La maleducazione in casa propria


Gianna ci segnala questa campagna affissioni organizzata ad Ancona contro i comportamenti incivili di alcuni cittadini.
Lo scopo è quello di far leva più sul senso della proprietà che che sul senso civico degli anconetani.
A quanto possono servire queste iniziative?
Soprattutto considerando che i visual scelti lasciano abbastanza a desiderare.
UPDATE: un ulteriore soggetto della campagna
da nyky
Ultimo commento:
di luna il 01/1/70
io sono di ancona, e quando ho visto quei menife...
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dicembre 17th, 2007 at 12:06
Onestamente campagne come questa non servono a niente, perchè Ancona sarà anche casa mia ma realmente non lo è, potrebbero spendere meglio i loro soldi, invece di promuovere campagne destablizzanti come questa, che a mio avviso peggiorerà le cose.
dicembre 17th, 2007 at 12:33
Inutile, come la campagna del comune di Roma sulla prostituzione. Serve ben altro per farci diventare un paese civile…
dicembre 17th, 2007 at 13:27
Temo anch’io che questa campagna servirà a poco, ma sinceramente nelle campagne pubblicitarie a fini sociali io ci credo.
Il difficile ovviamente è trovare il linguaggio e le argomentazioni giuste per il destinatario del messaggo. Ad esempio se si riuscisse a far passare il messaggio che chi imbratta i muri è uno sfigato (e non tanto un “maleducato”) io credo che sarebbe utile. C’è da dire che a vole noi pretendiamo che una campagna risolva un problema da sola e subito, mentre per cambiare la percezione delle persone rispetto a un dato fenomeno ci vuole tanto tempo e tante campagne efficaci. O almeno io la penso così.
dicembre 17th, 2007 at 13:35
La realizzazione lascia a desiderare, vero. Ma il messaggio non lo trovo sbagliato. E’ quello che dico da sempre…il prossimo che vedo in giro col cane a lasciare bisogni a destra e manca, lo inseguo fino a casa e gliela faccio nel salotto!
…
Concordo con ilvi, si tratta sempre di un processo lungo. Quindi lanciare il messaggio (che non trovo fatto male) si spera serva a qualcosa
…incrocio le scettiche dita
dicembre 17th, 2007 at 14:29
Sempre meglio di ” PANE AMORE E SANITA’”
dicembre 17th, 2007 at 14:58
E’ vero: il visual lascia un po’ a desiderare, ma il concept non è sbagliato. Non credo che il messaggio veicoli il concetto di “proprietà” intesa come “qualcosa di mio”. Ed evita concetti ritriti come “di tutti”, “bene comune”, di cui a maggior ragione ai trasgressivi trasgressori non può fregar de meno. Insomma, si capisce bene cosa si vuole dire. Certo non è con la pubblicità progresso che si cambiano le cose, ma è già qualcosa. Mi associo a chi andrebbe volentieri a fare un bisognino sul parquet di chi non raccoglie le deieizioni del suo amico a quattro zampe.
Nico
dicembre 17th, 2007 at 16:21
Anche io, come alcuni di voi, ritengo questa pubblicità “errata” ma in un modo intenzionale: in questo senso essa è inutile non in sè ma se rapportata al messaggio che vorrebbe trasmettere.
Mi spiego: ad un writer (graffitaro) l’immagine di un mobile in stile imbrattato con lo spray non induce alcun comportamento virtuoso ma -al più- suscita una sghignazzata. E’ la sua mamma (la sua vicina di casa…), invece, che probabilmente sarà più colpita dal messaggio di questa affissione: la signora (che è iscritta nelle liste elettorali del comune di Ancona) penserà: “ma che brava questa giunta, che sensibilità il sindaco, non se ne può più di tutta questa sporcizia questi muri sporchi ’sta delinquenza…”
La faccio breve: una campagna del genere ha una finalità diversa da quella di moralizzare comportamenti (ha ragione ilvi, se così fosse il messaggio dovrebbe essere ben diverso), è invece una comunicazione politica fatta a spese della collettività (a saper guardare, le nostre città/televisioni/giornali ne sono pieni).
PS non voglio aprire un dibattito sui costi della politica, in questo caso il problema riguarda la comunicazione non l’amministrazione della cosa pubblica
dicembre 18th, 2007 at 08:47
Questa si chiama Demagogia, esse, e se così fosse, sarebbe ancora peggio…
dicembre 18th, 2007 at 10:30
Caro/a nyky, davvero non ho capito dalle tue parole se a fare Demagogia sarei io o i committenti locali o i pubblicitari che si prestano a queste cose (propenderi per la seconda ipotesi, visto l’uso della maiuscola, ma non ne sono sicuro).
Demagogia, nella sua accezione comune (dizionario De Mauro), è “ricerca del consenso politico, ottenuto sfruttando le passioni e i pregiudizi delle masse”.
Un caro saluto
PS stamattina faccio una enorme difficolta ad aprire la vostra homepage: ne sapete qualcosa?
dicembre 18th, 2007 at 18:01
Ovviamente non mi riferisco a te Esse, non mi sarei permesso…
Il blog a noi non da problemi. Cmq verifichiamo.
dicembre 19th, 2007 at 16:36
Da profano volevo chiedere una cosa siete davvero convinti che la pubblicità progresso riesca a far cambiare l’atteggiamento delle persone?A prescindere dall’efficacia della campagna ritenete possibile di mutare i comportamenti di una persona con la pubblicità????
Io sinceramente sono un pò scettico su questo punto!!!
dicembre 20th, 2007 at 09:14
Fai bene ad essere scettico, perchè anche lo scetticismo aiuta a trovare nuove strade per affrontare i problemi. Però, Rosenkranz, questo è un modo per richiamare l’attenzione su argomenti e problemi cui in pochi farebbero caso altrimenti. Si può sicuramente discutere sull’efficacia del messaggio, ma credo sia bene affrontare certi temi a prescindere.
dicembre 22nd, 2007 at 12:40
di nuovo ciao a tutti, dopo un bel po’ di tempo!
io sono di ancona, e quando ho visto quei menifesti in giro, non sono stata molto felice: per me non sono fatti bene…però devo dire che finalmente nella realtà anconetana si vede qualcosa di diverso dal solito.
insomma, da qualche parte bisogna iniziare. e come inizio, non è poi così male.