La fabbrica Balocco ricorda Birkenau?
Come preannunciato, lo spot del “signor Balocco” è andato in onda. L’intenzione era quella di evocare una “atmosfera di magia” nel cuore degli spettatori, ma qualcosa è andato storto: una signora piemontese ha infatti creduto di riconoscere l’immagine di un lager nazista nella fabbrica di dolci che si vede a fine spot e, colta da comprensibile angoscia, ha scritto al signor Balocco in persona per chiedergli di rimediare.
Mettevi nei panni dell’industriale e ditemi: voi che avreste fatto?
Prima di rispondere, sappiate che Alberto Balocco non ci ha pensato due volte e ha chiamato personalmente la signora: una telefonata di scuse con tanto di promessa di modifica dello spot. Un gesto davvero notevole di tatto e, sopratutto, di customer care che giova non poco al brand Balocco. Bella mossa!
thanks to Roberto
via lastampa.it
da meghi
Ultimo commento:
di livio Balocco il 01/1/70
Ma da dove puó vie...
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dicembre 11th, 2006 at 17:13
Io nel vostro sito, nella cornice per la precisione, ho scorto messaggi subliminali che mi ricordano l’infanzia disagiata e penso che molti bambini potrebbero rimanerne turbati. Come la mettiamo?
Scusa, ma come cavolo fai a dire che è un gesto di buon tatto? Solo perchè l’edificio è in mattoni a vista non significa che allora debba essere un lager. Molti edifici sono mattoni a vista, a volte chiese romaniche o edifici di grande importanza storica.
Se un ex deportato si dovesse recare in gran bretagna cosa fa? impazzisce (mi riferisco a le fabbriche inglesi, ora dismesse e divenute centri ricchi di loft e uffici)?
io credo che quella signora (sempre che la storia sia vera) abbia gravi problemi mentali. Anzi, gravissimi, visto che nemmeno ha vissuto sulla sua pelle la deportazione. anche il presidente della balocco: non credo possa definirsi persona con piene e lucide facoltà mentali.
dicembre 11th, 2006 at 17:18
ps gesto di customer care che giova..
non credo.
Confermare di apportare un cambiamento ad uno spot per una simile ed insensata richiesta significa ammettere l’errore. Che non c’è. A meno che un pazzo abbia quelle visioni. Boh, io in questa storia ci vedo un pazzo che o ha visioni dovute all’assunzione di qualche sostanza, o le ha di suo senza aiuti chimici. E un presidente di un’azienda che non sa bene dove è diretto.
dicembre 11th, 2006 at 17:38
Non so se il “sigor Balocco” sia veramente convinto del gesto, ma sicuramente ha fiuto per la pubblicità a buon mercato. Con un piccolissimo gesto si è assicurato un bel po’ di rumore (e noi gli stiamo dando una mano) e si è garantito la spesa dell’intera Associazione nazionale ex deportati.
dicembre 11th, 2006 at 22:50
Ciao Meghi…anche tu hai fiuto.
Ciauuuu……….
dicembre 12th, 2006 at 02:20
A dir la verità la prima cosa che mi ha fatto pensare questa pubblicità è stata ad Auschwitz, instantaneamente…ragazzi è uguale!Però pensavo fosse solo una mia impressione.
Comunque la gente si offende di tutto, veramente di tutto…..bha
dicembre 12th, 2006 at 09:24
Solo una cosa: ma cosa vi ricorda di Auschwitz? ma ci siete mai stati?
Andateci a visitarlo. Guardate che le baracche erano di legno. Non di mattoni. Solo alcuni edifici (quelle con i forni) erano di mattoni, non capisco l’uguaglianza. Personalmente a me ricordano i docks inglesi.
dicembre 12th, 2006 at 09:54
Mah, qualcosa di austero e di “carcerario” questo casermone ce l’ha, ma la somiglianza con il lager mi sembra un po’ eccessiva… comunque sono dell’idea che si debba avere moltissimo riguardo per chi ha vissuto un’esperienza atroce come quella dei campi di concentramento, che noi, per nostra fortuna, possiamo a stento immaginare. Preferisco credere nell’umanità e buona fede del “signor Balocco” e pensare che, nel dubbio se questa signora fosse realmente turbata dallo spot o fosse solo una signora un po’annoiata, un po’ rompi e un po’ mitomane, abbia preferito occuparsi di persona della delicata questione. Grande savoir faire, se poi paga tanto meglio per lui, IMHO.
ciao a tutti!
dicembre 12th, 2006 at 12:49
Io ci sono stato ad Auschwitz, ed è uguale alla fabbrica rappresentata dallo spot,in mattoni e cemento. Birkenau invece che si trova a pochi kilometri da li è molto più grande, gigantesca direi ed aveva tutte baracche in legno, ne sono rimaste pochissime in piedi, il resto è stato distrutto dai nazisti stessi prima di abbandonare il campo.
Hai ragione Lebowski, penso che volevano rappresentare una fabbrica tipo inglese, come dici tu, ma poi a molte persone ha dato l’impressione di un campo di concentramento (anche a me!).
C’è un problema però, ultimamente qualunque cosa si fa o si dice viene visto come antisemita.
Il signor Balocco dovrebbe essere un nazista rincoglionito
dicembre 12th, 2006 at 13:15
Anche i furgoncini non sono molto allegri.
dicembre 12th, 2006 at 13:46
Ma per come la vedo io proprio perchè si ha rispetto per quella tragedia non si dovrebbe ingigantire la cosa. E’ giusto che tutto rientri nelle dimensioni che gli competono.
Per questo non trovo rispettoso l’atteggiamento di scuse del signor balocco. Ma stupido. E irriguardoso, perchè significa ammettere l’errore.
Quanto a quella signora:
mi sta particolarmente antipatica. Anche solo per il fatto che fa parte di una categoria (es. il moige) che non pensano ad altro che a rompere le scatole con assurdità. Specie a noi pubblicitari. Si inventano situazioni e visioni che sono frutto di un loro ideale di società. Che non è la realtà. Ma questo è un altro discorso ed è fuori tema.
Per quanto riguarda il campo di auschw. vero e proprio: è vero è stato distrutto, ma poi è stato ricostruito, si presume fedelmente. Penso che quella signora un viaggetto dovrebbe farlo, sempre che non l’abbia fatto. In quel caso dovrebbe farsi trapiantare un cervello nuovo. Trovo irrispettoso paragonare una fabbrica di mattoni, o comunque un edificio in mattoni, a tutto ciò che quel campo in polonia è stato. E verso ciò che oggi rappresenta.Se fossi stato il signor balocco l’avrei mandata affanculo (scusate il termine) e le avrei letto le frasi sopra di questo messaggio.
dicembre 12th, 2006 at 15:46
Lebowsky, capisco le tue ragioni, ma leggendo l’articolo mi pare che questa signora (figlia di un ex deportato e dirigente dell’associazione ex deportati) non sia andata lì a dare colpe e sparare sentenze sui pubblicitari: ha solo fatto una segnalazione per difendere la sensibilità di chi ha vissuto quell’esperienza. Forse è stato un eccesso di protettività (bisognerebbe chiedere agli ex deportati in persona), ma davvero, non ci vedo niente di simile alle antipatiche paternali del moige. E’ chiaro che Balocco e l’agenzia di pubblicità non volevano nenache lontanamente lanciare messaggi antisemiti, credo che nessuno l’abbia mai messo in dubbio, ma se lo spot può aver turbato qualcuno e si può rimediare (facilmente poi, dato che gli elementi incriminati sono stati aggiunti in post-produzione), perché non farlo?
dicembre 12th, 2006 at 17:02
appunto: ho detto che era fuori tema il discorso del moige. Ma rientra sempre nel gruppo di quelli che chiedono cambiamenti assurdi alle campagne pubblicitarie. In senso lato sono la stessa cosa.
Appunto perchè l’agenzia e l’azienda non l’han fatto apposta, e soprattutto perchè non ci si può vedere nessun riferimento esplicito (e anche se ci fosse è lontanissimo) non l’avrei cambiata.
Visto le informazioni su questa signora ceh mi dai (ma dove le hai ricavate?), le chiedo scusa. Ma mi domando allora come possa far del bene alla causa del “non dimenticare” (specie in questo periodo di negazionismo) con questo atteggiamento e con il continuare a vedere ovunque offese antisemite. Con questo inutile atteggiamento di caccia alle streghe fa solo del male alla sua giusta causa.
Ecco perchè non cambiarlo: non turba nessuno, perchè non ci può essere turbamento laddove si vede qualcosa che non c’è. Cambiarlo significa ammetterne l’esistenza.
Io la vedo così.
dicembre 12th, 2006 at 17:26
Sì sì, avevo capito che il discorso del moige era solo un esempio… Secondo me, in generale, ci sono due tipi di proteste: una fatta “per principio”, l’altra fatta per sincero interessamento verso una categoria di soggetti “fragili” e da proteggere. Nel primo caso l’obiettivo è “averla vinta”, nel secondo l’obiettivo è arrivare a una soluzione. Qui siamo nel secondo caso, credo, e mi pare di capire che questa signora non abbia voluto accusare qualcuno o dimostrare qualcosa o fare battaglie ideologiche… era solo preoccupata (forse eccessivamente) per la sensibilità degli ex deportati e basta. Mi piace che in questa faccenda ci sia stato un dialogo, comunque… oh, poi magari pecco di ingenuità io, eh!
Le informazioni le ho ricavate dall’articolo de La Stampa linkato al primo post.
dicembre 12th, 2006 at 18:02
sempre fuori discorso:
sogno un giorno di scrivere un annuncio dedicato al moige. Non sono necessari gli insulti. basta descriverli. già quello è sufficiente. Io lo metterei nelle campagne progresso, nel senso che loro fermano il progresso. Bacchettoni e moralisti. Due categorie di persone che eliminerei dalla faccia della terra. Stando al tuo discorso:
nella realtà forse si dividono in quelle due categorie. ma anche il moige dell’esempio sostiene le sue battaglie per presunta volontà di difendere i più deboli.
dicembre 12th, 2006 at 18:48
già… il potere a volte dà alla testa.
ma come mai ce l’hai tanto con il moige? qualche esperienza vissuta in prima persona?
dicembre 13th, 2006 at 10:06
Ti ho detto:
da piccolo ho avuto un’infazia infelice. E sono rimasto turbato.
A proposito:
come la mettiamo con il sito?
Da piccolo tutti mi picchiavano e usavano un bastone chiodato. Il colore del bastone era nero da un lato e giallo paglierino dall’altro. Proprio come questa cornice.
Lo stesso pantone.
dicembre 20th, 2006 at 23:53
Veramente a me, mia moglie e mia figlia ha fatto venire in mente solamente “La fabbrica di cioccolato”
agosto 14th, 2007 at 04:58
Penso che certa ” gente” cerca sempre di rovinare il tracciato degli altri.
Ma da dove puó viene l’idea dei campi di concentramento se i colori sono rossi ed allegri dove si ofre un dolce con allegria e pace!??!!
lontano dalla tristezza , dalla fame e dalla paura di quei tempi?
Allora se il fondo fosse stato un lago alquni si ricorderebbe di tanta gente che si é affogata facendo il bagno nei laghi ?.
E se il fondo se fosse una autostrada la gente si ricorferebbe di tanta gente morta negli incidenti stradali?
E cosí via dicendo…….
Oltre agli anteriori quale sarebbe un consiglio a suo piacimento senza ferire i sentimenti altrui!!!?
gli stadi? le scuole?le chiese? gli aereoporti?
mi dica dove non c´’e stata qualche sciagura?
penso che la risposta (o mossa come la volete chiamare ) del sig Balocco nel chiamare a questa Signora (cosa che personalmente non ci avrei mai pensato ) dimostra la serenitá ; la delicatezza e l’ humiltá non solo della ditta ma anche della sua familia riguardo agli i altri ed anche la grande generositá e bontá nel chiedere scusa di un gesto involontario e di mai poter recar nessún danno morale a nessuno sopra ogni interesse.