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La maleducazione in casa propria


Gianna ci segnala questa campagna affissioni organizzata ad Ancona contro i comportamenti incivili di alcuni cittadini.
Lo scopo è quello di far leva più sul senso della proprietà che che sul senso civico degli anconetani.
A quanto possono servire queste iniziative?
Soprattutto considerando che i visual scelti lasciano abbastanza a desiderare.

UPDATE: un ulteriore soggetto della campagna

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dic  07
17
alle 12:00
da nyky

Ultimo commento:

di luna il 01/1/70

di nuovo ciao a tutti, dopo un bel po' di tempo!
io sono di ancona, e quando ho visto quei menife...


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13 Commenti to “La maleducazione in casa propria”

  1. Sgreyz dice:

    Onestamente campagne come questa non servono a niente, perchè Ancona sarà anche casa mia ma realmente non lo è, potrebbero spendere meglio i loro soldi, invece di promuovere campagne destablizzanti come questa, che a mio avviso peggiorerà le cose.

  2. valentina dice:

    Inutile, come la campagna del comune di Roma sulla prostituzione. Serve ben altro per farci diventare un paese civile…

  3. ilvi dice:

    Temo anch’io che questa campagna servirà a poco, ma sinceramente nelle campagne pubblicitarie a fini sociali io ci credo.
    Il difficile ovviamente è trovare il linguaggio e le argomentazioni giuste per il destinatario del messaggo. Ad esempio se si riuscisse a far passare il messaggio che chi imbratta i muri è uno sfigato (e non tanto un “maleducato”) io credo che sarebbe utile. C’è da dire che a vole noi pretendiamo che una campagna risolva un problema da sola e subito, mentre per cambiare la percezione delle persone rispetto a un dato fenomeno ci vuole tanto tempo e tante campagne efficaci. O almeno io la penso così.

  4. ash dice:

    La realizzazione lascia a desiderare, vero. Ma il messaggio non lo trovo sbagliato. E’ quello che dico da sempre…il prossimo che vedo in giro col cane a lasciare bisogni a destra e manca, lo inseguo fino a casa e gliela faccio nel salotto!

    Concordo con ilvi, si tratta sempre di un processo lungo. Quindi lanciare il messaggio (che non trovo fatto male) si spera serva a qualcosa
    …incrocio le scettiche dita :)

  5. Alfio dice:

    Sempre meglio di ” PANE AMORE E SANITA’”

  6. Nico copywriter Bologna dice:

    E’ vero: il visual lascia un po’ a desiderare, ma il concept non è sbagliato. Non credo che il messaggio veicoli il concetto di “proprietà” intesa come “qualcosa di mio”. Ed evita concetti ritriti come “di tutti”, “bene comune”, di cui a maggior ragione ai trasgressivi trasgressori non può fregar de meno. Insomma, si capisce bene cosa si vuole dire. Certo non è con la pubblicità progresso che si cambiano le cose, ma è già qualcosa. Mi associo a chi andrebbe volentieri a fare un bisognino sul parquet di chi non raccoglie le deieizioni del suo amico a quattro zampe.
    Nico

  7. esse dice:

    Anche io, come alcuni di voi, ritengo questa pubblicità “errata” ma in un modo intenzionale: in questo senso essa è inutile non in sè ma se rapportata al messaggio che vorrebbe trasmettere.
    Mi spiego: ad un writer (graffitaro) l’immagine di un mobile in stile imbrattato con lo spray non induce alcun comportamento virtuoso ma -al più- suscita una sghignazzata. E’ la sua mamma (la sua vicina di casa…), invece, che probabilmente sarà più colpita dal messaggio di questa affissione: la signora (che è iscritta nelle liste elettorali del comune di Ancona) penserà: “ma che brava questa giunta, che sensibilità il sindaco, non se ne può più di tutta questa sporcizia questi muri sporchi ’sta delinquenza…”
    La faccio breve: una campagna del genere ha una finalità diversa da quella di moralizzare comportamenti (ha ragione ilvi, se così fosse il messaggio dovrebbe essere ben diverso), è invece una comunicazione politica fatta a spese della collettività (a saper guardare, le nostre città/televisioni/giornali ne sono pieni).
    PS non voglio aprire un dibattito sui costi della politica, in questo caso il problema riguarda la comunicazione non l’amministrazione della cosa pubblica

  8. Anonimo dice:

    Questa si chiama Demagogia, esse, e se così fosse, sarebbe ancora peggio…

  9. esse dice:

    Caro/a nyky, davvero non ho capito dalle tue parole se a fare Demagogia sarei io o i committenti locali o i pubblicitari che si prestano a queste cose (propenderi per la seconda ipotesi, visto l’uso della maiuscola, ma non ne sono sicuro).
    Demagogia, nella sua accezione comune (dizionario De Mauro), è “ricerca del consenso politico, ottenuto sfruttando le passioni e i pregiudizi delle masse”.
    Un caro saluto ;-)

    PS stamattina faccio una enorme difficolta ad aprire la vostra homepage: ne sapete qualcosa?

  10. Anonimo dice:

    Ovviamente non mi riferisco a te Esse, non mi sarei permesso…
    Il blog a noi non da problemi. Cmq verifichiamo.

  11. Rosenkrantz dice:

    Da profano volevo chiedere una cosa siete davvero convinti che la pubblicità progresso riesca a far cambiare l’atteggiamento delle persone?A prescindere dall’efficacia della campagna ritenete possibile di mutare i comportamenti di una persona con la pubblicità????
    Io sinceramente sono un pò scettico su questo punto!!!

  12. Anonimo dice:

    Fai bene ad essere scettico, perchè anche lo scetticismo aiuta a trovare nuove strade per affrontare i problemi. Però, Rosenkranz, questo è un modo per richiamare l’attenzione su argomenti e problemi cui in pochi farebbero caso altrimenti. Si può sicuramente discutere sull’efficacia del messaggio, ma credo sia bene affrontare certi temi a prescindere.

  13. luna dice:

    di nuovo ciao a tutti, dopo un bel po’ di tempo!
    io sono di ancona, e quando ho visto quei menifesti in giro, non sono stata molto felice: per me non sono fatti bene…però devo dire che finalmente nella realtà anconetana si vede qualcosa di diverso dal solito.

    insomma, da qualche parte bisogna iniziare. e come inizio, non è poi così male.

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