scomunicanti

Volantino horribilis (parte prima)

Il buon Andrea ci segnala due creatività senz’altro degne degli SWAA.
La prima riguarda questo volantino di un negozio di arredamenti:

Oltre a far paura solo a guardarlo, è bene sottolineare che:

  • il logo in alto è lo stesso utilizzato dalle prime comunità cristiane;
  • uno dei due riquadri riporta un passo del vecchio testamento, tradotto, nel secondo riquadro, in una lingua che forse è romeno (qualcuno ce lo confermi se possibile);
  • il tutto si chiude con un bel: “Dove trascorrerai la tua vita eterna? La nostra fede è in Dio“.

Il motivo di questa chiusura è sconosciuto. Fosse che il negozio in questione stia per allargare il business a bare ed affini?

Qualsiasi altra ipotesi è ben accetta.

Del secondo obbrobbrio vi daremo conto domani.
Stay tuned!

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nov  07
14
alle 12:00
da nyky

Ultimo commento:

di Dario il 01/1/70

...immagino che gli ideatori di questo volantino abbiano pensato e forse "temuto" che dopo un aff...


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18 Commenti to “Volantino horribilis (parte prima)”

  1. arnald dice:

    Allora,
    questa cosa che ha mandato Andrea è davvero interessante. Diciamo che qui di pubblicitario nel senso classico del termine c’è davvero poco. Stiamo parlando senza dubbio di una comunità neocatecumenale o, ancora meglio, di testimoni di Geova. Quindi più che di obbrobbrio parlerei davvero di nicchia. Il simbolo, il pesce, è tipicamente paleocristiano. Era già esistente durante le persecuzioni, (quindi ben prima del concilio di Nicea del 325 e venne adottato ufficialmente da Costantino due decenni prima in occasione di una battaglia contro Massenzio. Sono gli anni in cui il cristianesimo esce dalla clandestinità. Entro la fine di quello stesso secolo Teodosio ne farà l’unica religione possibile. Della lingua sotto non so nulla. Certo è che il volantino si rivolge, come detto, a una confessione di nicchia, a questo punto anche a una sua costola immigrata. I numeri di cellulare, senza fisso, senza pagine web ecc., fanno capire che siamo di fronte ad un’attività in qualche modo occasionale. Una di quelle cose che sfuggono anche allo stesso Stato. La vendita di mobili nuovi e usati potrebbe essere fatta attraverso un’associazione o semplicemente senza regole fiscali. Insomma: Andrea ha pescato uno spaccato di mondo che sfugge a tutte le regole della comunicazione di cui discorriamo normalmente. Bel documento. Ottimo che Spotanatomy l’abbia voluto pubblicare. Scusate la lunughezza e la deriva storica. – arnald

  2. Anonimo dice:

    Deriva lunga ma interessante!
    Grazie per il contributo Arnald.

  3. arnald dice:

    Di nulla, grazie a voi come sempre. – arnald

  4. Alfio dice:

    Io direi semplicemente ‘AMEN’

  5. marco dice:

    A naso, o il mobilificio ha fatto una donazione o una sponsorizzazione a qualche comunità religiosa, della quale vuole però “rientrare” in qualche modo (braccino corto), oppure…
    Sarà mica che si sono inventati un modo per non pagare l’imposta di pubblicità ?

  6. Artlandis dice:

    Molto interessante il contributo di Arnald..aggiungo che potrebbe trattarsi anche di gruppi pseudo-religiosi che in maniera nascosta (anche a noi che lo analizziamo) cercano di fare proseliti o mandare messaggi (in particolare mi riferisco alla parte iniziale dei contenuti con quello specifico simbolo e al finale con la frase di chiusura, quasi una parola d’ordine)…

  7. Andrea K. dice:

    Salve a tutti,

    ringrazio Spotanatomy per aver pubblicato questo volantino che io ho pubblicato anche nel nostro Klog.
    Vorrei lanciare una sfida: chi ha il coraggio di telefonare ad uno dei 2 numeri che compaiono sul flyer in questione e chiedere delucidazioni in merito? Magari con la scusa di permutare una vecchia madia.

    L’impavido potrebbe anche ricevere un premio (in questa o nell’altra vita).

  8. arnald dice:

    Questa sì è una bella proposta!
    Dopo quasi quasi chiamo. – arnald

  9. not dice:

    E’ sintomatico che la ragione sociale Emanuel deriva dall’ebraico e significa “Dio è tra di noi”…

    …brrr.

  10. Nicolaccio dice:

    Buonpomeriggio a voi tutti.

    Secondo me dietro questo “semplice” volantino pubblicitario stampato con pochi mezzi e risorse, si cela molto di piu’.

    1) Il pesciolino e’ un chiaro segno di riconoscimento. Ovvero=> Se sei un pesciolino anche tu questo e’ il negozio che fa per te.

    2) Se sei un pesciolino di lingua straniera di origine latina (vedi riquadro in basso a destra) => anche tu sia benvenuto ad acquistare presso di noi.

    3) La densita’ di pesciolini italiani e non – nella zona da cui questo volantino proviene – e’ molto alta.

    Quindi con un volantino che graficamente (a detta dei pubblicitari e addetti del mestiere) non sta in piedi, gli “innocenti” e “sprovveduti” imprenditori di questo negozio dove con il mobile si fa di tutto, hanno raggiunto con poco sforzo, moltissimo direi.

    a) hanno “targeted” con un semplice pesciolino ed una traduzione in lingua la loro “customer base” o la loro “nicchia”

    b) hanno fatto leva sul fatto che la densita’ di pesciolini e’ molto alta per incrementare clienti e vendite.

    Ma e’ proprio vero che a volte e’ la grafica pubblicitaria che fa vendere o e’ forse il messaggio piu’ o meno subliminale celato dietro un volantino malfatto che aiuta a vendere?

    Firmato, uno che non e’ ne’ un pesciolino ne’ uno straniero.

  11. arnald dice:

    No, non sono d’accordo proprio!
    Se quello fosse un pesciolino sarebbe un’opera di design caduto nella merda. Con tutto il rispetto possibile. Qusto è uno di quei volantini senza ne capo ne coda (se non nella testa di chi lo fa) che non dà lavoro nemmeno alle tipografie. Lo stampa l’amico dell’amico che lavora alle poste o dove ti pare. Solo su una cosa ti do ragione caro nicolaccio: il target. Questo volantino non spara nel mucchio. – Arnald

  12. Badessa dice:

    beh dal punto di vista grafico può sembrare la brutta copia di un pesce ma fidati nella simbologia cristiana è proprio così ^^

  13. nicoruk dice:

    qua siamo a livello di Codice da Vinci!
    in che città è stato trovato “l’indizio”?

    ho notato un altra cosa, l’indirizzo: Via Isonzo km 3,300.
    Ora, io non ho mai visto indicare il kilometro con anche le centinaia di metri (magari mi sbaglio) ma il numero ci dà l’età di Cristo 33 anni appunto.
    Il pesce, paleocristiano come detto, parla appunto di Gesù
    (ichtus=i =
    Iesùs (Gesù)
    ch = Christòs (Cristo)
    th = Theoù (di Dio)
    u = uiòs (Figlio)
    s = sotèr (Salvatore), ho cercato con google eh!), non di religione in modo generale.

    qua siamo davanti a un possibile caso di massoneria segreta italo-qualcosa!
    eheh!

  14. Anonimo dice:

    Le centinaia di metri nelle indicazioni chilometriche delle strade sono una cosa comune Nicoruk.
    Però andate avanti, la cosa si fa interessante…

  15. aris dice:

    Il simbolo del pesce, usato dai paleocristiani nelle catacombe, è ora largamente diffuso tra gli appartenenti a gruppi pentecostali ed evangelici (non cattolici). La ligua è il rumeno. L’uso di parole tra parentesi nelle quotazioni bibliche è certamente documentato nelle scritture dei Testimoni di Geova, non so se in altre confessioni è lo stesso.
    Anzichè cercare improbabili complottismi ritengo che le spiegazioni possano essere:
    - un segno di appartenenza a una comunità (è noto che ad esempio tra i geovisti vi è l’uso, quando non l’obbligo, di servirsi di commercianti e professionisti appartenenti alla comunità);
    - un modo di unire l’aspetto commerciale al proselitismo del movimento religioso di cui evidentemente il commerciante fa parte.

  16. Badessa dice:

    concordo pienamente con aris.
    il tutto va inteso come un “segno di riconoscimento” da parte del commerciante, visto anche che ad esempio i testimoni di geova sono una comunità abbastanza chiusa, che quindi ha l’usanza di acquistare dagli appartenenti alla propria comunità.

    noi possiamo trovare tutti i riferimenti religiosi fuori luogo, ma forse servirà al negoziante per assicurarsi una bella fetta di mercato.

  17. Anonimo dice:

    Grazie mille Aris, contributo prezioso.

  18. Dario dice:

    …immagino che gli ideatori di questo volantino abbiano pensato e forse “temuto” che dopo un affare del genere gli potesse rimanere solo la fede in Dio…

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