Arrivano anche in Italia i booktrailer
Come ieri, anche oggi sottoponiamo al vostro disinibito parere la campagna che ci segnala Luca, che ne ha curato il copy.
Si tratta di una serie di 4 booktrailer, una novità in Italia, ma una forma di comunicazione e un nuovo linguaggio già noto all’estero.
Norvegian wood – Haruki Murakami
[youtube]GhmPxVO8rEU[/youtube]
Un oscuro scrutare – Philip K. Dick
[youtube]XvLOP4x-fT0[/youtube]
L’ultima estate d’innocenza – Fogli
[youtube]PSrKZwQWfSg[/youtube]
Le pecore e il pastore – Camilleri
[youtube]uwHRIaRF_rs[/youtube]
Che ve ne pare?
credits:
client: fnac
agency: forchets
copywriter: luca ‘bazooka’ bartoli
art/creative director: andrea baccin
creative director: fabrizio ferrero
da meghi
Ultimo commento:
di ilvi il 01/1/70
sul lato tecnico mi inchino a chi ne sa più di me (non ci vuole m...
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ottobre 11th, 2007 at 15:21
ma che bella l’idea del booktrailer!!
e anche le realizzazioni in questione, oltretutto prodotte praticamente a costo zero, mi pare… e bravi i 4gatti!
ottobre 11th, 2007 at 15:28
l’idea è bella….li avrei fatti leggermente più accattivanti!
ottobre 11th, 2007 at 15:51
l’idea dei booktrailer è carina, ma in italia non credo fpossa svilupparsi.
mi ricordo il booktrailer di coraline di qualche anno fa e di kiss me judas, da allora non si è visto tanto di più, oprattutto dal punto di vista qualitativo.
poi, si potrebbe parlare di come in italia venga incentivata la creatività ….
ottobre 11th, 2007 at 15:56
Direi che passano inosservati.
ottobre 11th, 2007 at 15:59
Cioè, il problema, secondo me, è che ricalcano troppo il modello del trailer cinematografico. Stesso linguaggio, stesse scene.
Io recentemente ho visto questo.
Mi sembra molto più originale e accattivante.
http://it.youtube.com/watch?v=Z6Ka1vaawA0
ottobre 11th, 2007 at 16:01
se l’obiettivo dei trailer era incuriosire e motivare l’acquisto dei libri, questi fanno veramente pena.
Un pò di after effect e frasette banali annoiano solamente.
ottobre 11th, 2007 at 16:02
è una bella idea, già vista in italia da qualche anno ormai però, non è certo una novità …
purtroppo non hanno destato l’interesse di nessuno se non di pochi giornalisti. forse non siamo ancora pronti..
ottobre 11th, 2007 at 16:07
Bhè in Italia poche case editrici hanno speriementato in questo ambito… però in futuro….
ottobre 11th, 2007 at 18:36
L’idea mi è piaciuta sin dalla prima volta che ne sentii parlare. Personalmente continua a piacermi, ovvio che è ancora un tipo di comunicazione vergine, ancora tutta da definirsi, da delinearsi.
@Ratzi: hai ragione, ma considera che il trailer cinematografico è forse l’unica cosa che gli si avvicina. Si cerca di attirare l’attenzione verso “una storia”, che è molto differente da quello che fa uno spot.
Rigurado ai video presenti su questo post, purtroppo posso solo dire che sono inguardabili, fatti malissimo, realizzati ancora peggio e privi di ogni principio grafico-visivo-comunicativo.
Sono sicuro che con il tempo ci abitueremo a vedere bei trailer personalmente [incrocio le dita] diversi da altri tipi di adv a cui siamo abituati.
ottobre 11th, 2007 at 18:44
Meghi, i video non sono più disponibili… non so se tu possa modificare i link o qualcosa… anyway that’s it. Buona serata a tutti
ottobre 12th, 2007 at 10:39
grazie Valeria. Ora chiedo aiuto a Luca Bartoli e vediamo che ci dice.
ottobre 13th, 2007 at 00:49
Ho letto commenti di ogni tipo. Da quelli estremamente negativi a quelli entusiasti. Condivido il giudizio relativo ai booktrailers qui presenti nel senso che sono piuttosto scarsi sotto tutti i profili. Preferisco giudicarli come un intraprendente tentativo amatoriale di booktrailer. Dani se ti interessa vedere qualche buon esempio di booktrailers visita il portale http://www.booktrailers.eu. Ratzi condivido il tuo giudizio sul booktrailer che hai segnalato. L’idea è molto carina e dimostra che spesso non servono grossi mezzi per realizzare buoni prodotti – di certo però aiutano
ottobre 13th, 2007 at 18:50
cavolo, a me erano piaciuti…
), però vi vorrei dire due cose su cui ho riflettuto dopo aver visto questi video e che me li hanno fatti apprezzare.
sul lato tecnico mi inchino a chi ne sa più di me (non ci vuole molto, non montatevi la testa
La prima è che un libro, a differenza di un film, lascia moltissimo alla fantasia del lettore, e trasformare il libro in un bellissimo cortometraggio è già presentare allo spettatore un’interpretazione, cioè delle facce e delle ambientazioni, “condizionando” in un certo senso la sua immaginazione… senza contrare che il rischio da evitare assolutamente è che il trailer finisca per cannibalizzare il libro.
La seconda cosa è che il cliente di questi lavori non è un autore o un editor, ma un grande store, che presumo abbia bisogno di molti booktrailer, e di una certa serialità e riconoscibilità nei video che propone. Mi sembra che quest lavori rispondano bene a entrambe queste osservazioni, quindi probabilmente il mio entusiasmo iniziale era eccessivo, però continuo ad apprezzarli.