forse forse

Bella scoperta


E’ partita un’accesa discussione in merito alla campagna stampa per il Motor Show di Bologna di quest’anno.
In particolare, molti si sono chiesti quale sia l’interpretazione da dare all’headline “Bella scoperta” in relazione al visual dell’annuncio.
Prima di fare qualsiasi considerazione in merito, vi invitiamo a dare la vostra interpretazione ed a segnalare quanto sia chiaro il messaggio.
Scatenatevi pure…

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nov  06
28
alle 03:00
da nyky

Ultimo commento:

di arnald il 01/1/70

Idiots.
Ricordate poste italiane?
"Bella scoperta" era il titolo utilizzato per dire che dover di...


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17 Commenti to “Bella scoperta”

  1. magsi dice:

    secondo me giocano sul senso di “scoperta” riferita all’auto decappottabile e di sorpesa di sapere che la gioconda sarebbe andata in giro in auto sportiva.

  2. mario dice:

    Ma il motorshow non è una rassegna per sole decappottabili!
    Così si da quell’impressione.
    Io lo concepisco più come un: “la scoperta è che la gioconda andava in auto”

  3. Anonimo dice:

    l’auto scoperta da un’impressione di gioventù, di sportivo di movimento che legato al capolavoro “gioconda” trasferisce al motor show un’immagine dinamica ma con la fama di un capolavoro. Almeno credo. Adesso domando ai creativi poi vi faccio sapere.

  4. P dice:

    Secondo me, la campagna non é mimimanmente all’altezza di quelle degli scorsi anni. In particolare mi ricordo quella 2004, se non sbaglio “La passione é servita” dove la tavola veniva imbandita con pezzi di auto o di moto, nel primo caso il piatto era un volante, nel secondo un disco di un freno.
    E anche quella del 2005 “Cosa vuoi fare da grande” col bimbo che riparava la carrozzina….
    Questa nn mi dice nulla

  5. Roberto da Genova dice:

    Non facciamo come di consueto “dietro……” ormai l’importante è colpire. La Gioconda andrà sempre a colpo sicuro. E’ il dipinto più conosciuto al mondo. A livello etico bisognerebbe sentire cosa ne pensa l’autore. Ai posteri la risposta via mail!!! Saluti alla Rete da Genova

  6. Anonimo dice:

    bene! siamo arrivati al punto in cui, per capire cosa un pubblicità vuole trasmettere, è necessario chiederne il senso ai creativi…siamo rovinati!

  7. stefano dice:

    Ma con un’immagine così forte legata al logo dell’evento (conosciuto e riconoscibile), c’era davvero bisogno di “fare” un titolo?

    Una volta mi ricordo di aver letto: .

  8. stefano dice:

    Opss, non mi ha scritto la parte finale del commento.. :-)

    Ecco cosa ho letto:

    “Un copywriter scrive, un copywriter a volte non scrive”

  9. Anonimo dice:

    Bella questa!

  10. Anonimo dice:

    Si Meghi, siamo rovinati. Non sempre per fortuna. Ma sempre più spesso, purtroppo.

  11. Anonimo dice:

    …io resto fiduciosa nel futuro, creativo!

  12. arthur dice:

    e poi: perché è stata scelta la Giocanda come testimonial? Che nesso c’è con le automobili e il salone? Che nesso c’è tra l’arte e una fiera automobilistica? Perchè la Gioconda dovrebbe salire su una decappottabile per recarsi al salone? Che senso di identificazione c’è, da parte del pubblico, con un testimonial del genere?
    Ho tanto l’impressione che si volesse fare soltanto scena. E che la si sia fatta male. Molto male.

  13. P dice:

    arthur: L’AUTOMOBILE E’ARTE!
    Per il resto sono d’accordo con te, mi sono visto tutti i motorshow dal 93….mi identificavo di più con il neonato che riparava la carrozzina, ma questo forse é più un giudizio personale….questa creatività non trasuda la passione per i motori che dovrebbe essere l’anima del motorshow, anche se negli ultimi anni si é cambiato tanto. Ora é quasi un vero salone internazionale, e forse anche le creatività si devono adattare ad un target più adulto.

  14. passavo dice:

    Un target più adulto certo! Ma perchè non femminile? Ed ecco servita non una semplice figura di donna, ma una donna-capolavoro! Non una scollacciata e provocante, ma una piena di fascino e ammiccante!
    Donne e motori come connubio possibile non più soltanto nell’immaginario maschile…Vento in faccia e auto sportiva poi completano il quadro, strizzando l’occhio a tutte coloro che si sentono dinamiche, sportive, libere.
    “Bella scoperta”…la bella c è, l’auto scoperta pure…la bella scoperta è delle donne nei confronti del motorshow, forse prima considerato un pò troppo regno degli uomini…diventa perciò un luogo attinente all’essere e al sentirsi donna.
    L’attenzione verso il target femminile credo sia un trend abbastanza consolidato negli anni, un esempio su tutti…”do you speak Micra?”, ragazza irriverente che sfida a braccio di ferro sul cofano dell’auto un uomo attonito e sorpreso…

  15. Anonimo dice:

    Ecco un’altra interpretazione, per giunta molto interessante.
    Resta il fatto che, se questo fosse lo scopo della creatività, si tratterebbe di un fallimento, a giudicare da tutti coloro che non l’hanno capita…

  16. zaf (già passavo) dice:

    Quoto la citazione di stefano
    “Un copywriter scrive, un copywriter a volte non scrive”.
    Non è indispensabile l’esplicitazione del concept. Molto più spesso si preferisce snellire il body del messaggio e lasciare il solo pay-off. Nel caso della cartellonistica questo è sempre più diffuso. Chi, di passaggio in auto, si fermerebbe a leggere un poema affisso su un cartellone?
    La scelta, saggia o meno che sia, affida a questa esclusiva porzione di testo tutta la portata comunicativa della campagna, stimolando allusioni e suggestioni.
    Che la comprensione di un messaggio sia l’obiettivo di una campagna è si assodato, ma non è esclusivo. Si possono stimolare anche delle leve più profonde della comprensione.
    Quanti di voi “capiscono” molte pubblicità di profumi per esempio? C’è un messaggio chiaro o sono solo suggestioni che si vogliono evocare?
    Nel caso di un salone-fiera come il motorshow è forse un pò azzardato, ma non è in fondo anche questo “creativo”?
    Per la serie “Chi VUOLE capire, capisca”…

  17. arnald dice:

    Idiots.
    Ricordate poste italiane?
    “Bella scoperta” era il titolo utilizzato per dire che dover dire a tutti che le poste offrivano tot servizi era come socoprire l’acqua calda, ma alla fine te lo dicevano. In questo caso il riferimento è al Codice da Vinci e a tutti i misteri nascosti dietro il dipinto della Gioconda e ancor di più all’emozione che si prova nel vedere o leggere le minchiate di Dan Brown. L’emozione vera è sempre li, anno dopo anno a bologna. “Bella scoperta”.

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