ogniuno persegua la propia strada senza voler a tutti costi stereotipare un lavoro ed una professione che per fortuna è e rimarrà sempre un lavoro di “creatività”!

  24. Tao Tao dice:

    Caro One, concordo in generale con le tue osservazioni. Soprattutto per quello che riguarda “gli spocchiosi insegnanti”.
    Ripeto, a prescindere dal piacere o meno, il logo in oggetto può ritenersi tale, e chi afferma che un marchio o logo che sia, non possa essere un disegno o una illustrazione, citando appunto regole rigide e canoni di sintesi del segno, non guarda molto attorno a se e alla comunicazione che lo circonda. Basta aprire un qualsiasi Annual di grafica per rendersene conto. In questo stesso blog, il visual (che per me è tale) del manifesto delle Festa dell’Unità è stato definito LOGO. Quindi, o c’è una grande confusione in proposito, oppure le definizioni non sono da ritenersi così rigide.
    Tutto qui. Per quello che riguarda le gare ho già detto: ne ho perse tante e ne ho vinte alcune, ma in nessuna di queste, il prodotto finale rispecchiava il brief di partenza.
    Proprio come in questo caso.

  25. Anonimo dice:

    Effettivamente quello della festa dell’unità è un visual, quando utilizzato come affissione, ma può essere identificato anche come un logo, quando è inserito all’interno della pagina internet del sito dei DS.
    A volte i termini variano a seconda dell’utilizzo degli oggetti cui si fa riferimento.

  26. Marika (si sono proprio io) dice:

    …beh…diciamo che dopo aver lavorato nel settore ambiente/promozione turistica per 5 anni, avevo un’idea precisa dello stile di comunicazione che soddisfa le richieste del settore…se la finalità fosse stata quella di fare un esercizio di stile o un virtuosismo del tutto personale, sicuramente avrei utilizzato lo stile che ho imparato e respirato per 4 anni di ISIA (Urbino), ma visto che il fine era quello di dare al cliente quello che cercava…ho fatto una illustrazione/clip art…chiamatela come volete (io la chiamo “miniatura”)…a me hanno insegnato che la poetica dell’artista è “l’arte per l’arte” quella del grafico no. Grazie a tutti comunque, anche per le critiche…tutto serve a crescere!

  27. ff3300 dice:

    anche io ho atto l’isia
    ma se presentavo una cosa simile venivo percosso ripetutamente per ore.
    per fortuna.

    osceno.
    mi spiace, ma è ciò che penso.

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