achtung!

Luce allo spreco


Eskom, la compagnia elettrica del Sud Africa, ha scelto di sensibilizzare la popolazione in merito agli sprechi di energia, attraverso questo billboard.

Tralasciamo le considerazioni in merito al fatto che la sua efficacia è garantita soltanto nelle ore notturne, per chiederci:
Va bene non sprecare energia, ma come la mettiamo con tutta la parte di pannello rimasta inutilizzata?

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ott  07
3
alle 12:00
da nyky

Ultimo commento:

di ash il 01/1/70

Riguardo all'ipocrisia, continuo a dire che la crisi ambientale che stiamo vivendo [tutti] è div...


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10 Commenti to “Luce allo spreco”

  1. ratzi dice:

    Scusa, ma che c’entra?
    La parte vuota del pannello è funzionale all’idea.

  2. nicoruk dice:

    appunto!
    senza quella che senso avrebbe il messaggio stesso?

  3. ilvi dice:

    Nyky! Ti sei tradito! Sei un account!!!
    :-P

    Scherzi a parte (account non offendetevi!), credo che la forza di un’idea non sia direttamente proporzionale allo spazio occupato: qui l’idea sta proprio nell’usare una piccola parte del pannello, perciò la realizzazione non poteva essere fatta altrimenti.
    Sull’altro aspetto invece in effetti di giorno non si capisce, o meglio, si capisce ragionandoci su un bel po’… ma questa è una cosa che noto spessissimo nelle campagne straniere: per capirle quasi sempre devi pensarci un attimo, o guardarle bene, insomma, da noi si tende a fare le campagne “a prova di stupido”, all’estero si gioca molto di più ma si rischia anche.
    Il dubbio che mi viene è: facciamo cose meno rischiose perché siamo più stupidi (passatemi il termine), o siamo più stupidi (ri-passatemelo, grazie) perché siamo abituati a campagne che non rischiano?
    Io non so dare risposta, ma idealmente mi piacerebbe che le nostre campagne rendessero tutti un po’ più acuti :-)

    Scusate per la divagazione, ce l’avevo qui da un po’!

  4. Rik dice:

    Mi sembra che di giorno l’head comunichi qualcosa ugualmente. Certo di notte il messaggio e’ molto piu’ forte.

  5. mik dice:

    Concordo in pieno con i commenti precedenti. E’ un grande ad, proprio perchè proporziona la luce ad un bisogno esiguo, che passa attraverso il modesto impiego di spazio.

  6. Andrea dice:

    llvi grazie per lo spunto che hai fornito (così posso dire anche io la mia): putroppo la mia impressione è che siamo stupidi e basta, la pubblicità non ne ha colpa e anzi deve sottostare a questa cosa, pena il non essere compresa. Troppo spesso mi imbatto in pubblicità che trasudano di “milanesità” e di intelletto, in altre parole rispecchiano troppo quello che è lo stato socio-economico-culturale del creativo. Ma l’obiettivo del creativo dovrebbe proprio essere il contrario e cioè aprire la propria mente al punto da non avere condizionamenti, così da poter riuscire a parlare ai molti, col linguaggio di volta in volta più adatto. In altre parole: il creativo dovrebbe più spesso parlare da stupido.

  7. gianmarco dice:

    spesso il problema non è nella creatività, ma nei committenti.
    Probabilmente la totalità dei direttori marketing italiani pensa che i clienti siano degli idioti, e fanno fare campagne che raccontano quello che loro pensano vogliano sentirsi dire (si capisce?)

  8. Andrea dice:

    Mah Gianmarco quello che dici è vero e credo che possa spiegare il perchè di molte pubblicità, quali ad esempio quelle di Ferrero o di Kellogg’s che il più delle volte fanno rabbrividire, incentrate sempre su quei soliti soggetti in cui nessuno si identifica, antipatici e didascalici…solo i direttori marketing ci credono. Tuttavia spesso il margine di libertà è maggiore (i brief sono spesso sbrigativi, generici) ed è lì che il creativo dovrebbe stare attento a non cadere in puri esercizi e dimostrazioni di bravura ma bensì adottare, magari, un tono “ignorante”.

  9. Anonimo dice:

    A beneficio di tutti, faccio presente che la considerazione rigurda il fatto che un’affissione che parla di riduzione degli sprechi, spreca del prezioso e non riciclabile PVC.
    Non mi riferivo alla scelta creativa, molto piacevole a mio avviso, ma all’ipocrisia del messaggio.

  10. ash dice:

    Riguardo all’ipocrisia, continuo a dire che la crisi ambientale che stiamo vivendo [tutti] è diventata “soggetto” per tutti.
    Da capi di abbigliamento a compagnie potrolifere, occhiali e supermercati, assicurazioni e lassativi.
    Insomma tutti a fare uno spot, una pubblicità, un messaggio che in qualche modo, spesso forzatamente, parlino di ambiente.
    E quasi sempre [ho detto quasi] non ci vedo altro che ipocrisia, sento “pure noi ci stiamo attenti eh!, dai guarda che siamo buoni e bravi anche noi”.
    E’ triste, ma come sempre “l’argomento che più tira” è anche quello che riporta maggiori guadagni, no?

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