Alla manifestazione più libri più liberi di Roma, appena conclusa, ho incontrato Alberto Castelvecchi, editore dell’omonima casa. Presso il suo stand venivano distribuiti opuscoletti dalla forma e dal colore accattivante. L’ho preso e sfogliato pensando che fosse l’ennesimo depliant con le “novità del 2006” (quindi praticamente scaduto), che a tutti gli stand della manifestazione venivano elargiti (chiaramente per svuotare i magazzini). E invece, sono rimasta piacevolmente sorpresa: si trattava del primo capito del libro di prossima uscita “Il gioco dell’impiccato” da portare comodamente a casa e leggere con calma.
“Un’idea molto efficacie per creare un po’ di attesa” gli ho detto. Così l’editore si è lasciato sfuggire che la strategia di comunicazione comprende anche il web e un pre-print di tutto il libro da distribuire agli addetti ai lavori e ai critici, corredato di un DVD/intervista all’autrice spagnola, Imma Turbau, girato proprio nella sua patria.
Alla domanda “non ha paura che il pre-print finisca illegalmente sul web, come accade per le anteprime dei film?”, Alberto Castelvecchi mi ha risposto che, anzi, sarebbe stata tutta pubblicità.
Lui, che il mondo dei libri lo conosce bene, sa che la lettura è un piacere solo se associata alla carta e al profumo di tipografia!
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4 comments
domenico says:
gen 5, 2007
Condivido quanto afferma l’editore Alberto Castelvecchi che il libro è quello che odora di tipografia e che si può leggere anche a letto e con una matita o una penna rossa, come faccio spesso, poter sottolineare o segnare i pensieri, le frasi, le parole “particolari”. A me il libro, come faccio col giornale, piace “scarabocchiarlo”, a volte anche con la data e l’orario e il luogo dove mi trovo. Ho un difetto, dopo la prefazione, inizio a leggere dall’ultima pagina, quasi a ritroso, mi diventa più interessante, non mi importa di scoprire come nei films “il colpevole”. Se è un buon libro l’importante è leggerlo come si ha voglia..
Micaela says:
mar 10, 2007
Ecco dove avevo già visto quel disegnino! L’altro giorno ho accompagnato un’amica e la sorella all’università, e, scese dall’autobus, ci siamo incamminate. Ogni tanto, per terra, sui carteli, sui semafori accanto agli adesivi contro la Rinascente, c’era attaccato un adesivo con il disegnino dell’impiccato e un sito. Anche sporcare la città con adesivi abusivi come quelli che svuotano le cantine rientrano in una “‘idea molto efficacie per creare un po’ di attesa’”, “la strategia di comunicazione [che] comprende anche il web e un pre-print di tutto il libro da distribuire agli addetti ai lavori e ai critici, corredato di un DVD/intervista all’autrice” prevede anche questo?
Anonimo says:
mar 12, 2007
Micaela, mandiamo subito le tue riflessioni ad Alberto Castelvecchi e vediamo se e cosa ci risponde.
Daniela says:
set 19, 2008
[ COMMENTO OFF TOPIC CANCELLATO DALLA REDAZIONE ]