achtung!
alle 12:00
da nyky
Il CitofonAd
Con l’inizio dell’anno accademico tornano i ragazzi di Invad e le loro fantaAd.
Alla continua ricerca di nuovi spazi per carpire l’attenzione di un pubblico sempre più distratto, stavolta hanno pensato ad un “dolce” citofono.
Mica male!
Complimenti.
nov 07
7
da nyky
Ultimo commento:
di Paolo Iabichino il 01/1/70
Grazie niky e grazie gianmarco.
Rispetto al punto di gianmarco, progetti veri e clienti veri, al...
Rispetto al punto di gianmarco, progetti veri e clienti veri, al...
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novembre 7th, 2007 at 12:35
Non c’è nessuna relazione concettuale tra queste caramelle al cioccolato e i pulsanti di un citofono. Se non quella morfologica – ma è troppo poco. Ci mettevi delle lenticchie o dei bottoni ed era la stessa cosa.
Giudizio: approssimativa.
Voto: 4
novembre 7th, 2007 at 12:46
Io invece la trovo carina. Credo che l’idea fosse quella di dare COLORE ad un oggetto di uso comune, del resto sono sì confetti al cioccolato, ma la loro peculiarità è proprio quella di essere colorate!
novembre 7th, 2007 at 13:02
geniale davvero! complimenti!
novembre 7th, 2007 at 14:08
…mi fa venir voglia di addentare il citofono…adoro le m&ms…
novembre 7th, 2007 at 14:48
secondo me l’intento era quello di dare visibilità al prodotto e devo ammettere che ci sono riusciti.
Bello, simpatico ed originale.
Matty
novembre 7th, 2007 at 15:29
Io lo trovo geniale..molto fantasioso ed anche “azzeccato”: le m&m’s sono proprio dei bottoncini, quindi al citofono stanno proprio bene, e raggiungono l’obiettivo anche a livello pubblcitario secondo me…come puoi nn andare subito a comprare 1pacchetto di m&m’s dopo aver visto, toccato quel citofono???
novembre 7th, 2007 at 15:31
Anche secondo me è un’idea molto, molto carina, io li andrei a comprare subito!
novembre 7th, 2007 at 16:26
m&m’s …. li adoro ….. ma ….. ecco ….. ho leccato il citofono e ho preso la scossa … a chi devo fare causa?
(bravi … voto 7)
novembre 7th, 2007 at 17:36
Se volevano far notare il prodotto credo che abbiano raggiunto lo scopo.
Interessante come strategia.
Bravi.
novembre 7th, 2007 at 17:56
Ma sono partiti da un brief? Perche’ secondo me e’ un po’ fcile partire dal mezzo e trovare il prodotto da pubblicizare.
novembre 7th, 2007 at 18:16
Rik, io trovo che potrebbe essere un’interessante strategia per i freelance.
Trovano un mezzo interessante, trovano il prodotto, creano una soluzione e la propongono all’azienda.
Perchè no?
novembre 7th, 2007 at 18:29
Hai ragione Niki, va bene cosi’.
novembre 7th, 2007 at 21:52
solo una mozione d’ordine, se mi è consentito,
invad è un progetto fantapubblicitario degli studenti della scuola politecnica di design di milano.
nessun brief, nessuna reale intenzione,
solo provocare sul punto di non ritorno di un advertising alla continua ricerca di nuovi media.
è una palestra per creativi in fieri.
tutto qui.
grazie a chi ci segue, grazie a chi commenta e a chi ha voglia di leggere il manifesto di un’operazione che sta dando soddisfazioni e visibilità a quanti partecipano.
perché, ovviamente, invad è aperto alla collaborazione (e alle idee) di tutti.
alla prossima invasione.
novembre 8th, 2007 at 10:49
semplicemente DIABBOLICA
novembre 8th, 2007 at 11:45
Davvero provocantissima…
novembre 8th, 2007 at 12:46
Probabilmente è casuale e involontario, però il link col prodotto c’è: M&M’s è il famoso cioccolato che si scioglie in bocca e non in mano….e toccare con le dita i tasti/M&M’s è un’ottima demo.
novembre 8th, 2007 at 12:49
Giusto! Ed a questo, forse, i ragazzi di invad non aveno nemmeno pensato…
novembre 8th, 2007 at 12:50
Aggiungo che i progetti fantapubblicitari o altro sono un bel tgioco, ma senza un reale committente e una reale pianificazione sono fini a sè stessi o almeno non aiutano a creare una
comunicazione migliore nel mondo mainstream della pubblicità vera. Quella degli adulti e non dei puffi.
novembre 9th, 2007 at 12:05
Il commento di pubblicitario scettico dimostra a chi legge il perché non si riesca a migliorare la comunicazione mainstream.
La saccenza degli adulti non stimola le visioni dei più giovani alle prese con l’apprendimento di un mestiere che sta cambiando repentinamente e senza possibilità d’appello.
Invad è un esperimento. Basta leggerne il manifesto per capirne le intenzioni.
Intenzioni che da 2 anni vengono apprezzate e discusse da blogger e non. E che per molti ragazzi sono il pretesto per farsi conoscere e provare a migliorare quella comunicazione mainstream che continua solo a cercare nuove strade per intercettare i suoi target, ma non si preoccupa più di costruire messaggi rilevanti, pertinenti e quant’altro.
Anziché scetticismo anonimo, servirebbe un confronto costruttivo che però parta dal presupposto di conoscere un po’ meglio Invad, ciò che è e cioò che rappresenta per la comunità degli addetti ai lavori.
I puffi cominciano a entrare nelle agenzie. E le loro intelligenze critiche cominciano a produrre idee. Non sarà che il mondo degli adulti scettici ha paura proprio di questo?
P. I.
novembre 9th, 2007 at 15:28
Non so chi ha paura delle buone idee, io no di certo.Ho anche detto che il citofono ha un senso per il prodotto, quando probabilmente questo non era nelle intenzioni originali. Ma invece che senso ha fare la pubbllictà senza committenti veri?
E’ troppo facile e non cambia nel mondo reale il nostro mestiere. Vai da un cliente caro Paolo a fargli vedere le tue idee, non su un blog. Lì le idee sono buoni tutti a pubblicarle e ce ne sono fin troppe.
ciao
novembre 9th, 2007 at 15:45
“Invad è un esperimento. Basta leggerne il manifesto per capirne le intenzioni.”
Pubblicitario scettico,hai dato un’occhiata al blog? Invad è la punta dell’iceberg di un lavoro che Paolo Iabichino fa con i propri studenti.
Insegna loro ad avere idee per prepararli al mondo della pubblicità .
Trovo le sue riflessioni molto sensate. Piuttosto che lasciare che le idee degli studenti rimangano dove sono, le propone alla rete.
Questo permette di ottenere il parere di tanti e di ottenerne promozioni, bocciature e consigli.
Le creatività che vedi non sono di Paolo, bensì dei suoi studenti.
Capisco e ti sono grato che tu sia affezionato al nostro blog, ma ogni tanto leggere anche gli altri fa bene!
novembre 9th, 2007 at 16:45
Perfettamente dacordo con Paolo, di cui ho apprezzato moltissimo l’idea e anche le realizzazioni (sue o dei suoi studenti).
Però la riflessione dello scettico, riguardo al senso dei messggi e non alla forma, è assolutamente condivisibile.
Altrimenti avremo campagne e iniziative con grande visibilità , originalissime e divertenti, ma che alla fine non comunicano niente.
La sfida in questo caso è di trovare forma e contenuto. Scuola e professione ne sono le dirette responsabili.
novembre 10th, 2007 at 14:46
Grazie niky e grazie gianmarco.
Rispetto al punto di gianmarco, progetti veri e clienti veri, all’interno del mio master, fanno parte del percorso didattico.
Invad è e resta solo un esperimento.
Ciò che sorprende della nostra riflessione è vedere alcune idee diventare realtà dopo qualche mese, come dire, ciò che per i ragazzi di invad è una provocazione, per il mondo dei professionisti diventa intuizione percorribile.
Con buona pace del buon senso e della lucidità che dovrebbe ancora abitare questo mestiere.
P. I.